Tecarterapia: Cos’e, Come Funziona e Quando Serve

In breve:
  • Tecarterapia genera calore interno per riparare tessuti e ridurre il dolore.
  • Migliora circolazione, riduce edemi, accelera guarigione e mobilità.
  • Aiuta a ridurre il dolore e migliorare la mobilità rapidamente.
  • Funziona meglio con esercizio e terapia manuale; consulta un esperto.
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La tecarterapia e una delle terapie strumentali piu diffuse in ambito fisioterapico e riabilitativo. Il termine TECAR e un acronimo che sta per Trasferimento Energetico Capacitivo e Resistivo: si tratta di una forma di diatermia endogena che genera calore all’interno dei tessuti biologici, sfruttando il principio del condensatore, per favorire i processi naturali di riparazione e ridurre il dolore. Dalla sua introduzione in Italia nei primi anni 2000, la tecarterapia ha conquistato un ruolo di primo piano negli studi di fisioterapia, nei centri sportivi e nelle strutture riabilitative, diventando uno degli strumenti piu richiesti sia dagli sportivi sia dalla popolazione generale.

A differenza di altre terapie strumentali che irradiano energia dall’esterno (come laser o ultrasuoni), la tecarterapia stimola il tessuto dall’interno, generando un movimento di cariche elettriche endogene che produce un innalzamento controllato della temperatura. Questo meccanismo attiva la vasodilatazione, migliora il metabolismo cellulare e accelera il riassorbimento di edemi e versamenti. Il risultato e una riduzione del dolore, un miglioramento della mobilita e un’accelerazione dei tempi di guarigione.

E importante sottolineare fin da subito che la tecarterapia non e una terapia “miracolosa” e non sostituisce la riabilitazione attiva. Le evidenze scientifiche a suo supporto sono crescenti ma ancora moderate, e i migliori risultati si ottengono quando viene utilizzata in combinazione con la terapia manuale e l’esercizio terapeutico. In caso di dolore o limitazione funzionale, e sempre opportuno rivolgersi al proprio medico o fisioterapista di fiducia per una valutazione personalizzata.


Cos’e la Tecarterapia

Definizione e Origine

La tecarterapia e una metodica di elettroterapia endogena basata sul principio fisico del condensatore. Il dispositivo TECAR genera un campo elettromagnetico ad alta frequenza (tipicamente 0,5 MHz) che attraversa i tessuti biologici interposti tra un elettrodo attivo (applicato sulla zona da trattare) e una piastra di ritorno (posizionata sul versante opposto). Il passaggio della corrente attraverso i tessuti provoca un movimento di ioni e molecole polari (soprattutto acqua) che genera calore dall’interno — da qui il termine diatermia endogena, in contrapposizione alla diatermia esogena delle tradizionali apparecchiature a onde corte e microonde.

Il sistema TECAR fu sviluppato in Spagna negli anni ’90 e introdotto in Italia nei primi anni 2000, dove ha trovato una diffusione particolarmente ampia. Oggi e presente nella quasi totalita degli studi di fisioterapia italiani e viene utilizzato in molteplici ambiti: ortopedico, sportivo, reumatologico e post-chirurgico.

Il Principio del Condensatore

Il funzionamento della tecarterapia si basa sul modello del condensatore a piastre parallele: i tessuti biologici del paziente fungono da dielettrico (materiale interposto tra le due piastre), l’elettrodo attivo e la piastra di ritorno fungono da armature del condensatore. Quando il dispositivo viene attivato, genera un campo elettrico alternato ad alta frequenza che induce un movimento oscillatorio delle cariche elettriche presenti nei tessuti. Questo movimento genera attrito molecolare e, di conseguenza, calore.

La particolarita di questo meccanismo e che il calore viene generato all’interno dei tessuti stessi, non viene trasferito dall’esterno verso l’interno come accade con impacchi caldi o infrarossi. Cio consente di raggiungere temperature terapeutiche anche nei tessuti profondi senza surriscaldare la superficie cutanea.


