Glossario Radiografia: Termini del Referto Spiegati in Parole Semplici [2026]

Terminologia base

Radiotrasparenza

Nel referto: “area radiotrasparente”

Indica le aree che appaiono scure nelle radiografie perché i raggi X le attraversano facilmente. Tessuti come aria, grasso e muscoli sono radiotrasparenti. Quando un osso presenta radiotrasparenza anomala, può indicare perdita di densità ossea o presenza di lesioni.

Radiopacità

Nel referto: “area radiopaca”

Descrive le strutture che appaiono bianche o chiare nelle radiografie perché bloccano il passaggio dei raggi X. Ossa, calcificazioni e alcuni materiali protesici sono radiopachi. Una radiopacità anomala può indicare calcificazioni, corpi estranei o addensamenti ossei.

Proiezione AP

Nel referto: “proiezione anteroposteriore”

Significa ‘antero-posteriore’ e indica che i raggi X attraversano il corpo dalla parte anteriore a quella posteriore. È la proiezione standard frontale che permette di valutare l’allineamento e la struttura delle ossa viste di fronte.

Proiezione LL

Nel referto: “proiezione laterolaterale”

Significa ‘latero-laterale’ e indica che i raggi X attraversano il corpo di lato. Questa proiezione permette di vedere le strutture anatomiche di profilo, fornendo informazioni complementari rispetto alla visione frontale per una valutazione completa.

Proiezione obliqua

Nel referto: “proiezioni oblique”

È una radiografia eseguita con il paziente ruotato rispetto alla posizione standard, creando una visione angolata delle strutture. Permette di visualizzare meglio determinate articolazioni o strutture ossee che potrebbero essere sovrapposte nelle proiezioni standard.

Sotto carico

Nel referto: “radiografia sotto carico”

Indica radiografie eseguite mentre il paziente sostiene il peso del corpo sulla parte esaminata, tipicamente in posizione eretta. Questo tipo di esame permette di valutare come le articolazioni si comportano durante il normale utilizzo e può rivelare problemi non visibili a riposo.

Qualità dell’immagine

Nel referto: “qualità tecnica dell’esame”

Si riferisce alla chiarezza, nitidezza e definizione della radiografia ottenuta. Una buona qualità dell’immagine permette una diagnosi accurata, mentre una qualità scarsa può richiedere la ripetizione dell’esame. Dipende da fattori tecnici come esposizione, posizionamento e movimento del paziente.

Osso e struttura

Rima di frattura

Nel referto: “rima di frattura visibile”

È la linea di interruzione che si forma nell’osso quando questo si rompe. Appare nelle radiografie come una linea scura che attraversa l’osso. La presenza di una rima di frattura indica che l’osso ha subito una rottura e necessita di trattamento per guarire correttamente.

Frattura composta/scomposta

Nel referto: “frattura scomposta”

Una frattura composta presenta i frammenti ossei ancora allineati nella posizione corretta. Una frattura scomposta invece presenta i frammenti ossei spostati dalla loro posizione normale. Le fratture scomposte richiedono spesso interventi più complessi per ripristinare l’allineamento corretto dell’osso.

Frattura comminuta

Nel referto: “frattura comminuta”

È una frattura in cui l’osso si è spezzato in tre o più frammenti. Questo tipo di frattura è solitamente causato da traumi ad alta energia e rappresenta una situazione più complessa rispetto alle fratture semplici. Il processo di guarigione può richiedere più tempo e talvolta interventi chirurgici specifici.

Consolidamento

Nel referto: “in fase di consolidamento”

È il processo naturale di guarigione dell’osso fratturato. Durante il consolidamento, l’organismo forma nuovo tessuto osseo per riparare la frattura e ripristinare la continuità dell’osso. Questo processo richiede generalmente settimane o mesi, a seconda del tipo di frattura e delle condizioni generali della persona.

Pseudoartrosi

Nel referto: “pseudoartrosi del polso”

È una complicazione che si verifica quando una frattura non guarisce correttamente e rimane una falsa articolazione nel punto di rottura. L’osso non riesce a saldarsi completamente, causando instabilità e spesso dolore. Questa condizione può richiedere trattamenti specifici per stimolare la guarigione ossea.

Callo osseo

Nel referto: “callo osseo in formazione”

È il tessuto osseo nuovo che si forma durante il processo di guarigione di una frattura. Inizialmente il callo è costituito da tessuto fibroso e cartilaginoso, poi si trasforma gradualmente in osso maturo. La presenza di un callo osseo indica che il processo di guarigione della frattura è in corso.

