Biomeccanica della Postura: Allineamento, Catene Muscolari e Squilibri

In breve:
  • Una postura efficiente è un equilibrio dinamico che minimizza lo stress sulle strutture corporee e previene dolori.
  • Mantenere un buon allineamento corporeo è cruciale per prevenire dolori e migliorare la tua performance fisica generale.
  • Non esiste una postura “perfetta” universale, ma comprendere il tuo allineamento ideale è utile per la salute.
  • Un allineamento corporeo ottimale permette alla linea di gravità di minimizzare lo sforzo muscolare per mantenerti eretto.
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Comprendere a fondo la biomeccanica postura e allineamento corporeo risulta fondamentale per

La postura è l’atteggiamento che il corpo assume nello spazio, sia in condizioni statiche (stazione eretta, posizione seduta) sia dinamiche (durante il movimento). Non è una posizione rigida e fissa, ma un equilibrio dinamico tra le forze gravitazionali e le risposte muscolari, fasciali e legamentose che mantengono il corpo in posizione verticale con il minimo dispendio energetico.

La biomeccanica posturale studia le forze, i momenti e le strategie neuromuscolari che governano l’allineamento del corpo contro la gravità. Una postura efficiente minimizza lo stress sulle strutture muscolo-scheletriche; al contrario, gli squilibri posturali cronici possono contribuire a dolori muscolo-scheletrici, sovraccarichi articolari e ridotta performance motoria.

È importante sottolineare che non esiste una postura “perfetta” universale: esiste una notevole variabilità individuale nell’allineamento posturale, e molte varianti sono del tutto fisiologiche. Tuttavia, la comprensione dei principi biomeccanici dell’allineamento ideale e delle principali alterazioni fornisce un quadro di riferimento utile per la valutazione e il trattamento.


La Linea di Gravità Ideale

Vista Laterale (Piano Sagittale)

Nella valutazione posturale in vista laterale, si utilizza come riferimento la linea di gravità, una linea verticale immaginaria che attraversa il centro di massa del corpo. Nell’allineamento ideale descritto da Kendall, la linea di gravità passa attraverso i seguenti punti di riferimento:

Punto di riferimento Posizione
Testa Leggermente anteriore al meato acustico esterno
Colonna cervicale Attraverso il corpo della vertebra C2
Spalla Attraverso l’articolazione acromio-clavicolare
Colonna toracica Attraverso i corpi vertebrali
Colonna lombare Attraverso i corpi vertebrali di L3-L4
Anca Leggermente posteriore all’asse dell’articolazione coxo-femorale
Ginocchio Leggermente anteriore all’asse articolare del ginocchio
Caviglia Leggermente anteriore al malleolo laterale

Quando la linea di gravità passa per questi punti, il momento di forza sulle articolazioni è minimo, e la muscolatura deve lavorare poco per mantenere la stazione eretta. In pratica, il corpo è in equilibrio quasi passivo, sostenuto prevalentemente dalle strutture legamentose e ossee.

Vista Frontale (Piano Frontale)

In vista frontale, l’allineamento ideale prevede:

  • Testa: centrata, senza inclinazione laterale
  • Spalle: alla stessa altezza
  • Clavicole: simmetriche
  • Triangoli della taglia: simmetrici (lo spazio tra il braccio e il tronco)
  • Creste iliache: alla stessa altezza (bacino livellato)
  • SIAS (spine iliache antero-superiori): allo stesso livello
  • Ginocchia: simmetriche, senza valgismo o varismo significativi
  • Piedi: simmetrici, con arco plantare nella norma

Vista Posteriore

In vista posteriore si valuta:

  • Colonna vertebrale: rettilinea, senza deviazioni laterali (scoliosi)
  • Scapole: simmetriche, non alate, bordi mediali paralleli e alla stessa distanza dalla colonna (circa 5-7 cm)
  • Pliche glutee: alla stessa altezza
  • Cavo popliteo: simmetrico
  • Tendine di Achille: verticale, senza valgismo del retropiede

Le Curve Fisiologiche della Colonna Vertebrale

La colonna vertebrale vista di profilo non è rettilinea, ma presenta quattro curve fisiologiche che aumentano la sua resistenza ai carichi assiali. Secondo la legge di Euler, la resistenza di una colonna con N curve è proporzionale a N² + 1. Con 4 curve (cervicale, toracica, lombare, sacrale), la resistenza è 17 volte maggiore rispetto a una colonna rettilinea.

