Dolore al Gomito: Tutte le Cause e Come Trattarlo

In breve:

  • Il gomito è un’articolazione complessa essenziale per molte attività quotidiane, lavorative e sportive.
  • Il dolore al gomito può derivare da sovraccarico, traumi, degenerazione o compressione nervosa.
  • L’epicondilite laterale (gomito del tennista) è la causa più comune di dolore esterno al gomito.
  • L’epitrocleite (gomito del golfista) colpisce i tendini interni del gomito a causa di sovraccarico.

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Per approfondire, consultare la guida su Dolore al Braccio: Cause Muscolari, Nervose e Quando Preoccuparsi. Per approfondire, consultare la guida su Dolore al Polpaccio: Cause Muscolari, Vascolari e Nervose.

L’articolazione del gomito è una struttura complessa e fondamentale per lo svolgimento della quasi totalità delle attività quotidiane, lavorative e sportive. Funzionando come un ponte biomeccanico tra la spalla e la mano, il gomito permette di sollevare carichi, lanciare oggetti, scrivere e compiere movimenti di estrema precisione. Quando si manifesta un fastidio o una limitazione funzionale in questo distretto, l’impatto sulla qualità della vita può essere notevole. Indagare il dolore gomito cause rappresenta il primo passo fondamentale per comprendere l’origine del problema, evitare cronicizzazioni e impostare un percorso terapeutico e riabilitativo realmente efficace.

Questo articolo analizza in modo approfondito l’anatomia dell’articolazione, le patologie più frequenti, i percorsi diagnostici e le migliori strategie di trattamento basate sulle attuali evidenze scientifiche in ambito fisioterapico e ortopedico.

Anatomia e Biomeccanica del Gomito

Per comprendere a fondo le patologie che colpiscono questa zona, è utile un breve cenno anatomico. Il gomito non è una singola articolazione, ma un complesso formato da tre ossa principali:

Per un quadro completo, consulta la guida completa al dolore al gomito.

  • Omero: l’osso del braccio.
  • Radio e Ulna: le due ossa dell’avambraccio.

Queste ossa si incontrano formando tre distinte articolazioni racchiuse in un’unica capsula articolare:

  • Articolazione omero-ulnare: permette i movimenti di flessione ed estensione (come una cerniera).
  • Articolazione omero-radiale: partecipa alla flessione/estensione e alla rotazione.
  • Articolazione radio-ulnare prossimale: fondamentale per i movimenti di pronazione e supinazione (ruotare il palmo della mano verso l’alto o verso il basso).

La stabilità è garantita da un robusto sistema di legamenti (collaterale mediale e collaterale laterale). Inoltre, il gomito è il punto di ancoraggio per numerosi tendini: i tendini dei muscoli flessori si inseriscono sull’epitroclea (parte interna), mentre quelli dei muscoli estensori si inseriscono sull’epicondilo (parte esterna). Infine, tre nervi principali attraversano questa regione: il nervo ulnare, il nervo mediano e il nervo radiale. Un’alterazione a carico di una qualsiasi di queste strutture può generare dolore.

Dolore Gomito Cause: Le Patologie Più Comuni

Le cause del dolore al gomito sono molteplici e possono derivare da sovraccarico funzionale, traumi acuti, processi degenerativi o compressioni nervose. Di seguito vengono analizzate le condizioni cliniche più frequenti.

Epicondilite Laterale (Gomito del Tennista)

L’epicondilite è senza dubbio la causa più comune di dolore al gomito. Nonostante il nome “gomito del tennista”, solo una minima percentuale dei pazienti che ne soffrono pratica questo sport. Si tratta di una tendinopatia (spesso una tendinosi, ovvero un processo degenerativo del tessuto tendineo senza una forte componente infiammatoria acuta) che colpisce l’inserzione dei muscoli estensori del polso e delle dita sull’epicondilo laterale dell’omero.
È causata da movimenti ripetitivi del polso e della mano, tipici di lavori manuali (muratori, idraulici, carpentieri), uso prolungato del mouse e della tastiera, o sport di racchetta. Il dolore si localizza sulla parte esterna del gomito e si irradia lungo l’avambraccio, peggiorando quando si stringe un oggetto, si gira una maniglia o si solleva un peso con il palmo rivolto verso il basso.