Come Funziona: Modalita Capacitiva vs Resistiva

La tecarterapia è un trattamento di elettroterapia che genera calore endogeno nei tessuti biologici attraverso un campo elettromagnetico ad alta frequenza, utilizzato in ambito ortopedico, sportivo e post-chirurgico. La tecarterapia si distingue dalle altre forme di diatermia per la possibilita di lavorare con due modalita differenti: capacitiva e resistiva. La scelta tra le due dipende dal tessuto bersaglio e dalla patologia trattata.

Modalita Capacitiva

L’elettrodo capacitivo e rivestito da un materiale isolante (ceramica). Questo rivestimento fa si che l’energia si concentri nei tessuti ad alto contenuto idrico, ovvero i tessuti molli superficiali: muscoli, cute, tessuto sottocutaneo, sistema linfatico e vascolare. La modalita capacitiva e ideale per trattare contratture muscolari, edemi, stasi venosa e linfatica.

Modalita Resistiva

L’elettrodo resistivo e privo di rivestimento isolante (metallo nudo). In questo caso l’energia si concentra nei tessuti a maggiore resistenza al passaggio di corrente, ovvero i tessuti meno idratati e piu densi: tendini, legamenti, cartilagini, tessuto osseo e capsule articolari. La modalita resistiva e la scelta preferenziale per trattare tendinopatie, capsuliti, lesioni legamentose e patologie articolari.

Tabella Comparativa: Capacitivo vs Resistivo

Caratteristica Modalita Capacitiva Modalita Resistiva
Elettrodo Rivestito (isolante in ceramica) Non rivestito (metallo nudo)
Tessuti bersaglio Tessuti molli ad alto contenuto idrico Tessuti densi a bassa idratazione
Strutture trattate Muscoli, cute, sottocute, vasi, linfatici Tendini, legamenti, capsule, ossa, cartilagine
Profondita d’azione Superficiale-media Media-profonda
Effetto prevalente Decontratturante, drenante Antinfiammatorio su strutture profonde
Sensazione Calore piacevole e diffuso Calore piu localizzato e profondo
Esempio clinico Contrattura muscolare, edema Epicondilite, capsulite adesiva

Nella pratica clinica, le due modalita vengono spesso combinate nella stessa seduta: si inizia con la modalita capacitiva per preparare i tessuti molli e migliorare la vascolarizzazione, e si prosegue con la modalita resistiva per raggiungere le strutture profonde.


Meccanismo d’Azione

Diatermia Endogena

Come anticipato, il meccanismo fondamentale della tecarterapia e la diatermia endogena: il calore viene generato all’interno dei tessuti per effetto del movimento oscillatorio delle cariche. Questo la differenzia dalle fonti di calore esterne (impacchi, infrarossi, paraffina), dove il calore deve penetrare dalla superficie verso la profondita, con una dispersione significativa.

Effetti Biologici

L’innalzamento controllato della temperatura nei tessuti profondi produce una cascata di effetti biologici:

  • Vasodilatazione: l’aumento della temperatura provoca la dilatazione dei vasi sanguigni, migliorando l’apporto di ossigeno e nutrienti alla zona trattata e facilitando la rimozione dei cataboliti (prodotti di scarto del metabolismo cellulare).
  • Aumento del metabolismo cellulare: il calore accelera le reazioni enzimatiche e il metabolismo cellulare, favorendo i processi di riparazione tissutale. Le cellule coinvolte nella guarigione (fibroblasti, macrofagi) lavorano in modo piu efficiente.
  • Effetto antinfiammatorio: la migliore circolazione favorisce il riassorbimento dell’edema e dei mediatori dell’infiammazione, contribuendo alla risoluzione del processo infiammatorio.
  • Effetto analgesico: la riduzione dell’infiammazione e dell’edema, insieme all’azione diretta del calore sulle terminazioni nervose, contribuiscono alla riduzione del dolore. Si ipotizza anche un meccanismo di “gate control” legato alla stimolazione sensoriale.
  • Riduzione della rigidita tissutale: il calore aumenta l’estensibilita del collagene presente in tendini, legamenti e capsule articolari, migliorando la mobilita articolare. Questo e particolarmente rilevante nel trattamento della capsulite adesiva della spalla.
  • Rilassamento muscolare: l’aumento della circolazione e la riduzione del tono muscolare contribuiscono al rilassamento della muscolatura contratta, rendendo la tecarterapia un valido complemento nel trattamento delle contratture.