Curva Tipo Convessità Range normale
Lordosi cervicale Lordosi Anteriore 20-40°
Cifosi toracica Cifosi Posteriore 20-45° (media 35°)
Lordosi lombare Lordosi Anteriore 40-60° (media 50°)
Cifosi sacrale Cifosi Posteriore Fissa (fusa nell’adulto)

Le curve della colonna sono interdipendenti: una modifica di una curva influenza le altre per compensazione. Ad esempio, un aumento della cifosi toracica tende a essere compensato da un aumento della lordosi cervicale (per mantenere lo sguardo orizzontale) e da una modifica della lordosi lombare.


Il Controllo Posturale

Il mantenimento della postura eretta è un compito attivo del sistema nervoso centrale, che integra informazioni da tre sistemi sensoriali:

  • Sistema visivo: fornisce informazioni sulla posizione del corpo nello spazio e sull’orientamento rispetto all’ambiente
  • Sistema vestibolare: rileva accelerazioni lineari e angolari della testa, informando sul movimento e l’orientamento
  • Sistema somatosensoriale (propriocezione (capacità di percepire posizione e movimento del corpo)): recettori nei muscoli (fusi neuromuscolari), nei tendini (organi tendinei del Golgi), nelle articolazioni (meccanocettori capsulari) e nella pelle (soprattutto dei piedi) forniscono informazioni sulla posizione e sul movimento del corpo

In stazione eretta, il corpo non è mai perfettamente immobile: oscilla costantemente attorno alla posizione di equilibrio (sway posturale). Queste oscillazioni sono normali e controllate. La loro ampiezza e frequenza aumentano con l’età, in condizioni di patologia neurologica e quando si chiudono gli occhi (test di Romberg).


Le Catene Muscolari

Le catene muscolari sono sequenze di muscoli funzionalmente connessi che lavorano in sinergia per produrre il movimento e mantenere la postura. Il concetto di catena muscolare si basa sull’osservazione che i muscoli non lavorano mai in isolamento: sono collegati anatomicamente e funzionalmente attraverso le fasce, i tendini e le inserzioni ossee comuni.

Catena Muscolare Anteriore

La catena anteriore comprende i muscoli della superficie ventrale del corpo. I principali componenti sono:

Muscolo/Gruppo Funzione posturale
Sternocleidomastoideo Flessione cervicale e protrusione del capo
Scaleni Flessione e inclinazione cervicale
Piccolo pettorale Proiezione anteriore della spalla
Grande pettorale Adduzione e intrarotazione della spalla
Retto dell’addome Flessione del tronco, contenimento viscerale
Obliqui addominali Rotazione e flessione laterale del tronco
Ileopsoas Flessione dell’anca, lordosi lombare
Retto femorale Flessione dell’anca, estensione del ginocchio
Tibiale anteriore Dorsiflessione della caviglia

La retrazione della catena anteriore tende a produrre: protrusione della testa, cifosi toracica, spalle arrotondate, aumento della lordosi lombare (per la retrazione dell’ileopsoas), flessione dell’anca.

Catena Muscolare Posteriore

La catena posteriore comprende i muscoli della superficie dorsale del corpo:

Muscolo/Gruppo Funzione posturale
Muscolatura sub-occipitale Estensione del cranio su C1-C2
Erettori spinali (lunghissimo, ileocostale, spinale) Estensione e mantenimento delle curve della colonna
Quadrato dei lombi Inclinazione laterale, stabilizzazione lombare
Grande gluteo Estensione dell’anca
Ischiocrurali (bicipite femorale, semimembranoso, semitendinoso) Estensione dell’anca, flessione del ginocchio
Tricipite surale (gastrocnemio + soleo) Plantaflessione della caviglia
Fascia plantare Supporto dell’arco longitudinale del piede

La retrazione della catena posteriore tende a produrre: iperestensione cervicale, aumento della lordosi lombare (per retrazione degli erettori lombari), retroversione del bacino limitata, rigidità degli ischiocrurali, limitazione della dorsiflessione della caviglia.

