- La tendinite calcifica è un deposito di calcio che spesso si risolve spontaneamente, ma può causare dolore acuto e molto intenso.
- Il dolore può essere molto intenso, specialmente nella fase di riassorbimento, limitando significativamente la mobilità del braccio.
- Per la diagnosi sono utili radiografia ed ecografia, mentre il dolore acuto si gestisce efficacemente con farmaci e infiltrazioni.
- Anche se i tempi di recupero possono essere lunghi, la condizione tende a risolversi spontaneamente, richiedendo pazienza e cure adeguate.
Tendinite calcifica spalla: La tendinite calcifica della spalla e una condizione caratterizzata dal deposito di cristalli di calcio (idrossiapatite) all’interno dei tendini della cuffia dei rotatori, in particolare del sovraspinato. Colpisce circa il 2-7% della popolazione adulta, con un picco tra i 30 e i 60 anni e una prevalenza leggermente maggiore nelle donne.
Si tratta di una condizione peculiare perche ha un decorso naturale con fasi ben definite e, nella maggior parte dei casi, tende a risolversi spontaneamente — anche se i tempi possono essere lunghi e il dolore nella fase acuta puo essere davvero intenso.
Cos’e la Tendinite Calcifica?
La tendinite calcifica della spalla è l’infiammazione dei tendini della cuffia dei rotatori causata dal deposito di cristalli di calcio, che provoca dolore e riduzione della mobilità articolare. La calcificazione tendinea attraversa tipicamente tre fasi:
Fase 1 — Pre-calcifica (Formativa)
Il tessuto tendineo subisce una trasformazione metaplastica: le cellule tendinee si trasformano in cellule cartilaginee (condrociti) che producono depositi di calcio. In questa fase il paziente e generalmente asintomatico o ha dolore lieve.
Fase 2 — Calcifica
Si divide in:
- Fase di formazione: il deposito si consolida. Dolore moderato, intermittente
- Fase di riassorbimento: il corpo inizia a riassorbire la calcificazione. E la fase piu dolorosa perche il riassorbimento genera una reazione infiammatoria intensa nella borsa sub-acromiale. Il dolore puo essere acutissimo, con impossibilita di muovere il braccio
Fase 3 — Post-calcifica (Riparativa)
La calcificazione e stata riassorbita e il tendine si ripara con tessuto cicatriziale e poi con fibre collagene normali. Il dolore si riduce progressivamente.
Cause e Fattori di Rischio
La causa esatta non e nota, ma sono stati identificati fattori predisponenti:
- Eta 30-60 anni (raro prima dei 30 e dopo i 70)
- Sesso femminile (leggermente piu frequente)
- Patologie metaboliche: diabete, tireopatie
- Predisposizione genetica
- Microtraumi ripetuti al tendine
- Puo coesistere con la capsulite adesiva
Sintomi
- Dolore variabile: da assente (calcificazioni scoperte incidentalmente) a lancinante (fase di riassorbimento)
- Crisi acute: dolore improvviso, intensissimo, con impossibilita di muovere il braccio. Puo svegliare di notte
- Limitazione del movimento: soprattutto in abduzione e flessione
- Dolore notturno: comune, simile alla tendinite del sovraspinato
- Nei periodi intercritici: dolore lieve o assente
Diagnosi
- Radiografia: esame di prima scelta. La calcificazione e ben visibile come un deposito radiopaco nel tendine. Permette di misurare dimensione e densita
- Ecografia: valuta il tendine, la borsa e le caratteristiche della calcificazione (solida, frammentata, in fase di riassorbimento)
- RM: raramente necessaria, utile per escludere lesioni tendinee associate
Trattamento
Fase Acuta (Crisi Dolorosa)
La crisi acuta da riassorbimento richiede un trattamento aggressivo del dolore:
- FANS ad alto dosaggio (su prescrizione medica)
- Ghiaccio: 15-20 minuti, piu volte al giorno
- Infiltrazione sub-acromiale di corticosteroidi: molto efficace per la crisi acuta. A differenza della tendinite non calcifica, qui il cortisone e particolarmente indicato
- Riposo relativo del braccio: evitare movimenti dolorosi
Fase Cronica/Intercritica
- Fisioterapia: programma di rinforzo della cuffia dei rotatori e dei muscoli scapolari (simile alla tendinite del sovraspinato)
- Onde d’urto focalizzate (ESWT): il trattamento con le migliori evidenze per la tendinite calcifica. 3-5 sedute, una a settimana. Le onde d’urto frammentano la calcificazione e ne favoriscono il riassorbimento. Tasso di successo: 60-80%
- Magnetoterapia CEMP: puo contribuire al processo di riassorbimento
- Lavaggio ecoguidato (barbotage/needling): sotto guida ecografica si inseriscono aghi nella calcificazione e si aspira/lava il deposito. Efficace nel 60-70% dei casi
Trattamento Chirurgico
Riservato ai casi resistenti dopo 6-12 mesi:
- Rimozione artroscopica: asportazione della calcificazione per via artroscopica
- Tasso di successo: >90%
- Recupero: 2-4 mesi post-operatorio
Esercizi
Gli esercizi seguono le stesse fasi della tendinite del sovraspinato, adattati alla fase della calcificazione.
