Dolori Muscolari Diffusi: Cause, Diagnosi Differenziale e Trattamento

In breve:

  • I dolori muscolari diffusi sono una condizione persistente e generalizzata che influenza ampie aree del corpo, spesso con rigidità e affaticamento.
  • Il dolore muscolare diffuso è spesso cronico e la sua diagnosi richiede un approccio meticoloso, non sempre legato a danni strutturali evidenti.
  • Questa condizione può influenzare profondamente la qualità della vita, limitando le attività quotidiane e disturbando il sonno e la concentrazione.
  • Comprendere le cause dei dolori è fondamentale per una gestione efficace e un percorso terapeutico fisioterapico mirato e basato su evidenze.

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I dolori muscolari diffusi rappresentano una condizione clinica complessa e spesso debilitante, caratterizzata da sensazioni dolorose persistenti e generalizzate che interessano ampie aree del corpo. Questa problematica, che può manifestarsi con intensità variabile e accompagnarsi a una serie di altri sintomi, incide significativamente sulla qualità della vita di milioni di individui a livello globale. Comprendere le dolori muscolari diffusi cause è il primo passo fondamentale per una gestione efficace e un percorso terapeutico mirato. L’obiettivo di questo articolo è fornire una panoramica approfondita sulle diverse eziologie, i percorsi diagnostici e le strategie di trattamento fisioterapico basate sulle più recenti evidenze scientifiche, offrendo una guida chiara e autorevole per chi si trova ad affrontare questa sfida.

Comprendere i Dolori Muscolari Diffusi

Definizione e Caratteristiche

Il termine “dolori muscolari diffusi” si riferisce a un dolore che non è localizzato in una singola area anatomica, ma si estende a più distretti corporei, spesso in modo simmetrico. Questo dolore può essere descritto in vari modi: sordo, pulsante, bruciante, lancinante o crampiforme. Spesso è accompagnato da rigidità, specialmente al mattino o dopo periodi di inattività, e da una sensazione di affaticamento muscolare. A differenza del dolore acuto, che è una risposta immediata a un danno tissutale specifico, il dolore diffuso tende a essere cronico, persistendo per periodi prolungati (spesso oltre i tre mesi) e può variare in intensità nel corso della giornata o in risposta a fattori esterni come stress, clima o attività fisica. Per approfondire, consultare la guida su Stiramento Muscolare: Sintomi, Cura e Tempi.

La natura diffusa del dolore lo rende particolarmente sfuggente alla diagnosi, poiché non sempre è associato a un danno strutturale evidente o a marcatori infiammatori specifici. Questo porta spesso a frustrazione sia per il paziente che per il clinico, rendendo essenziale un approccio diagnostico differenziale meticoloso.

Impatto sulla Qualità della Vita

L’impatto dei dolori muscolari diffusi sulla qualità della vita è profondo e multifattoriale. La persistenza del dolore e la fatigue associata possono limitare drasticamente la capacità di svolgere attività quotidiane, lavorative e ricreative. Il sonno è frequentemente disturbato, con conseguente peggioramento della fatigue e del dolore stesso, creando un circolo vizioso difficile da interrompere. Molti pazienti riportano anche difficoltà cognitive, come problemi di memoria e concentrazione (“fibro-fog”), e un aumento del rischio di sviluppare disturbi dell’umore come ansia e depressione. La riduzione della partecipazione sociale e lavorativa può portare a isolamento e perdita di autonomia, aggravando ulteriormente il benessere psicofisico dell’individuo.

Le Principali Cause dei Dolori Muscolari Diffusi

Le dolori muscolari diffusi cause sono estremamente eterogenee e possono derivare da una vasta gamma di condizioni mediche. Una comprensione approfondita di queste cause è cruciale per indirizzare correttamente il percorso diagnostico e terapeutico.