Catena Muscolare Laterale

La catena laterale comprende i muscoli coinvolti nella stabilizzazione del corpo nel piano frontale:

Muscolo/Gruppo Funzione posturale
Scaleni Inclinazione cervicale
Trapezio superiore Elevazione della spalla
Intercostali Stabilizzazione laterale del torace
Quadrato dei lombi Inclinazione laterale del tronco
Medio gluteo e piccolo gluteo Stabilizzazione del bacino nel piano frontale
Tensore della fascia lata e tratto ileo-tibiale Stabilizzazione laterale del ginocchio
Peronei Stabilizzazione laterale della caviglia (eversione)

Lo squilibrio della catena laterale contribuisce a: inclinazione della testa, asimmetria delle spalle, incurvamento laterale del tronco, dislivello pelvico, sindrome della bandelletta ileo-tibiale.


Squilibri Posturali: le Sindromi Crociate di Janda

Il neurologo e fisiatra ceco Vladimir Janda ha descritto due pattern di squilibrio muscolare estremamente comuni, legati a una combinazione di muscoli retratti (accorciati/iperattivi) e muscoli inibiti (allungati/deboli). Questi pattern sono diventati un pilastro della valutazione e del trattamento posturale.

Upper Crossed Syndrome (Sindrome Crociata Superiore)

La sindrome crociata superiore è caratterizzata dall’incrocio di muscoli retratti e muscoli inibiti a livello del cingolo scapolare e della colonna cervicale.

Muscoli retratti (iperattivi):

  • Trapezio superiore e elevatore della scapola (posteriormente e superiormente)
  • Grande pettorale e piccolo pettorale (anteriormente)
  • Sternocleidomastoideo e sub-occipitali

Muscoli inibiti (deboli):

  • Flessori profondi del collo (longus colli, longus capitis) — anteriormente e in profondità
  • Trapezio medio e inferiore — posteriormente e inferiormente
  • Dentato anteriore — lateralmente
  • Romboidi — posteriormente

Conseguenze posturali:

  • Protrusione della testa (forward head posture): il capo si sposta in avanti rispetto al tronco
  • Cifosi toracica aumentata
  • Spalle arrotondate (protratte e intraruotate)
  • Scapole alate o abdotte
  • Iperestensione del rachide cervicale superiore (per mantenere lo sguardo orizzontale)

Consiglio pratico

L’auto-rilascio miofasciale contribuisce al riequilibrio delle tensioni muscolari nelle catene cinetiche alterate.


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Conseguenze cliniche:

Localizzazione Muscoli retratti Muscoli inibiti
Posteriore-superiore Trapezio superiore, elevatore della scapola
Anteriore Pettorale grande e piccolo
Posteriore-inferiore Trapezio medio e inferiore, romboidi
Anteriore-profondo Flessori profondi del collo

Lower Crossed Syndrome (Sindrome Crociata Inferiore)

La sindrome crociata inferiore è caratterizzata dallo squilibrio muscolare a livello del bacino e della colonna lombare.

Muscoli retratti (iperattivi):

  • Ileopsoas e retto femorale (anteriormente) — flessori dell’anca
  • Erettori spinali lombari (posteriormente) — estensori del tronco

Muscoli inibiti (deboli):

  • Addominali (retto dell’addome, obliqui, trasverso) — anteriormente
  • Grande gluteo — posteriormente

Conseguenze posturali:

  • Iperlordosi lombare: aumento della curva lordotica
  • Antiversione del bacino: rotazione anteriore del bacino (SIAS più basse delle SIPS)
  • Prominenza addominale: per debolezza della parete addominale
  • Flessione dell’anca: leggera flessione delle anche in stazione eretta

Conseguenze cliniche:

Localizzazione Muscoli retratti Muscoli inibiti
Anteriore Ileopsoas, retto femorale
Posteriore (lombare) Erettori spinali lombari
Anteriore (addome) Addominali (retto, obliqui, trasverso)
Posteriore (gluteo) Grande gluteo

Tipologie Posturali Comuni

Postura Cifotica (Cifo-lordotica)

La postura cifotica è caratterizzata da un aumento di tutte le curve della colonna:

  • Cifosi toracica aumentata
  • Lordosi lombare aumentata (compensatoria)
  • Testa protrusa in avanti
  • Spalle arrotondate
  • Bacino in antiversione

È la tipologia posturale più frequentemente associata alla sindrome crociata superiore e inferiore combinate. È comune nei soggetti sedentari, nei lavoratori d’ufficio e negli anziani.