In Fase Acuta
Durante la crisi dolorosa da riassorbimento, eseguire esclusivamente esercizi delicati e passivi per mantenere un minimo di mobilita senza irritare ulteriormente la borsa e il tendine infiammato.
Esercizio 1: Pendolo di Codman (fase acuta)
Difficolta: Facile | Attrezzatura: Tavolo o sedia stabile | Durata: 2-3 minuti
Posizione di partenza:
In piedi accanto a un tavolo stabile. Inclinarsi in avanti a circa 45-60 gradi, appoggiando la mano del braccio sano sul piano. Il braccio colpito pende liberamente verso il basso, completamente rilassato e senza alcun peso aggiuntivo.
Esecuzione passo per passo:
- Passo 1: Spostare leggermente il peso del corpo per far oscillare il braccio in piccoli cerchi in senso orario (8-10 cerchi molto piccoli). Il braccio deve muoversi esclusivamente per effetto della gravita e dell’inerzia del corpo.
- Passo 2: Invertire la direzione ed eseguire 8-10 piccoli cerchi in senso antiorario.
- Passo 3: Proseguire con leggere oscillazioni avanti-indietro e laterali (8-10 per direzione). Mantenere le ampiezze ridotte per non provocare dolore.
Serie e ripetizioni: 2-3 minuti di oscillazioni delicate — Ripetere 4-5 volte al giorno
Errori comuni da evitare:
- Effettuare cerchi troppo ampi che stimolano la reazione infiammatoria della borsa
- Contrarre la muscolatura della spalla durante le oscillazioni
- Aggiungere peso nella mano in fase acuta
Come capire che lo si sta eseguendo bene:
L’esercizio non provoca aumento del dolore. Si avverte una leggera sensazione di decompressione nell’articolazione. I movimenti sono minimi e rilassati. Dopo l’esecuzione il dolore non peggiora rispetto a prima.
Esercizio 2: Mobilizzazione passiva delicata da supino
Difficolta: Facile | Attrezzatura: Tappetino | Durata: 5 minuti

Posizione di partenza:
Sdraiarsi supini su un tappetino, con le ginocchia piegate per il comfort lombare. Afferrare il polso del braccio colpito con la mano del braccio sano. Il braccio colpito e completamente rilassato lungo il fianco.
Esecuzione passo per passo:
- Passo 1: Con la mano sana, sollevare molto lentamente il braccio colpito verso l’alto. Procedere con estrema gradualita, fermandosi ai primi segnali di dolore.
- Passo 2: Raggiunto il punto di tensione tollerabile (che in fase acuta potrebbe essere molto limitato), mantenere la posizione per 10-15 secondi respirando profondamente.
- Passo 3: Riportare lentissimamente il braccio alla posizione di partenza. Non forzare mai il range: in fase acuta e sufficiente mantenere anche una mobilita minima.