Effetti Non Termici

Oltre agli effetti termici, si ipotizza che la tecarterapia produca anche effetti atermici o sub-termici, legati al movimento delle cariche elettriche a livello cellulare: modificazione del potenziale di membrana, stimolazione del trasporto ionico e attivazione di recettori cellulari. Questi effetti, tuttavia, sono ancora oggetto di studio e non completamente confermati dalla letteratura scientifica.


Indicazioni: Quando Serve la Tecarterapia

La tecarterapia trova applicazione in un ampio ventaglio di condizioni muscoloscheletriche, sia acute (dopo la fase iperacuta) sia croniche. Di seguito le principali indicazioni, suddivise per tipologia di tessuto interessato.

Patologie Muscolari

  • Contratture muscolari: la tecarterapia in modalita capacitiva e molto efficace nel rilassamento della muscolatura contratta. Rappresenta uno degli strumenti piu utilizzati per il trattamento delle contratture muscolari cervicali, dorsali e lombari.
  • Stiramenti muscolari: nella fase subacuta dello stiramento muscolare, la tecarterapia favorisce la riparazione delle microlesioni delle fibre muscolari e il riassorbimento dell’edema.
  • Strappi muscolari: nello strappo muscolare di I e II grado, la tecarterapia puo essere inserita nel programma riabilitativo dopo la fase acuta iniziale, per accelerare la guarigione e prevenire la formazione di aderenze cicatriziali.

Patologie Tendinee

  • Tendinopatie: la tecarterapia in modalita resistiva e ampiamente utilizzata nel trattamento delle tendinopatie, come l’epicondilite (gomito del tennista), la tendinopatia achillea e le tendinopatie della cuffia dei rotatori.
  • Tendiniti e tendinosi: la distinzione tra forma acuta (tendinite) e degenerativa (tendinosi) e importante per calibrare l’intensita del trattamento.
  • Fascite plantare: la tecarterapia puo contribuire alla gestione del dolore e dell’infiammazione della fascia plantare.

Patologie Articolari

Consiglio pratico

Il calore superficiale può integrare i benefici della tecarterapia mantenendo la vasodilatazione e il rilassamento muscolare tra le sedute.


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Patologie della Colonna Vertebrale

  • Lombalgia: nel trattamento del mal di schiena, la tecarterapia viene spesso associata alla terapia manuale per ridurre il dolore e la contrattura muscolare paravertebrale.
  • Dorsalgia: la dorsalgia risponde bene alla tecarterapia, soprattutto quando e presente una componente di contrattura muscolare.
  • Cervicobrachialgia: nella cervicobrachialgia, la tecarterapia puo contribuire alla gestione del dolore cervicale e dell’irradiazione al braccio, in associazione ad altre tecniche.

Riabilitazione Post-Chirurgica

La tecarterapia riveste un ruolo importante nella riabilitazione dopo interventi chirurgici ortopedici:

  • Post-artroscopia (ginocchio, spalla): per il controllo dell’edema e il recupero della mobilita.
  • Post-ricostruzione del legamento crociato anteriore: nelle fasi iniziali della riabilitazione, per ridurre gonfiore e dolore.
  • Post-protesi (anca, ginocchio): per favorire il recupero funzionale, con le opportune precauzioni relative alle componenti metalliche (vedi sezione controindicazioni).
  • Post-intervento sulla cuffia dei rotatori: per accelerare il recupero e prevenire la rigidita.

Controindicazioni

Come tutte le terapie strumentali, la tecarterapia presenta alcune controindicazioni che il fisioterapista deve sempre verificare prima di iniziare il trattamento.