Postura Lordotica (Iperlordosi Lombare)

Caratterizzata prevalentemente da un aumento della lordosi lombare:

  • Lordosi lombare marcatamente aumentata
  • Bacino in antiversione
  • Prominenza addominale
  • Cifosi toracica normale o lievemente aumentata
  • Ginocchia spesso in iperestensione

Tipica della sindrome crociata inferiore. Comune nelle donne in gravidanza, nei soggetti con debolezza addominale marcata e nei bambini.

Postura Sway-Back

La postura sway-back (o postura “ad ancheggio”) è caratterizzata da:

  • Bacino spostato anteriormente rispetto ai piedi (anca in estensione)
  • Cifosi toracica aumentata (soprattutto nella parte inferiore, toraco-lombare)
  • Lordosi lombare ridotta (la curva si appiattisce nella parte inferiore del rachide lombare)
  • Testa protrusa in avanti
  • Ginocchia in iperestensione

È una postura “pigra”: il soggetto si “appende” ai legamenti (soprattutto il legamento ileo-femorale e i legamenti della colonna) piuttosto che utilizzare la muscolatura. È comune negli adolescenti e nei soggetti con scarsa consapevolezza corporea.

Postura Flat-Back (Dorso Piatto)

La postura flat-back è caratterizzata dalla riduzione delle curve fisiologiche:

  • Cifosi toracica ridotta (dorso piatto)
  • Lordosi lombare ridotta o assente
  • Bacino in retroversione
  • Testa protrusa in avanti (compenso per mantenere lo sguardo orizzontale)
  • Ginocchia in iperestensione

Questa postura riduce la capacità ammortizzante della colonna (meno curve = meno resistenza ai carichi) e predispone a rigidità dorsale e lombalgia.

Confronto delle Tipologie Posturali

Parametro Cifotica Lordotica Sway-back Flat-back
Cifosi toracica Aumentata Normale Aumentata (toraco-lombare) Ridotta
Lordosi lombare Aumentata Molto aumentata Ridotta Ridotta/assente
Bacino Antiversione Antiversione marcata Avanzato, neutro/retroversione Retroversione
Testa Protrusa Variabile Protrusa Protrusa
Ginocchia Variabile Iperestensione Iperestensione Iperestensione

Valutazione Posturale

La valutazione posturale è un esame clinico che analizza l’allineamento del corpo nei tre piani dello spazio. Non richiede strumentazione costosa e può essere eseguita con:

Strumenti di Base

  • Filo a piombo: fornisce la verticale di riferimento (linea di gravità)
  • Podoscopio: per la valutazione dell’appoggio plantare (piede piatto, cavo, normale)
  • Goniometro: per la misurazione degli angoli articolari
  • Scoliometro (inclinometro di Bunnell): per la misurazione del gibbo in flessione anteriore (test di Adams)
  • Metro a nastro: per la misurazione delle asimmetrie (lunghezza arti, distanze)

Parametri da Valutare

  • Vista laterale: posizione della testa, curve della colonna, inclinazione del bacino, allineamento delle ginocchia e delle caviglie
  • Vista frontale: simmetria del capo, delle spalle, dei triangoli della taglia, del bacino, delle ginocchia
  • Vista posteriore: simmetria delle scapole, deviazioni della colonna, simmetria delle pliche glutee
  • Test di Adams: flessione anteriore del tronco per evidenziare asimmetrie (gibbo costale nella scoliosi)
  • Test di flessibilità: lunghezza di ileopsoas (test di Thomas), ischiocrurali (SLR), retto femorale, grande pettorale, trapezio superiore
  • Test di forza: forza degli addominali, del grande gluteo, del medio gluteo, dei flessori profondi del collo

Esercizi Correttivi Base

Gli esercizi correttivi per i principali squilibri posturali seguono un principio fondamentale: allungare i muscoli retratti e rinforzare i muscoli inibiti.

Per la Sindrome Crociata Superiore

Stretching (muscoli retratti):

  • Stretching del pettorale: in angolo della parete o su foam roller, con braccia abdotte e ruotate esternamente
  • Stretching del trapezio superiore: inclinazione laterale del capo con leggera trazione della mano opposta
  • Stretching dei sub-occipitali: retrazione del mento (chin tuck) mantenuta
  • Stretching dello sternocleidomastoideo: rotazione e inclinazione del capo verso il lato opposto

Rinforzo (muscoli inibiti):

Consiglio pratico

Il supporto lombare favorisce il mantenimento della curva fisiologica durante la posizione seduta prolungata.