Serie e ripetizioni: 5-8 ripetizioni — Ripetere 2-3 volte al giorno
Errori comuni da evitare:
- Forzare il movimento oltre la soglia del dolore (in fase acuta il limite puo essere molto basso)
- Eseguire il movimento troppo velocemente
- Dimenticare di applicare ghiaccio per 15-20 minuti dopo gli esercizi
Come capire che lo si sta eseguendo bene:
Il dolore non aumenta durante o dopo l’esecuzione. Si riesce a mantenere la posizione raggiunta per tutta la durata dell’apnea senza contrazione difensiva. L’ampiezza tollerabile aumenta gradualmente nei giorni successivi.
In Fase Intercritica/Cronica
Quando il dolore acuto si e ridotto, si puo procedere con un programma progressivo di rinforzo e mobilita, simile a quello della tendinite del sovraspinato ma con attenzione a non irritare la zona della calcificazione.
Esercizio 3: Pendolo di Codman (fase cronica)
Difficolta: Facile | Attrezzatura: Tavolo, manubrio leggero (0,5-1 kg) opzionale | Durata: 2-3 minuti
Posizione di partenza:
In piedi accanto a un tavolo stabile, inclinati in avanti a 45-60 gradi. Il braccio colpito pende liberamente. In fase cronica e possibile aggiungere un peso leggero (0,5-1 kg) nella mano, se tollerato.
Esecuzione passo per passo:
- Passo 1: Spostare il peso del corpo per generare oscillazioni circolari in senso orario, con ampiezza progressivamente crescente rispetto alla fase acuta. 15-20 cerchi.
- Passo 2: Invertire la direzione ed eseguire 15-20 cerchi in senso antiorario.
- Passo 3: Proseguire con oscillazioni avanti-indietro e laterali (15-20 per direzione), sfruttando l’eventuale peso per aumentare l’effetto decompressivo.
Consiglio pratico
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Serie e ripetizioni: 2-3 minuti di oscillazioni — Ripetere 4-5 volte al giorno
Errori comuni da evitare:
- Passare troppo rapidamente da cerchi piccoli a cerchi ampi dopo una crisi acuta
- Utilizzare un peso troppo elevato che provoca contrazione muscolare difensiva
- Dimenticare di riscaldare prima con cerchi piccoli
Come capire che lo si sta eseguendo bene:
Il braccio oscilla liberamente con ampiezza maggiore rispetto alla fase acuta. Non si avverte dolore, solo una leggera trazione decompressiva nella spalla. Il peso aggiuntivo, se utilizzato, non causa disagio.
Esercizio 4: Rotazione esterna con elastico
Difficolta: Intermedio | Attrezzatura: Elastico di resistenza leggera-media, maniglia porta | Durata: 5 minuti
Posizione di partenza:
Fissare un elastico alla maniglia di una porta chiusa. Posizionarsi in piedi con il lato del braccio colpito opposto alla porta. Gomito piegato a 90 gradi, aderente al fianco. Impugnare l’elastico con la mano del braccio colpito.
Esecuzione passo per passo:
- Passo 1: Ruotare lentamente l’avambraccio verso l’esterno contro la resistenza dell’elastico, mantenendo il gomito saldamente al fianco. Durata della fase concentrica: 2-3 secondi.
- Passo 2: Raggiunta la massima rotazione esterna tollerabile, mantenere 1-2 secondi.
- Passo 3: Tornare lentamente alla posizione iniziale controllando la fase eccentrica (4 secondi). Non lasciare che l’elastico riporti il braccio bruscamente.
Serie e ripetizioni: 3 serie x 12-15 ripetizioni — Pausa 30 secondi tra le serie
Errori comuni da evitare:
- Staccare il gomito dal fianco durante la rotazione
- Utilizzare un elastico troppo resistente che causa compensi posturali
- Eseguire la fase eccentrica troppo velocemente
Come capire che lo si sta eseguendo bene:
Si avverte il lavoro dei muscoli rotatori esterni (infraspinato e piccolo rotondo) senza dolore nella zona della calcificazione. Il movimento e fluido e controllato in entrambe le fasi.