Controindicazioni Assolute

  • Pace-maker e defibrillatori impiantabili: il campo elettromagnetico generato dalla tecarterapia puo interferire con il funzionamento di questi dispositivi. E una controindicazione assoluta e inderogabile.
  • Tumori e neoplasie: la stimolazione della vascolarizzazione e del metabolismo cellulare potrebbe teoricamente favorire la crescita tumorale. La tecarterapia e controindicata in presenza di tumori noti o sospetti nella zona da trattare.
  • Trombosi venosa profonda e tromboflebite: la vasodilatazione e l’aumento del flusso ematico potrebbero favorire il distacco di un trombo con conseguenze potenzialmente gravi (embolia polmonare).
  • Gravidanza: per principio precauzionale, la tecarterapia e controindicata in gravidanza, soprattutto nella regione addominale e pelvica.

Controindicazioni Relative

  • Protesi metalliche: la questione delle protesi metalliche e dibattuta. I metalli utilizzati nelle protesi ortopediche moderne (titanio, leghe di cromo-cobalto) hanno una conducibilita elettrica elevata, e il passaggio di corrente ad alta frequenza potrebbe concentrare il calore in prossimita della protesi. Nella pratica clinica, molti fisioterapisti trattano con successo pazienti portatori di protesi, utilizzando potenze ridotte e monitorando attentamente le sensazioni del paziente. E comunque necessaria prudenza e una valutazione caso per caso da parte del fisioterapista.
  • Mezzi di osteosintesi (placche, viti, chiodi endomidollari): valgono le stesse considerazioni delle protesi, con la necessita di cautela e potenze moderate.
  • Alterazioni della sensibilita cutanea: in pazienti con neuropatie o aree di ipoestesia, il rischio di ustione e aumentato perche il paziente non percepisce correttamente il calore. In questi casi la tecarterapia va utilizzata con estrema cautela o evitata.
  • Aree con infezioni acute: la stimolazione della vascolarizzazione potrebbe favorire la diffusione dell’infezione.
  • Ferite aperte e lesioni cutanee: l’applicazione diretta dell’elettrodo su cute lesa e controindicata.

In caso di dubbi sulle controindicazioni, e fondamentale consultare il proprio medico di fiducia prima di sottoporsi al trattamento.


Come Si Svolge una Seduta

Preparazione

Prima di iniziare il trattamento, il fisioterapista esegue una valutazione clinica per individuare la zona da trattare, scegliere la modalita (capacitiva, resistiva o entrambe), impostare la potenza e verificare l’assenza di controindicazioni. La zona da trattare viene esposta e sulla pelle viene applicata una crema conduttiva (o gel) che facilita lo scorrimento dell’elettrodo e la trasmissione dell’energia.

Svolgimento

Il trattamento prevede l’applicazione dell’elettrodo attivo sulla zona interessata, mentre la piastra di ritorno viene posizionata sul versante opposto per chiudere il circuito. Il fisioterapista muove l’elettrodo sulla pelle con movimenti lenti e circolari, mantenendo un contatto costante. Durante tutta la seduta, l’operatore regola la potenza in base alle sensazioni riferite dal paziente.

Sensazioni Percepite

La tecarterapia e generalmente ben tollerata e spesso descritta come piacevole. Le sensazioni tipiche sono:

  • A basse potenze: sensazione di calore lieve e diffuso, molto simile a un massaggio caldo.
  • A potenze medie: calore piu intenso e profondo, percepito come un “tepore interno”.
  • A potenze elevate: calore marcato che non deve mai diventare fastidioso o doloroso. Se il paziente avverte bruciore o disagio, il fisioterapista riduce immediatamente la potenza.

Il trattamento non e doloroso. In rari casi, in presenza di tessuti molto infiammati, si possono avvertire sensazioni di leggero fastidio nelle fasi iniziali, che tendono a ridursi nel corso della seduta.

Durata e Numero di Sedute

  • Durata di una singola seduta: generalmente tra 20 e 30 minuti, variabile in base alla zona trattata e alla patologia.
  • Numero di sedute: un ciclo standard prevede da 6 a 10 sedute, con frequenza di 2-3 volte alla settimana. Il numero puo variare in base alla risposta del paziente e alla cronicita della condizione.
  • Frequenza: nelle fasi acute si preferiscono sedute ravvicinate (anche quotidiane), nelle fasi croniche 2-3 volte alla settimana sono generalmente sufficienti.