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  • Chin tuck (retrazione del mento): attivazione dei flessori profondi del collo. Eseguire 10 ripetizioni da 10 secondi, più volte al giorno
  • Retrazione scapolare: avvicinare le scapole alla colonna (attivazione di trapezio medio e romboidi). Con elastico o a corpo libero
  • W-exercise e Y-raise: rinforzo del trapezio medio e inferiore in posizione prona
  • Push-up plus: rinforzo del dentato anteriore (in posizione di push-up, protrarre le scapole alla fine del movimento)

Per la Sindrome Crociata Inferiore

Stretching (muscoli retratti):

  • Stretching dell’ileopsoas: affondo in ginocchio con retroversione del bacino (test di Thomas modificato come stretching)
  • Stretching del retto femorale: in posizione prona, portare il tallone verso il gluteo
  • Stretching degli erettori lombari: posizione del bambino (child’s pose), cat stretch in quadrupedia
  • Auto-mobilizzazione in flessione lombare: ginocchia al petto in posizione supina

Rinforzo (muscoli inibiti):

  • Attivazione del grande gluteo: bridge (ponte gluteo) con enfasi sulla contrazione massimale dei glutei. Progressione: bridge monopodalico, hip thrust
  • Rinforzo addominale: plank frontale e laterale, dead bug, crunch inverso. Evitare il sit-up classico che attiva principalmente l’ileopsoas
  • Controllo della retroversione del bacino: apprendere il movimento di retroversione pelvica (appiattire la zona lombare contro il pavimento in posizione supina) e integrarlo nella stazione eretta

Principi Generali degli Esercizi Correttivi

Principio Indicazione
Sequenza Prima allungare i muscoli retratti, poi rinforzare quelli inibiti
Frequenza Lo stretching va eseguito quotidianamente; il rinforzo 3-4 volte a settimana
Durata dello stretching 30-60 secondi per ripetizione, 2-3 ripetizioni
Progressione del rinforzo Iniziare con basse intensità, aumentare progressivamente
Consapevolezza Integrare la correzione posturale nella vita quotidiana (ergonomia, postura al lavoro)
Tempo I cambiamenti posturali richiedono settimane-mesi di lavoro costante

Ergonomia e Postura nella Vita Quotidiana

Postazione di Lavoro

  • Monitor: bordo superiore all’altezza degli occhi, a 50-70 cm di distanza
  • Sedia: altezza regolata in modo che i piedi siano appoggiati al suolo, ginocchia flesse a 90°, supporto lombare
  • Tastiera e mouse: all’altezza dei gomiti, avambracci appoggiati, polsi in posizione neutra
  • Pause attive: alzarsi ogni 30-45 minuti per muoversi e fare stretching

Postura nel Sonno

  • Posizione supina: un cuscino sotto le ginocchia riduce lo stress sulla colonna lombare
  • Posizione sul fianco: un cuscino tra le ginocchia mantiene l’allineamento del bacino; il cuscino sotto la testa deve mantenere la colonna cervicale allineata
  • Posizione prona: generalmente sconsigliata perché forza la rotazione cervicale e può aumentare la lordosi lombare

Sollevamento dei Carichi

  • Avvicinarsi al carico prima di sollevarlo
  • Piegare le ginocchia e le anche, mantenendo la colonna in posizione neutra
  • Evitare la flessione del tronco combinata con la rotazione sotto carico
  • Mantenere il carico vicino al corpo
  • Attivare la muscolatura del core prima del sollevamento

Domande Frequenti (FAQ)

Esiste una postura perfetta?

No, non esiste una postura “perfetta” universale. Esiste una notevole variabilità individuale nell’allineamento posturale, e molte varianti sono del tutto fisiologiche e asintomatiche. L’allineamento “ideale” descritto nei testi è un modello di riferimento, non un obiettivo rigido. La postura migliore è quella che consente di svolgere le attività quotidiane senza dolore e con il minimo dispendio energetico. La postura “migliore” è spesso la “prossima”: cambiare frequentemente posizione è più importante che mantenerne una “corretta”.

Cosa sono le sindromi crociate di Janda?

Le sindromi crociate di Janda sono pattern di squilibrio muscolare in cui muscoli retratti (iperattivi) e muscoli inibiti (deboli) si “incrociano” attorno a un’articolazione. La sindrome crociata superiore coinvolge il cingolo scapolare (pettorali e trapezio superiore retratti, flessori profondi del collo e trapezio inferiore deboli). La sindrome crociata inferiore coinvolge il bacino (ileopsoas e erettori lombari retratti, addominali e glutei deboli).