Cause Muscoloscheletriche

  • Sindrome Fibromialgica (FM): È una delle cause più comuni di dolore muscolare diffuso cronico. Caratterizzata da dolore generalizzato e ipersensibilità alla palpazione in specifici “tender points”, la FM è spesso accompagnata da fatigue, disturbi del sonno, rigidità mattutina, cefalea, sindrome dell’intestino irritabile e disturbi cognitivi. La patogenesi è complessa e si ritiene coinvolga una sensibilizzazione centrale del sistema nervoso, con un’alterata elaborazione del dolore. I criteri diagnostici sono evoluti nel tempo, passando dalla rilevazione dei tender points a una valutazione più ampia dei sintomi.
  • Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS): Sebbene distinta dalla fibromialgia, presenta molte sovrapposizioni sintomatologiche, inclusi dolori muscolari diffusi e fatigue severa. La ME/CFS è caratterizzata da un’intensa fatigue non ristoratrice che peggiora con lo sforzo (malessere post-sforzo o PEM) e non migliora con il riposo, accompagnata da disturbi del sonno e cognitivi.
  • Sindrome del Dolore Miofasciale (SDM) diffusa: A differenza della fibromialgia, la SDM è caratterizzata dalla presenza di “trigger points” attivi, noduli palpabili all’interno di bande tese di muscolo che, se stimolati, riproducono un dolore riferito a distanza. Quando questi trigger points sono numerosi e distribuiti in diverse regioni corporee, possono simulare un dolore diffuso.
  • Artrite Reumatoide (AR) e altre Connettiviti (Lupus Eritematoso Sistemico, Polimialgia Reumatica): Queste malattie autoimmuni causano primariamente infiammazione articolare, ma possono presentare anche mialgie diffuse, rigidità e fatigue. La Polimialgia Reumatica, in particolare, è caratterizzata da dolore e rigidità severa nei muscoli delle spalle e delle anche, spesso con insorgenza acuta in soggetti anziani.
  • Osteoartrite diffusa: Sebbene tipicamente localizzata, in forme avanzate o che interessano molte articolazioni, il dolore può essere percepito come diffuso, accompagnato da rigidità e limitazione funzionale.

Cause Neurologiche

  • Neuropatie periferiche: Danni ai nervi periferici, spesso dovuti a diabete, alcolismo, carenze vitaminiche o malattie autoimmuni, possono causare dolore bruciante, formicolio, intorpidimento e debolezza muscolare che può essere percepito come diffuso.
  • Sclerosi Multipla (SM): Questa malattia demielinizzante del sistema nervoso centrale può causare dolore muscolare diffuso, spasticità, fatigue e parestesie.

Cause Metaboliche ed Endocrine

  • Ipotiroidismo: Una tiroide ipoattiva può manifestarsi con debolezza muscolare, crampi, rigidità, fatigue e dolori muscolari diffusi.
  • Deficienza di Vitamina D: La carenza di vitamina D è stata correlata a mialgie, debolezza muscolare e dolore osseo.
  • Diabete Mellito: Oltre alla neuropatia, il diabete può causare miopatie diabetiche che si manifestano con dolore e debolezza muscolare.
  • Squilibri elettrolitici: Carenze di magnesio, potassio o calcio possono provocare crampi muscolari e mialgie.

Cause Farmacologiche

  • Statine: Farmaci utilizzati per abbassare il colesterolo sono noti per causare mialgie (dolore muscolare) in una percentuale significativa di pazienti. In casi rari, possono portare a miopatia o rabdomiolisi.
  • Alcuni antidepressivi, chemioterapici, bifosfonati: Anche questi farmaci possono avere effetti collaterali che includono dolori muscolari.

Cause Infettive

  • Infezioni virali (Influenza, COVID-19, Mononucleosi): Le mialgie sono un sintomo comune durante e dopo molte infezioni virali, a volte persistendo per settimane o mesi (sindrome post-virale).
  • Malattia di Lyme: Causata da un batterio trasmesso dalle zecche, può provocare dolori articolari e muscolari diffusi, fatigue e sintomi neurologici.

Cause Psicologiche e Psicosomatiche

  • Stress cronico, ansia e depressione: Queste condizioni possono aumentare la tensione muscolare, alterare la percezione del dolore e contribuire alla somatizzazione, manifestandosi come dolori muscolari diffusi. Esiste una forte correlazione bidirezionale tra dolore cronico e disturbi dell’umore.