Esercizio 5: Full can eccentrico
Difficolta: Intermedio | Attrezzatura: Manubrio leggero (0,5-1 kg) | Durata: 5 minuti

Posizione di partenza:
In piedi con postura eretta. Impugnare un manubrio leggero (0,5-1 kg) con la mano del braccio colpito. Braccio lungo il fianco, pollice rivolto verso l’alto (posizione “full can”).
Esecuzione passo per passo:
- Passo 1: Sollevare il braccio lateralmente e leggermente in avanti (piano della scapola, circa 30 gradi avanti rispetto al piano frontale) fino a 70-80 gradi. Pollice sempre rivolto verso l’alto. Salita: circa 2 secondi.
- Passo 2: Raggiunta l’altezza, iniziare una discesa lentissima e controllata. La fase eccentrica deve durare almeno 5 secondi.
- Passo 3: Alla posizione iniziale, riposare 2-3 secondi e ripetere. Se il dolore compare, ridurre il peso o l’altezza.
Serie e ripetizioni: 3 serie x 10 ripetizioni — Pausa 45 secondi tra le serie
Errori comuni da evitare:
- Ruotare il pollice verso il basso (posizione “empty can”) che comprime la zona di calcificazione
- Superare gli 80 gradi di elevazione, rischiando impingement sulla calcificazione
- Scendere troppo rapidamente, perdendo il beneficio eccentrico
Come capire che lo si sta eseguendo bene:
Si percepisce una fatica muscolare controllata nella parte laterale della spalla durante la discesa lenta. Nessun dolore acuto nella zona della calcificazione. Il pollice resta puntato verso il soffitto per tutta l’esecuzione.
Esercizio 6: Retrazione scapolare con elastico
Difficolta: Intermedio | Attrezzatura: Elastico di resistenza media | Durata: 5 minuti

Posizione di partenza:
In piedi con postura eretta. Impugnare un elastico con entrambe le mani, braccia distese in avanti all’altezza delle spalle, mani alla larghezza delle spalle. Elastico leggermente in tensione.
Esecuzione passo per passo:
- Passo 1: Tirare l’elastico aprendo le braccia lateralmente, guidando il movimento con le scapole che si avvicinano tra loro (retrazione) e si abbassano verso il basso.
- Passo 2: Raggiunta la massima retrazione (elastico vicino al petto), mantenere la posizione per 2-3 secondi, percependo la contrazione tra le scapole.
- Passo 3: Tornare lentamente alla posizione di partenza in 3-4 secondi, controllando il ritorno dell’elastico.
Serie e ripetizioni: 3 serie x 12-15 ripetizioni — Pausa 30 secondi tra le serie
Errori comuni da evitare:
- Sollevare le spalle verso le orecchie durante il movimento
- Piegare i gomiti per rendere l’esercizio piu facile
- Inarcare la zona lombare per compensare
Come capire che lo si sta eseguendo bene:
Si avverte una contrazione decisa nella zona tra le scapole (romboidi e trapezio medio). Le spalle restano basse durante tutto il movimento. L’esercizio e indolore nella zona della calcificazione.
Esercizio 7: Push-up plus al muro
Difficolta: Intermedio | Attrezzatura: Parete | Durata: 5 minuti

Posizione di partenza:
In piedi di fronte a una parete, a distanza di un braccio. Mani appoggiate alla parete all’altezza delle spalle, leggermente piu larghe delle spalle. Corpo allineato dalla testa ai piedi.
Esecuzione passo per passo:
- Passo 1: Piegare i gomiti e avvicinarsi alla parete in modo controllato, mantenendo il corpo allineato. Scendere fino a sfiorare la parete con il petto.
- Passo 2: Spingere con le mani per tornare alla posizione iniziale con le braccia completamente distese.
- Passo 3: Aggiungere la fase “plus”: una volta a braccia distese, spingere ulteriormente le mani contro il muro protraendo le scapole in avanti (le scapole si allontanano tra loro). Mantenere la protrazione 2-3 secondi, poi rilasciare.