La postura scorretta causa dolore?

La relazione tra postura e dolore è complessa e non lineare. La postura “scorretta” non causa necessariamente dolore: molte persone con posture “alterate” sono del tutto asintomatiche, e molte persone con allineamento “ideale” hanno dolore. Tuttavia, gli squilibri posturali cronici possono contribuire al sovraccarico di alcune strutture e predisporre a condizioni dolorose, soprattutto se associati a debolezza muscolare, sedentarietà e carichi elevati.

Cos’è la postura sway-back?

La postura sway-back è un’alterazione posturale caratterizzata dallo spostamento anteriore del bacino, dall’iperestensione delle anche, dalla riduzione della lordosi lombare e dall’aumento della cifosi toraco-lombare. Il soggetto appare “appeso” ai legamenti piuttosto che sostenuto dalla muscolatura. È comune negli adolescenti e nei soggetti con scarsa consapevolezza corporea. La correzione prevede il rinforzo di addominali e glutei e il riallineamento del bacino.

Gli esercizi posturali servono davvero?

Sì, gli esercizi posturali hanno evidenze scientifiche a supporto della loro efficacia nel migliorare l’allineamento, ridurre il dolore e migliorare la funzionalità. Il principio è allungare i muscoli retratti e rinforzare quelli inibiti. Tuttavia, la sola esecuzione di esercizi “in palestra” non è sufficiente: è necessario integrare la consapevolezza posturale nelle attività della vita quotidiana (ergonomia, postura al lavoro, durante il sonno).

Quanto tempo ci vuole per correggere la postura?

I cambiamenti posturali richiedono settimane o mesi di lavoro costante. Le prime modifiche nella consapevolezza corporea e nella flessibilità si possono apprezzare dopo 2-4 settimane. Il rinforzo muscolare significativo richiede almeno 6-8 settimane. Le modifiche posturali strutturali stabili richiedono generalmente 3-6 mesi di lavoro costante. La costanza è la chiave: esercizi brevi ma quotidiani sono più efficaci di sessioni lunghe ma sporadiche.

In caso di dolore posturale persistente, alterazioni dell’allineamento significative o dubbi sulla propria postura, è consigliabile rivolgersi al proprio medico o fisioterapista di fiducia.

Domande Frequenti

Esiste una postura perfetta?

Non esiste una postura “perfetta” universale, poiché l’allineamento ideale varia leggermente tra gli individui. Una postura efficiente è piuttosto un equilibrio dinamico che minimizza lo stress sulle strutture corporee e ottimizza la funzione.

Cosa sono le sindromi crociate di Janda?

Le sindromi crociate di Janda descrivono schemi comuni di squilibri muscolari che influenzano la postura. Queste sindromi si manifestano con muscoli iperattivi e accorciati che si incrociano con muscoli inibiti e allungati, portando a disfunzioni e alterazioni posturali caratteristiche.

La postura scorretta causa dolore?

Sì, una postura scorretta può contribuire significativamente all’insorgenza di dolore muscoloscheletrico. Un allineamento subottimale aumenta lo stress meccanico su articolazioni, legamenti e muscoli, favorendo l’usura e l’infiammazione nel tempo.

Gli esercizi posturali servono davvero?

Gli esercizi posturali sono strumenti efficaci per migliorare l’allineamento corporeo e la funzione muscoloscheletrica. Essi mirano a rafforzare i muscoli deboli e ad allungare quelli accorciati, contribuendo a ripristinare l’equilibrio e a ridurre il rischio di disfunzioni.

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente educativa e informativa. Non sostituiscono il parere del medico o del fisioterapista. Per diagnosi e trattamento rivolgersi al proprio medico o fisioterapista di fiducia.

Fonti e Riferimenti Scientifici

  1. Neumann DA. Kinesiology of the Musculoskeletal System: Foundations for Rehabilitation, 3rd ed.. Elsevier. 2017.
  2. Kendall FP, McCreary EK, Provance PG, et al. Muscles: Testing and Function with Posture and Pain, 5th ed.. Lippincott Williams & Wilkins. 2005.
  3. McGill SM. Low Back Disorders: Evidence-Based Prevention and Rehabilitation, 3rd ed.. Human Kinetics. 2016.

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