Dopo la seduta non sono necessari particolari accorgimenti. Alcuni pazienti riferiscono una sensazione di benessere e rilassamento muscolare che persiste per alcune ore.


Evidenze Scientifiche: Cosa Dice la Letteratura

Lo Stato Attuale della Ricerca

La tecarterapia e uno degli strumenti piu diffusi nella pratica clinica fisioterapica, soprattutto in Italia e in Spagna. Tuttavia, e doveroso sottolineare che le evidenze scientifiche a supporto sono moderate e la ricerca su questa metodica presenta alcune criticita.

Diversi studi clinici randomizzati e controllati (RCT) hanno indagato l’efficacia della tecarterapia in varie condizioni muscoloscheletriche. I risultati sono incoraggianti in alcune aree, ma la qualita metodologica degli studi e spesso limitata da campioni di piccole dimensioni, mancanza di un adeguato gruppo di controllo (sham/placebo), e breve follow-up.

Cosa Suggeriscono le Evidenze

  • Lombalgia: alcune revisioni sistematiche suggeriscono che la tecarterapia, in combinazione con l’esercizio terapeutico, puo produrre una riduzione del dolore e un miglioramento funzionale superiore al solo esercizio. I risultati sono piu robusti per la lombalgia cronica.
  • Tendinopatie: evidenze moderate supportano l’utilizzo della tecarterapia nelle tendinopatie, con miglioramenti del dolore e della funzionalita. Anche in questo caso, i risultati migliori si ottengono in combinazione con l’esercizio eccentrico.
  • Artrosi del ginocchio: alcuni studi mostrano benefici nella riduzione del dolore e nel miglioramento della funzionalita a breve termine, ma i risultati a lungo termine sono meno chiari.
  • Riabilitazione post-chirurgica: evidenze preliminari suggeriscono un ruolo nel controllo dell’edema e nel recupero della mobilita dopo interventi di chirurgia ortopedica.

Limiti della Ricerca

  • Molti studi non prevedono un gruppo sham (trattamento fittizio con apparecchio spento), rendendo difficile separare l’effetto specifico della tecarterapia dall’effetto placebo e dal contatto manuale del terapista.
  • La tecarterapia viene quasi sempre utilizzata in combinazione con altre tecniche (terapia manuale, esercizio), rendendo difficile isolare il contributo specifico dello strumento.
  • La maggior parte della letteratura proviene da Italia e Spagna, con una rappresentazione limitata nella ricerca anglosassone.

Considerazioni Pratiche

Nonostante i limiti della ricerca, la tecarterapia rimane uno strumento largamente utilizzato e apprezzato nella pratica clinica. L’esperienza clinica di migliaia di fisioterapisti ne conferma l’utilita come coadiuvante nel trattamento di molte condizioni muscoloscheletriche. Il consiglio e quello di affidarsi al proprio fisioterapista di fiducia, che sapra valutare se la tecarterapia e indicata nel caso specifico e integrarla in un programma riabilitativo completo che includa esercizio attivo e terapia manuale.


Tecarterapia vs Altre Terapie Strumentali

La tecarterapia non e l’unica terapia strumentale disponibile in fisioterapia. Di seguito un confronto con le principali alternative.