Epitrocleite (Gomito del Golfista)

L’epitrocleite, o epicondilite mediale, è l’equivalente dell’epicondilite ma colpisce la parte interna del gomito. La patologia interessa i tendini dei muscoli flessori del polso e pronatori dell’avambraccio, che si inseriscono sull’epitroclea.
Anche in questo caso, il sovraccarico ripetitivo è il principale colpevole. È frequente nei golfisti, nei lanciatori (baseball, giavellotto), in chi pratica sollevamento pesi e in lavoratori che eseguono flessioni ripetute del polso contro resistenza. Il dolore si avverte nella regione mediale del gomito e si accentua flettendo il polso contro resistenza o stringendo il pugno.

Borsite Olecranica

La borsa olecranica è una piccola sacca ripiena di liquido sinoviale situata tra la punta ossea del gomito (olecrano) e la pelle. La sua funzione è ridurre l’attrito. A seguito di traumi diretti (una caduta sul gomito), microtraumi ripetuti (appoggiarsi costantemente sui gomiti, condizione nota come “gomito dello studente”) o patologie sistemiche (gotta, artrite reumatoide), questa borsa può infiammarsi e riempirsi di liquido.
Il sintomo più evidente è un gonfiore vistoso e circoscritto sulla punta del gomito, simile a una pallina da golf, accompagnato da dolore alla pressione e, talvolta, calore e rossore.

Sindrome del Tunnel Cubitale (Compressione del Nervo Ulnare)

Il nervo ulnare scorre in un solco osseo situato nella parte interna del gomito (il tunnel cubitale). Poiché in questo punto il nervo è molto superficiale (è il responsabile della “scossa” che si avverte quando si batte inavvertitamente il gomito), è facilmente soggetto a compressione o stiramento.
Mantenere il gomito flesso per lunghi periodi (ad esempio durante il sonno o al telefono) o appoggiarlo su superfici dure può irritare il nervo. I sintomi non si limitano al dolore al gomito, ma includono formicolio, intorpidimento e alterazione della sensibilità che si irradiano fino al dito anulare e mignolo della mano. Nei casi gravi, si può assistere a una perdita di forza nella presa.

Artrosi del Gomito

Sebbene meno frequente rispetto all’artrosi di ginocchio o anca, l’artrosi del gomito può svilupparsi a causa dell’usura della cartilagine articolare. È spesso secondaria a traumi pregressi (fratture o lussazioni avvenute anni prima) o a lavori pesanti protratti per decenni. I sintomi includono dolore sordo, rigidità articolare (soprattutto al mattino), scrosci articolari durante il movimento e una progressiva limitazione nell’estendere o flettere completamente il braccio.

Traumi, Fratture e Lussazioni

Eventi traumatici acuti, come cadute con il braccio teso o impatti diretti durante attività sportive o incidenti, possono causare fratture (frequente quella del capitello radiale o dell’olecrano) o lussazioni (perdita dei rapporti articolari tra le ossa). Queste condizioni generano un dolore acuto, improvviso e lancinante, accompagnato da gonfiore immediato, deformità visibile e impossibilità di muovere l’articolazione. Richiedono un intervento medico d’urgenza.

Tendinopatia del Bicipite o del Tricipite

I tendini dei muscoli bicipite (nella parte anteriore del braccio) e tricipite (nella parte posteriore) si inseriscono in prossimità del gomito. Sforzi improvvisi o sovraccarichi cronici (come il sollevamento pesi in palestra) possono infiammare o, nei casi più gravi, lesionare questi tendini. Il dolore si localizza rispettivamente nella piega anteriore del gomito o subito sopra la punta posteriore.

Dolore Irradiato dal Tratto Cervicale

Non sempre il dolore percepito al gomito ha origine nel gomito stesso. Una problematica a livello della colonna cervicale, come un’ernia del disco o un’artrosi che comprime le radici nervose (in particolare C5, C6 o C7), può generare un dolore irradiato che scende lungo il braccio fino al gomito e alla mano (radicolopatia). In questi casi, il dolore al gomito è spesso accompagnato da dolore al collo e sintomi neurologici.