Altre Cause

  • Disturbi del sonno: La privazione cronica del sonno o un sonno non ristoratore può abbassare la soglia del dolore e contribuire alla fatigue e ai dolori muscolari.
  • Carenze nutrizionali: Oltre alla vitamina D, carenze di altre vitamine del gruppo B o minerali possono influenzare la funzione muscolare.
  • Sovrallenamento: Un’eccessiva attività fisica senza adeguato recupero può portare a dolori muscolari persistenti e fatigue.

Diagnosi Differenziale: Un Percorso Complesso

La diagnosi dei dolori muscolari diffusi è un processo di esclusione e richiede un approccio sistematico e multidisciplinare. Data la vasta gamma di possibili cause, è fondamentale un’attenta diagnosi differenziale per identificare la condizione sottostante e impostare il trattamento più appropriato.

Anamnesi Dettagliata

L’anamnesi è il primo e più importante strumento diagnostico. Il medico o fisioterapista di fiducia raccoglierà informazioni dettagliate su:

  • Caratteristiche del dolore: Insorgenza (acuta o graduale), durata, localizzazione precisa (anche se diffuso, ci sono aree più colpite?), qualità (bruciante, sordo, ecc.), intensità, fattori aggravanti e allevianti.
  • Sintomi associati: Fatigue, disturbi del sonno, rigidità mattutina, problemi gastrointestinali, cefalee, disturbi cognitivi, parestesie, debolezza muscolare, variazioni di peso, febbre, eruzioni cutanee.
  • Storia medica: Malattie pregresse, interventi chirurgici, farmaci assunti (compresi integratori), storia familiare di malattie reumatiche o neurologiche.
  • Stile di vita: Livello di attività fisica, alimentazione, qualità del sonno, livelli di stress, abitudini lavorative.

Esame Obiettivo Fisico

L’esame fisico mira a valutare lo stato generale del paziente e a identificare segni specifici:

  • Valutazione posturale e del movimento: Osservazione della postura, dell’andatura e della mobilità articolare per identificare eventuali restrizioni o compensazioni.
  • Palpazione muscolare: Ricerca di aree di tensione, noduli muscolari (trigger points) e punti dolenti (tender points).
  • Esame neurologico: Valutazione della forza muscolare, dei riflessi, della sensibilità e della coordinazione per escludere patologie neurologiche.
  • Esame articolare: Valutazione di gonfiore, calore, arrossamento o limitazione del movimento nelle articolazioni.

Indagini Strumentali e di Laboratorio

A seconda dei sospetti clinici emersi dall’anamnesi e dall’esame obiettivo, possono essere richiesti vari esami:

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  • Esami del sangue:
  • Indici infiammatori: VES (velocità di eritrosedimentazione), PCR (proteina C-reattiva) per escludere processi infiammatori sistemici.
  • Funzione tiroidea: TSH (ormone tireostimolante) per escludere ipotiroidismo.
  • Vitamina D, elettroliti: Per identificare carenze o squilibri.
  • Enzimi muscolari: Creatinchinasi (CK) per rilevare danno muscolare.
  • Autoanticorpi: Fattore reumatoide (FR), anticorpi anti-citrullina (anti-CCP), anticorpi anti-nucleo (ANA) per diagnosticare malattie autoimmuni come AR o Lupus.
  • Glicemia: Per escludere diabete.
  • Elettromiografia (EMG) e studi di conduzione nervosa: Utili per diagnosticare neuropatie o miopatie.
  • Risonanza Magnetica (RM) o Radiografie: Possono essere utilizzate per escludere patologie strutturali a carico di ossa e articolazioni o per identificare infiammazioni muscolari specifiche.
  • Biopsia muscolare: In casi selezionati, per la diagnosi di miopatie rare.

Criteri Diagnostici Specifici

Per alcune condizioni, come la fibromialgia, esistono criteri diagnostici specifici (ad esempio, i criteri dell’American College of Rheumatology, ACR 1990 e i più recenti del 2010/2011) che aiutano a standardizzare la diagnosi. È fondamentale che la diagnosi sia posta da un medico esperto, spesso un reumatologo, dopo aver escluso altre patologie.