Osteopenia

Nel referto: “osteopenia diffusa”

È una condizione caratterizzata da una riduzione della densità ossea, ma meno grave dell’osteoporosi. Le ossa diventano più sottili e fragili del normale, aumentando il rischio di fratture. L’osteopenia spesso precede lo sviluppo dell’osteoporosi e può essere rilevata attraverso esami specifici come la densitometria ossea.

Osteoporosi

Nel referto: “osteoporosi conclamata”

È una malattia caratterizzata da una significativa perdita di massa ossea e deterioramento della struttura dell’osso. Le ossa diventano molto fragili e soggette a fratture anche con traumi lievi. Questa condizione è più comune nelle donne dopo la menopausa e negli anziani, ma può essere prevenuta e trattata con terapie appropriate.

Sclerosi

Nel referto: “sclerosi dell’osso subcondrale”

È un ispessimento e indurimento del tessuto osseo che appare più denso e bianco nelle radiografie. La sclerosi può essere una risposta normale dell’osso al carico o allo stress, oppure può indicare processi patologici. Spesso si osserva nelle zone articolari sottoposte a maggiore sollecitazione meccanica.

Periostite

Nel referto: “reazione periostale”

È l’infiammazione del periostio, la membrana che riveste esternamente le ossa. Si manifesta tipicamente con dolore localizzato e può essere causata da sovraccarico, traumi ripetuti o infezioni. Nelle radiografie può apparire come un ispessimento o irregolarità del profilo osseo esterno.

Lesione litica

Nel referto: “area litica ossea”

È un’area dell’osso dove il tessuto osseo normale è stato distrutto o riassorbito, apparendo come una zona scura nelle radiografie. Queste lesioni possono essere causate da infezioni, tumori o altre patologie che provocano la perdita di sostanza ossea. La presenza di lesioni litiche richiede sempre ulteriori approfondimenti diagnostici.

Lesione addensante

Nel referto: “lesione ossea addensante”

È un’area dell’osso che appare più densa e bianca nelle radiografie rispetto al tessuto osseo circostante. Queste lesioni indicano un aumento della formazione di tessuto osseo o depositi minerali. Possono essere benigne o richiedere ulteriori valutazioni per escludere patologie specifiche.

Articolazioni

Pinzamento articolare

Nel referto: “pinzamento dello spazio articolare”

Il pinzamento articolare indica una riduzione dello spazio tra le ossa di un’articolazione. Questo fenomeno si verifica quando la cartilagine che riveste le superfici ossee si assottiglia o si consuma. Nel referto compare perché è un segno tipico dell’artrosi e può causare dolore e limitazione del movimento.

Osteofitosi

Nel referto: “osteofitosi marginale”

L’osteofitosi è la formazione di piccole escrescenze ossee chiamate osteofiti, che si sviluppano ai margini delle articolazioni. Questi “becchi” ossei rappresentano un tentativo del corpo di stabilizzare un’articolazione danneggiata. Sono tipici dell’artrosi e possono causare rigidità e dolore durante il movimento.

Sublussazione

Nel referto: “sublussazione della testa radiale”

La sublussazione è uno spostamento parziale delle superfici articolari, dove le ossa perdono il loro normale rapporto ma mantengono ancora un contatto. A differenza della lussazione completa, l’articolazione conserva una parte della sua stabilità. Può causare dolore, instabilità e limitazione funzionale.

Lussazione

Nel referto: “lussazione della spalla”

La lussazione è la perdita completa del rapporto tra le superfici articolari di un’articolazione. Le ossa si separano completamente, causando deformità visibile e perdita totale della funzione articolare. Rappresenta un’urgenza medica che richiede riduzione immediata per evitare complicazioni.

Calcificazione periarticolare

Nel referto: “calcificazione periarticolare”

Le calcificazioni periarticolari sono depositi di sali di calcio che si formano nei tessuti molli intorno alle articolazioni. Questi depositi possono svilupparsi nei tendini, nelle borse sinoviali o nei legamenti. Spesso causano dolore e infiammazione, specialmente durante i movimenti che coinvolgono le strutture interessate.

Condrocalcinosi

Nel referto: “condrocalcinosi del menisco”

La condrocalcinosi è il deposito di cristalli di calcio nella cartilagine articolare, in particolare nella fibro-cartilagine. Questa condizione può essere asintomatica o causare episodi di dolore acuto simile alla gotta. È più comune con l’avanzare dell’età e può interessare ginocchia, polsi e altre articolazioni.