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Sintomi Associati al Dolore al Gomito

Il dolore raramente si presenta da solo. A seconda della causa sottostante, può essere accompagnato da una serie di segni e sintomi che aiutano a inquadrare la patologia:

  • Rigidità articolare: difficoltà a piegare o raddrizzare completamente il braccio.
  • Gonfiore ed edema: localizzato (come nella borsite) o diffuso (dopo un trauma).
  • Debolezza muscolare: difficoltà a stringere la mano, sollevare oggetti leggeri (come una bottiglia d’acqua) o aprire barattoli.
  • Parestesie: formicolii, alterazioni della sensibilità o sensazione di bruciore (tipici delle compressioni nervose).
  • Scrosci articolari: rumori simili a “click” o sensazione di sabbia durante il movimento.

Diagnosi: Come Identificare il Problema

Una diagnosi accurata è imprescindibile per un trattamento di successo. Si raccomanda sempre di rivolgersi al proprio medico o fisioterapista di fiducia per una valutazione clinica completa.

Il processo diagnostico inizia con un’attenta anamnesi: il professionista indagherà le abitudini lavorative e sportive, le modalità di insorgenza del dolore (acuto o graduale) e i movimenti che lo esacerbano.
Successivamente, si procede con l’esame obiettivo:

  • Palpazione: per individuare i punti esatti di dolorabilità (es. epicondilo o epitroclea).
  • Test di mobilità: per valutare l’escursione articolare attiva e passiva.
  • Test ortopedici specifici: come il Test di Cozen o il Test di Mill per l’epicondilite, o il Segno di Tinel per la sofferenza del nervo ulnare.

Se la valutazione clinica lo suggerisce, il medico può prescrivere esami strumentali:

  • Ecografia: esame di prima linea, eccellente per valutare lo stato dei tendini (ispessimento, microlesioni, calcificazioni), dei legamenti e la presenza di versamenti o borsiti.
  • Radiografia (RX): fondamentale per escludere fratture, lussazioni o per valutare il grado di artrosi e la presenza di speroni ossei.
  • Risonanza Magnetica (RMN): utilizzata per un’analisi dettagliata dei tessuti molli, lesioni legamentose complesse o patologie della cartilagine.
  • Elettromiografia (EMG): indispensabile per confermare e quantificare il grado di compressione nervosa (es. sindrome del tunnel cubitale).

Trattamento Fisioterapico e Riabilitazione

Il trattamento del dolore al gomito varia significativamente in base alla patologia diagnosticata. Tuttavia, l’approccio conservativo (non chirurgico) basato sulla fisioterapia rappresenta il gold standard per la stragrande maggioranza delle affezioni, in particolare per le tendinopatie.

Fase Acuta: Gestione del Dolore e dell’Infiammazione

Nelle primissime fasi di un dolore acuto, l’obiettivo è ridurre la sintomatologia. Spesso si applica il principio del riposo relativo: non un’immobilizzazione totale, ma la sospensione temporanea delle attività che scatenano il dolore. L’applicazione di ghiaccio (crioterapia) può essere utile per gestire il dolore acuto e il gonfiore. Il medico può prescrivere farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per un breve periodo. In alcuni casi, l’uso di tutori specifici (come il bracciale per epicondilite) può scaricare la tensione sui tendini durante le attività quotidiane.

Terapie Fisiche Strumentali

La fisioterapia moderna si avvale di tecnologie avanzate per stimolare la riparazione tissutale e controllare il dolore:

  • Onde d’Urto Focali o Radiali: rappresentano una delle terapie con le maggiori evidenze scientifiche per il trattamento delle tendinopatie croniche (epicondilite ed epitrocleite). Stimolano la neoangiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni) e i processi rigenerativi del tendine.
  • Laserterapia ad Alta Potenza (Nd:YAG): eccellente per l’effetto antinfiammatorio e biostimolante profondo.
  • Tecarterapia: utile per migliorare la vascolarizzazione locale, ridurre le contratture muscolari associate e drenare eventuali edemi.

Terapia Manuale

L’intervento manuale del fisioterapista è cruciale. Include:

  • Mobilizzazioni articolari: per ripristinare la corretta meccanica del gomito, del polso e, se necessario, della spalla e del tratto cervicale.
  • Trattamento dei trigger point e massaggio trasverso profondo (Cyriax): per detendere la muscolatura dell’avambraccio e trattare le aderenze fasciali.
  • Neurodinamica: tecniche di scorrimento e messa in tensione dei nervi (in particolare il nervo ulnare e radiale) per liberarli da eventuali intrappolamenti e migliorare la loro mobilità rispetto ai tessuti circostanti.