Il Trattamento Fisioterapico: Un Approccio Multimodale

Il trattamento dei dolori muscolari diffusi richiede un approccio multimodale e personalizzato, con la fisioterapia che gioca un ruolo centrale. L’obiettivo non è solo la riduzione del dolore, ma anche il miglioramento della funzione, la gestione della fatigue e l’empowerment del paziente attraverso l’educazione e l’autogestione.

Obiettivi del Trattamento Fisioterapico

  • Riduzione del dolore: Attraverso tecniche manuali, terapie fisiche e esercizio.
  • Miglioramento della funzione fisica: Aumento della mobilità, della forza e della resistenza.
  • Gestione della fatigue: Strategie di pacing e conservazione dell’energia.
  • Miglioramento della qualità del sonno: Consigli sull’igiene del sonno.
  • Educazione del paziente: Comprensione della propria condizione e strategie di autogestione.
  • Miglioramento del benessere psicologico: Supporto e strategie per la gestione dello stress.

Tecniche di Terapia Manuale

Il fisioterapista di fiducia può utilizzare diverse tecniche manuali per alleviare la tensione muscolare, migliorare la circolazione e ridurre il dolore:

  • Massaggio terapeutico: Decontratturante, rilassante o con tecniche specifiche per il tessuto connettivo.
  • Mobilizzazione articolare: Tecniche delicate per migliorare la mobilità di articolazioni rigide.
  • Tecniche di rilascio miofasciale: Pressione sostenuta su aree di restrizione fasciale per migliorare l’elasticità dei tessuti.
  • Dry Needling (DN): Se il fisioterapista è formato e qualificato, può essere utilizzato per disattivare i trigger points miofasciali, riducendo il dolore e migliorando la funzione muscolare.

Esercizio Terapeutico

L’esercizio è una componente fondamentale del trattamento, ma deve essere attentamente dosato e personalizzato, specialmente in condizioni come la fibromialgia o la sindrome da fatica cronica, dove un eccessivo sforzo può peggiorare i sintomi (fenomeno del “pacing”).

  • Esercizi Aerobici a Bassa Intensità: Attività come camminata, nuoto, acquagym, ciclismo leggero. Iniziare con brevi sessioni (5-10 minuti) e aumentare gradualmente la durata e l’intensità. L’obiettivo è migliorare la resistenza cardiovascolare senza scatenare un peggioramento dei sintomi.
  • Esercizi di Rafforzamento Muscolare: Utilizzo di pesi leggeri, bande elastiche o esercizi a corpo libero per migliorare la forza e la stabilità muscolare. Anche qui, la progressione deve essere lenta e monitorata.
  • Esercizi di Flessibilità e Allungamento: Stretching statico, dinamico e tecniche di facilitazione neuromuscolare propriocettiva (PNF) per migliorare la mobilità articolare e l’elasticità muscolare, riducendo la rigidità.
  • Esercizi di Equilibrio e propriocezione (capacità di percepire posizione e movimento del corpo): Utili per migliorare la stabilità e la coordinazione, spesso compromesse in presenza di dolore cronico.
  • Discipline Mente-Corpo: Yoga, Tai Chi e Pilates possono essere particolarmente benefici, combinando movimento, respirazione e consapevolezza per ridurre il dolore, migliorare la flessibilità e gestire lo stress.

Terapie Fisiche Strumentali

Possono essere utilizzate come coadiuvanti per la gestione del dolore:

  • TENS (Stimolazione Nervosa Elettrica Transcutanea): Utilizza impulsi elettrici a bassa frequenza per modulare la percezione del dolore.
  • Ultrasuoni e Laserterapia: Possono essere impiegati per ridurre l’infiammazione locale e promuovere la guarigione dei tessuti, sebbene le evidenze per il dolore diffuso siano meno robuste rispetto al dolore localizzato.
  • Termoterapia/Crioterapia: Applicazione di calore o freddo per alleviare il dolore e la rigidità muscolare.