Caratteristica Tecarterapia Laserterapia (Nd:YAG / HILT) Ultrasuonoterapia Onde d’Urto (ESWT)
Tipo di energia Elettromagnetica (radiofrequenza) Luce coerente Onde sonore meccaniche Onde acustiche ad alta energia
Meccanismo Diatermia endogena Fotobiomodulazione Vibrazione meccanica, micromassaggio Effetto meccanico, neovascolarizzazione
Profondita Medio-profonda Superficiale-media (variabile con potenza) Superficiale-media Profonda
Effetto termico Elevato Variabile (da atermico a termico) Moderato Assente
Dolore durante il trattamento Assente (calore piacevole) Assente o lieve Assente Da moderato a significativo
Indicazione principale Contratture, edemi, tendinopatie, rigidita Infiammazioni, edemi, lesioni cutanee Aderenze, calcificazioni lievi, contratture Calcificazioni, tendinopatie croniche, fascite plantare
Evidenze scientifiche Moderate Moderate-buone (per alcuni tipi di laser) Moderate Buone (per specifiche indicazioni)
Controindicazione pace-maker Si No No No

Quando Preferire la Tecarterapia

La tecarterapia e particolarmente indicata quando si desidera:

  • Un effetto decontratturante e miorilassante immediato
  • Trattare un’area ampia (la tecarterapia consente di coprire grandi superfici)
  • Combinare il trattamento strumentale con la mobilizzazione manuale (il fisioterapista puo trattare e mobilizzare contemporaneamente)
  • Un trattamento ben tollerato e non doloroso

Quando Preferire Altre Terapie

  • Onde d’urto: in caso di calcificazioni tendinee, fascite plantare cronica resistente, tendinopatie inserzionali croniche.
  • Laserterapia: in caso di lesioni cutanee, infiammazioni superficiali, quando la tecarterapia e controindicata (pace-maker).
  • Ultrasuoni: in caso di aderenze cicatriziali superficiali, piccole calcificazioni.

Nella pratica clinica, queste terapie non sono necessariamente in competizione: spesso vengono combinate in protocolli terapeutici integrati, in base alla valutazione del fisioterapista.

Consiglio pratico

Il supporto compressivo combinato al calore favorisce il microcircolo e può prolungare gli effetti della terapia diatermia.


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Costi Indicativi

I costi della tecarterapia variano in base alla zona geografica, alla struttura (pubblica, convenzionata o privata) e alla durata della seduta. Di seguito alcune indicazioni orientative per il territorio italiano.

Voce Costo indicativo
Singola seduta (20-30 minuti) 30-60 euro
Ciclo di 10 sedute 250-500 euro
Seduta combinata (TECAR + terapia manuale, 45-60 min) 50-80 euro
SSN / strutture convenzionate Ticket variabile (dove disponibile)

I costi sono puramente indicativi e possono variare significativamente. La tecarterapia e disponibile in alcune strutture pubbliche e convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, ma la disponibilita varia da regione a regione. In molti casi, il trattamento viene erogato in regime privato.

E consigliabile richiedere un preventivo al proprio fisioterapista di fiducia, chiarendo il numero di sedute previste e la durata del trattamento prima di iniziare il ciclo terapeutico.


Domande Frequenti

La tecarterapia è dolorosa?

Generalmente, la tecarterapia non è una procedura dolorosa. Durante il trattamento, il paziente percepisce una sensazione di calore, la cui intensità è modulata dal terapista per garantire comfort e sicurezza.

Quante sedute di tecarterapia servono per vedere risultati?

Il numero di sedute necessarie varia in base alla condizione clinica, alla sua gravità e alla risposta individuale al trattamento. Spesso, i primi benefici possono essere percepiti già dopo poche applicazioni, ma un ciclo completo è solitamente definito dal professionista sanitario.

Si può fare la tecarterapia con una protesi al ginocchio o all’anca?

La presenza di protesi metalliche non rappresenta una controindicazione assoluta alla tecarterapia. È fondamentale che il trattamento sia eseguito da un professionista esperto, il quale adatterà i parametri per garantire la sicurezza e l’efficacia della terapia.

La tecarterapia ha effetti collaterali?

La tecarterapia è considerata una procedura sicura quando eseguita correttamente da personale qualificato. Gli effetti collaterali sono rari e generalmente lievi, potendo includere un leggero arrossamento o una sensazione di calore residuo nella zona trattata.

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente educativa e informativa. Non sostituiscono il parere del medico o del fisioterapista. Per diagnosi e trattamento rivolgersi al proprio medico o fisioterapista di fiducia.

Fonti e Riferimenti Scientifici

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