Esercizio Terapeutico: Il Cuore della Riabilitazione

Le evidenze scientifiche dimostrano che il riposo assoluto è deleterio per i tendini. Il tessuto tendineo ha bisogno di carico meccanico per rigenerarsi e rinforzarsi. Il fisioterapista imposterà un programma di esercizi progressivi:

  • Esercizi Isometrici: contrazioni muscolari senza movimento articolare, eccellenti per ridurre il dolore nella fase iniziale.
  • Esercizi Eccentrici: il muscolo si contrae mentre si allunga. Sono considerati il trattamento di elezione per rimodellare la struttura del tendine nelle epicondiliti.
  • Esercizi Concentrici e Pliometrici: introdotti nelle fasi finali per recuperare la forza massimale e preparare l’articolazione al ritorno allo sport o al lavoro pesante.

Esercizi Utili per il Dolore al Gomito

Nota bene: L’esecuzione di qualsiasi esercizio deve essere preventivamente approvata dal proprio medico o fisioterapista di fiducia per evitare peggioramenti.

Di seguito alcuni esempi di esercizi comunemente integrati nei protocolli riabilitativi per le tendinopatie del gomito:

  • Stretching degli estensori (per epicondilite): Distendere il braccio in avanti con il gomito dritto. Con la mano opposta, flettere il polso verso il basso in modo che le dita puntino verso il pavimento. Mantenere la tensione (senza dolore acuto) per 30 secondi. Ripetere 3 volte.
  • Stretching dei flessori (per epitrocleite): Distendere il braccio in avanti con il palmo rivolto verso l’alto. Con la mano opposta, tirare delicatamente le dita verso il basso e verso il corpo. Mantenere 30 secondi, 3 ripetizioni.
  • Esercizio eccentrico per epicondilite: Seduti, appoggiare l’avambraccio su un tavolo lasciando la mano fuori dal bordo, palmo rivolto verso il basso. Impugnare un piccolo peso (1-2 kg). Usare la mano sana per sollevare il peso (estensione del polso). Rilasciare la mano sana e abbassare il peso lentamente (in 3-4 secondi) usando solo la mano infortunata. Ripetere per 3 serie da 10-15 ripetizioni.
  • Rinforzo della presa: Stringere una pallina di gomma morbida o un asciugamano arrotolato per 5 secondi, poi rilasciare. Ripetere 15 volte.

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Prevenzione: Come Proteggere l’Articolazione

Prevenire l’insorgenza o le recidive del dolore al gomito richiede attenzione all’ergonomia e alla gestione dei carichi:

  • Ergonomia sul lavoro: Chi lavora al computer dovrebbe assicurarsi che la postazione sia configurata correttamente. Gli avambracci devono essere appoggiati sulla scrivania o sui braccioli, mantenendo un angolo del gomito di circa 90 gradi. L’uso di mouse e tastiere ergonomiche può ridurre lo stress sui tendini.
  • Tecnica sportiva: Negli sport di racchetta o nel golf, una tecnica scorretta (es. un rovescio nel tennis eseguito solo con il polso anziché con tutto il corpo) trasferisce carichi enormi sul gomito. Affidarsi a un maestro per correggere il gesto atletico è fondamentale.
  • Attrezzatura adeguata: Utilizzare racchette con il giusto grip, la corretta tensione delle corde e materiali che assorbono le vibrazioni.
  • Gestione del carico: Evitare incrementi improvvisi nell’intensità o nel volume degli allenamenti o dei lavori manuali. Il corpo necessita di gradualità per adattarsi agli sforzi.
  • Riscaldamento: Eseguire sempre esercizi di riscaldamento per le braccia e i polsi prima di attività intense.

Domande Frequenti (FAQ)

Quanto tempo ci vuole per guarire da un’epicondilite?

I tempi di recupero per un’epicondilite (o un’epitrocleite) variano notevolmente in base alla gravità della condizione e alla tempestività dell’intervento. Se trattata nelle prime fasi, può risolversi in 4-6 settimane. Tuttavia, se la condizione è cronica e vi è una degenerazione tendinea avanzata (tendinosi), il recupero completo può richiedere dai 3 ai 6 mesi, o in alcuni casi fino a un anno, seguendo un programma di riabilitazione costante.