Educazione Terapeutica e Strategie di Autogestione

L’educazione è un pilastro fondamentale del trattamento. Il fisioterapista di fiducia aiuterà il paziente a:

  • Comprendere la propria condizione: Spiegare la natura del dolore, sfatare miti e ridurre l’ansia.
  • Apprendere il “pacing”: Gestire le attività quotidiane per evitare il sovraccarico e prevenire il peggioramento dei sintomi, alternando periodi di attività a periodi di riposo.
  • Migliorare l’igiene del sonno: Consigli su orari regolari, ambiente di sonno, evitare stimolanti.
  • Sviluppare strategie di gestione dello stress: Tecniche di rilassamento, mindfulness, respirazione diaframmatica.
  • Adottare posture corrette ed ergonomia: Per ridurre lo stress sui muscoli e le articolazioni durante le attività quotidiane e lavorative.

Collaborazione Interdisciplinare

Un approccio olistico e integrato è spesso il più efficace. Il fisioterapista di fiducia collaborerà con altri professionisti sanitari, come il medico di base, il reumatologo, il neurologo, lo psicologo o il nutrizionista, per garantire una gestione completa e coordinata del paziente.

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Prevenzione e Gestione a Lungo Termine

La prevenzione e la gestione a lungo termine dei dolori muscolari diffusi si basano su un approccio proattivo e sulla modifica dello stile di vita.

Stile di Vita Sano

  • Alimentazione equilibrata: Una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre, con un adeguato apporto di vitamine e minerali, può supportare la salute muscolare e ridurre l’infiammazione.
  • Attività fisica regolare e moderata: Mantenere un programma di esercizio fisico adattato alle proprie capacità è cruciale per mantenere la forza, la flessibilità e la resistenza, prevenendo la rigidità e l’indebolimento muscolare.
  • Sonno di qualità: Prioritizzare un sonno ristoratore è essenziale per il recupero muscolare e la modulazione del dolore.
  • Gestione dello stress: Implementare tecniche di gestione dello stress come la meditazione, lo yoga, il tempo trascorso nella natura o hobby rilassanti può ridurre la tensione muscolare e l’impatto psicologico del dolore.

Monitoraggio e Follow-up

È fondamentale mantenere un rapporto continuo con il medico o fisioterapista di fiducia per monitorare l’evoluzione dei sintomi, valutare l’efficacia del trattamento e apportare eventuali aggiustamenti al piano terapeutico. La gestione dei dolori muscolari diffusi è spesso un percorso a lungo termine che richiede pazienza, costanza e un approccio flessibile.

Domande Frequenti (FAQ)

I dolori muscolari diffusi sono sempre sintomo di una malattia grave?

No, i dolori muscolari diffusi non sono sempre sintomo di una malattia grave. Possono essere causati da fattori meno preoccupanti come stress, affaticamento, carenze nutrizionali o infezioni virali comuni. Tuttavia, poiché possono anche indicare condizioni mediche più serie come la fibromialgia, malattie autoimmuni o metaboliche, è sempre consigliabile consultare un medico o fisioterapista di fiducia per una diagnosi accurata e per escludere patologie sottostanti.

Quanto tempo ci vuole per recuperare dai dolori muscolari diffusi?

Il tempo di recupero varia enormemente a seconda della causa sottostante, della gravità dei sintomi e della risposta individuale al trattamento. Se i dolori sono legati a una condizione acuta (es. influenza), possono risolversi in pochi giorni o settimane. Se sono dovuti a condizioni croniche come la fibromialgia, il recupero può essere un processo a lungo termine che mira alla gestione dei sintomi e al miglioramento della qualità della vita piuttosto che a una “cura” completa. La costanza nel seguire il piano terapeutico è fondamentale.

L’alimentazione può influenzare i dolori muscolari diffusi?

Sì, l’alimentazione può influenzare i dolori muscolari diffusi. Una dieta equilibrata, ricca di antiossidanti, vitamine (in particolare vitamina D e del gruppo B) e minerali (come magnesio e potassio) può supportare la salute muscolare e ridurre l’infiammazione. Al contrario, diete ricche di alimenti processati, zuccheri raffinati e grassi saturi possono favorire l’infiammazione e peggiorare i sintomi. È consigliabile discutere con il medico o un nutrizionista di fiducia per valutare eventuali carenze o intolleranze alimentari.

Qual è la differenza tra fibromialgia e sindrome da fatica cronica?