Serie e ripetizioni: 3 serie x 10-15 ripetizioni — Pausa 30 secondi tra le serie
Errori comuni da evitare:
- Omettere la fase “plus” (protrazione scapolare), che e l’elemento chiave dell’esercizio
- Abbassare il bacino o inarcare la schiena
- Eseguire il movimento troppo velocemente
Come capire che lo si sta eseguendo bene:
Si avverte un lavoro muscolare specifico nella parte laterale del torace (gran dentato) durante la protrazione scapolare. Le scapole si muovono visibilmente in avanti nella fase “plus”. Nessun dolore nella zona della calcificazione.
Esercizio 8: Stretching della capsula posteriore (cross-body stretch)
Difficolta: Facile | Attrezzatura: Nessuna | Durata: 3 minuti

Posizione di partenza:
In piedi con la schiena dritta. Sollevare il braccio colpito davanti al corpo all’altezza della spalla, con il gomito disteso.
Esecuzione passo per passo:
Consiglio pratico
La crioterapia e la termoterapia locale possono aiutare a gestire dolore e infiammazione della spalla.
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- Passo 1: Portare il braccio colpito orizzontalmente attraverso il petto verso la spalla opposta.
- Passo 2: Con la mano del braccio sano, afferrare il gomito o la parte posteriore del braccio colpito e tirare delicatamente verso la spalla opposta, aumentando lo stretching della capsula posteriore.
- Passo 3: Mantenere la posizione per 30 secondi, respirando profondamente e rilassando la muscolatura. Rilasciare lentamente e ripetere.
Serie e ripetizioni: 3 ripetizioni — 2 volte al giorno
Errori comuni da evitare:
- Sollevare la spalla colpita verso l’orecchio durante lo stretching
- Ruotare il busto nella direzione del braccio, annullando l’allungamento
- Tirare in modo brusco o eccessivamente forte
Come capire che lo si sta eseguendo bene:
Si avverte un allungamento chiaro e tollerabile nella parte posteriore della spalla colpita. La tensione rimane costante e sopportabile durante i 30 secondi. Con il tempo la flessibilita della capsula posteriore migliora progressivamente.
Tempi di Recupero
| Scenario | Tempi |
|---|---|
| Riassorbimento spontaneo | 6-24 mesi |
| Con onde d’urto | 3-6 mesi |
| Con lavaggio ecoguidato | 2-4 mesi |
| Post-chirurgico | 2-4 mesi |
| Crisi acuta (con trattamento) | 1-3 settimane |
Domande Frequenti
Quali sono i sintomi principali della tendinite calcifica della spalla?
La tendinite calcifica della spalla si manifesta principalmente con un dolore acuto e molto intenso, che può limitare significativamente la mobilità del braccio. Questo dolore è spesso più marcato durante la fase di riassorbimento del deposito di calcio.
Come viene diagnosticata la tendinite calcifica della spalla?
La diagnosi della tendinite calcifica della spalla si avvale principalmente di esami strumentali. La radiografia e l’ecografia sono gli strumenti diagnostici più utili per identificare la presenza e la localizzazione dei depositi di calcio nei tendini della cuffia dei rotatori.
Ho il calcio nella spalla, come si cura? Che cosa mi consigliate di fare?
Il trattamento della tendinite calcifica varia in base alla fase della condizione. Nella fase acuta, il dolore può essere gestito efficacemente con farmaci e infiltrazioni. Sebbene la condizione tenda a risolversi spontaneamente, sono necessarie pazienza e cure adeguate per favorire il recupero.
La tendinite calcifica della spalla si risolve sempre spontaneamente?
Nella maggior parte dei casi, la tendinite calcifica della spalla ha un decorso naturale che porta alla risoluzione spontanea del deposito di calcio. Tuttavia, questo processo può richiedere tempi lunghi e la fase di riassorbimento può essere accompagnata da un dolore molto intenso.
Riferimenti Scientifici
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- Del Castillo-Gonzalez F, et al. Treatment of calcifying tendinitis of the shoulder. Rev Esp Cir Ortop Traumatol. 2016;60(1):53-63.
- Chiou HJ, et al. Calcific tendinopathy: mechanisms and US-guided treatment. Radiographics. 2020;40(3):750-769.
Dr. Cosimo Pilotto — Fisioterapista | MyPhysioHelp.it
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