Il ghiaccio è sempre utile per il dolore al gomito?

Il ghiaccio (crioterapia) è molto utile nelle fasi acute, subito dopo un trauma o quando vi è una forte infiammazione con gonfiore e calore (es. borsite acuta o riacutizzazione di una tendinite). Tuttavia, nelle tendinopatie croniche (dove l’infiammazione è assente e prevale la degenerazione del tessuto), l’uso prolungato del ghiaccio potrebbe rallentare i processi di guarigione riducendo l’afflusso di sangue. In questi casi, terapie che stimolano la vascolarizzazione sono più indicate.

Posso continuare ad allenarmi se ho dolore al gomito?

Continuare ad allenarsi “sopra il dolore” è fortemente sconsigliato, specialmente se il dolore è acuto o peggiora durante o dopo l’attività. Questo comportamento può trasformare una lieve infiammazione in una patologia cronica o in una lesione tendinea. È opportuno modificare l’allenamento, eliminando gli esercizi che provocano dolore e concentrandosi su altri distretti muscolari, in attesa della valutazione di un professionista sanitario.

Quando è necessario ricorrere alla chirurgia per il gomito?

L’intervento chirurgico è considerato l’ultima ratio. Viene preso in considerazione solo dopo che un trattamento conservativo ben condotto (fisioterapia, terapie fisiche, eventuale terapia infiltrativa medica) ha fallito per un periodo di almeno 6-12 mesi, e il dolore risulta invalidante per la vita quotidiana. Fanno eccezione i traumi acuti severi, come fratture scomposte o lussazioni gravi, o sindromi da compressione nervosa con grave deficit motorio, che possono richiedere un intervento chirurgico in tempi brevi.

L’uso di un tutore o di una fascia è raccomandato?

L’utilizzo di un tutore (come il bracciale pressorio per l’epicondilite) può essere molto utile per gestire i sintomi durante le attività lavorative o sportive che non possono essere sospese. Il tutore agisce modificando il punto di trazione del tendine, scaricando l’inserzione ossea dolorosa. Tuttavia, il tutore non “cura” la patologia: deve essere considerato un ausilio temporaneo da associare sempre a un programma di riabilitazione ed esercizio terapeutico.

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Domande Frequenti

Quanto tempo ci vuole per guarire da un’epicondilite?

Il tempo di recupero per l’epicondilite è variabile e dipende dalla gravità e dalla cronicità della condizione. Casi lievi possono migliorare in poche settimane con riposo e trattamenti conservativi, mentre situazioni più complesse o persistenti possono richiedere diversi mesi di terapia e riabilitazione mirata.

Il ghiaccio è sempre utile per il dolore al gomito?

Il ghiaccio può essere utile nella fase acuta del dolore al gomito per ridurre l’infiammazione e alleviare il dolore, specialmente dopo un trauma o un’attività intensa. Tuttavia, il suo impiego non è sempre indicato per tutte le tipologie di dolore al gomito, e in alcune condizioni croniche potrebbero essere preferibili altre modalità terapeutiche.

Posso continuare ad allenarmi se ho dolore al gomito?

Continuare ad allenarsi in presenza di dolore al gomito è generalmente sconsigliato, poiché può aggravare la condizione e prolungare i tempi di recupero. È fondamentale modificare o sospendere le attività che scatenano il dolore e richiedere una valutazione professionale per un piano di recupero adeguato.

Quando è necessario ricorrere alla chirurgia per il gomito?

L’intervento chirurgico per il dolore al gomito è solitamente considerato un’opzione estrema, riservata ai casi in cui i trattamenti conservativi non hanno prodotto miglioramenti significativi dopo un periodo prolungato. Può essere indicato per condizioni specifiche come gravi compressioni nervose, fratture complesse o tendinopatie croniche refrattarie alla riabilitazione.

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente educativa e informativa. Non sostituiscono il parere del medico o del fisioterapista. Per diagnosi e trattamento rivolgersi al proprio medico o fisioterapista di fiducia.

Fonti e Riferimenti Scientifici

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  3. Weber C, Thai V, Neuheuser K, Groover K, Christ O. Efficacy of physical therapy for the treatment of lateral epicondylitis: a meta-analysis. BMC Musculoskelet Disord. 2015;16(1):
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