Sebbene fibromialgia (FM) e sindrome da fatica cronica (ME/CFS) condividano molti sintomi, come dolore muscolare diffuso e fatigue, sono considerate condizioni distinte. La FM è caratterizzata principalmente da dolore cronico generalizzato e ipersensibilità alla palpazione. La ME/CFS, invece, è definita da una fatigue severa e debilitante che peggiora con lo sforzo (malessere post-sforzo o PEM) e non migliora con il riposo, accompagnata da disturbi del sonno e cognitivi. Sebbene possano coesistere, i criteri diagnostici e l’enfasi sui sintomi chiave differiscono.

Posso fare esercizio fisico se ho dolori muscolari diffusi?

Sì, l’esercizio fisico è spesso una componente cruciale del trattamento per i dolori muscolari diffusi, ma deve essere approcciato con cautela e sotto la guida di un fisioterapista di fiducia. L’attività fisica regolare e a bassa intensità, come camminare, nuotare o fare stretching, può aiutare a ridurre il dolore, migliorare la flessibilità e aumentare la resistenza. È fondamentale iniziare gradualmente e imparare a “fare pacing”, ovvero a gestire l’attività per evitare il sovraccarico e il peggioramento dei sintomi. Un fisioterapista può creare un programma di esercizi personalizzato e sicuro.

I dolori muscolari diffusi rappresentano una sfida significativa sia per i pazienti che per i professionisti sanitari. La loro eziologia multifattoriale e la presentazione clinica eterogenea richiedono un approccio diagnostico rigoroso e un piano di trattamento personalizzato. La fisioterapia, con le sue tecniche manuali, l’esercizio terapeutico e l’educazione del paziente, si conferma un pilastro fondamentale nella gestione di queste condizioni, mirando non solo alla riduzione del dolore ma anche al recupero funzionale e al miglioramento complessivo della qualità della vita. È essenziale che ogni individuo che soffre di dolori muscolari diffusi si rivolga al proprio medico o fisioterapista di fiducia per un’accurata valutazione e per intraprendere il percorso terapeutico più adatto alle proprie esigenze.

Domande Frequenti

I dolori muscolari diffusi sono sempre sintomo di una malattia grave?

I dolori muscolari diffusi non sono necessariamente indicativi di una malattia grave. Possono derivare da una varietà di condizioni, alcune delle quali sono benigne o temporanee, come stress, affaticamento o carenze nutrizionali. Tuttavia, è fondamentale una valutazione medica per escludere patologie sottostanti che richiedono un trattamento specifico.

Quanto tempo ci vuole per recuperare dai dolori muscolari diffusi?

Il tempo di recupero dai dolori muscolari diffusi varia notevolmente a seconda della causa sottostante, della sua gravità e dell’efficacia del piano terapeutico adottato. Per alcune condizioni, il miglioramento può essere rapido, mentre per altre, specialmente quelle croniche, la gestione può richiedere un approccio a lungo termine con l’obiettivo di controllare i sintomi e migliorare la qualità della vita.

L’alimentazione può influenzare i dolori muscolari diffusi?

L’alimentazione può avere un ruolo nell’influenzare i dolori muscolari diffusi, sebbene non sia una causa diretta nella maggior parte dei casi. Una dieta equilibrata e ricca di nutrienti essenziali può supportare la salute muscolare e ridurre l’infiammazione, mentre carenze specifiche o diete pro-infiammatorie potrebbero potenzialmente esacerbare i sintomi. È consigliabile discutere con un professionista sanitario l’eventuale impatto della dieta sulla propria condizione.

Posso fare esercizio fisico se ho dolori muscolari diffusi?

L’esercizio fisico, se adeguatamente modulato e supervisionato, è spesso una componente cruciale nella gestione dei dolori muscolari diffusi. Attività a basso impatto e programmi di esercizio terapeutico personalizzati possono contribuire a migliorare la forza, la flessibilità e ridurre il dolore. È essenziale consultare un fisioterapista o un medico per definire un programma di esercizio sicuro ed efficace, evitando attività che possano aggravare i sintomi.

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente educativa e informativa. Non sostituiscono il parere del medico o del fisioterapista. Per diagnosi e trattamento rivolgersi al proprio medico o fisioterapista di fiducia.

Fonti e Riferimenti Scientifici

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