Anchilosi

Nel referto: “anchilosi articolare”

L’anchilosi è la fusione completa o parziale di un’articolazione, che comporta la perdita totale o quasi totale del movimento. Può essere causata da processi infiammatori cronici, infezioni o traumi gravi. L’articolazione diventa rigida e immobile, richiedendo spesso trattamenti specifici per mantenere la funzionalità.

Diastasi

Nel referto: “diastasi della sinfisi pubica”

La diastasi è l’allontanamento o separazione anormale tra due strutture che normalmente sono vicine. Può interessare ossa, muscoli o altri tessuti. Nel contesto articolare, indica una separazione eccessiva tra le superfici ossee che compromette la stabilità e la funzione dell’articolazione interessata.

Colonna RX

Scoliosi

Nel referto: “scoliosi dorsolombare con angolo di Cobb 15°”

La scoliosi è una curvatura laterale della colonna vertebrale che può essere vista osservando la schiena da dietro. Normalmente la colonna dovrebbe essere dritta, ma in presenza di scoliosi forma una curva a forma di ‘C’ o ‘S’. Può essere presente dalla nascita o svilupparsi durante la crescita, e la sua gravità varia da casi lievi che non causano sintomi a forme più pronunciate.

Cifosi

Nel referto: “ipercifosi dorsale”

La cifosi è l’accentuazione della normale curva della colonna vertebrale nella zona dorsale (tra le scapole). Quando questa curva diventa eccessiva, può creare il classico aspetto di ‘gobba’ o ‘spalle curve’. Può essere causata da posture scorrette prolungate, invecchiamento, o condizioni specifiche che indeboliscono le vertebre.

Lordosi

Nel referto: “riduzione della lordosi lombare”

La lordosi è l’accentuazione della normale curva della colonna vertebrale nella zona lombare (parte bassa della schiena) o cervicale (collo). Quando questa curva diventa eccessiva, può causare un’accentuata incurvatura all’indietro che spinge in avanti il bacino o il mento. Spesso è associata a squilibri muscolari o posture scorrette mantenute nel tempo.

Spondilolistesi RX

Nel referto: “spondilolistesi grado I”

La spondilolistesi è lo scivolamento in avanti di una vertebra rispetto a quella sottostante, visibile nelle radiografie (RX). Questo scivolamento può essere causato da difetti ossei, degenerazione articolare o traumi. Il grado di scivolamento viene classificato per valutarne la severità e decidere l’approccio terapeutico più appropriato.

Vertebra a cuneo

Nel referto: “vertebra a cuneo da crollo osteoporotico”

Una vertebra a cuneo presenta una forma alterata, più bassa davanti rispetto al dietro, simile a un cuneo o triangolo. Questa deformazione può essere congenita (presente dalla nascita) o acquisita a causa di fratture, osteoporosi o altre condizioni. Contribuisce spesso alla formazione di curve anomale della colonna vertebrale come la cifosi.

Spondilolisi RX

Nel referto: “spondilolisi istmica”

La spondilolisi è una frattura o difetto osseo che coinvolge una specifica parte della vertebra chiamata istmo, visibile nelle radiografie (RX). Questo difetto può essere presente dalla nascita o svilupparsi per stress ripetuti, specialmente negli sport che richiedono estensioni frequenti della schiena. Non sempre causa sintomi, ma può predisporre alla spondilolistesi.

Riduzione spazio discale

Nel referto: “riduzione dello spazio discale L4-L5”

La riduzione dello spazio discale indica che il disco intervertebrale, che funge da cuscinetto tra le vertebre, si è assottigliato o disidratato. Questo processo è spesso legato all’invecchiamento naturale o all’usura del disco. La riduzione può causare un avvicinamento delle vertebre e potenzialmente contribuire a dolore o rigidità nella zona interessata.

Sindesmofita

Nel referto: “sindesmofita paravertebrale”

I sindesmofiti sono piccole escrescenze ossee che si formano lungo i margini delle vertebre, spesso come ponte tra vertebre adiacenti. Rappresentano una risposta dell’organismo a processi infiammatori cronici o degenerativi della colonna vertebrale. La loro presenza può limitare la mobilità del tratto vertebrale interessato e indica un processo di irrigidimento progressivo della colonna.

Termini generali RX

Deviazione assiale valgismo/varismo

Nel referto: “ginocchio varo con deviazione assiale”

Il valgismo e varismo sono deviazioni dell’allineamento normale delle ossa degli arti. Nel valgismo l’arto si inclina verso l’esterno (come nelle gambe a X), mentre nel varismo si inclina verso l’interno (come nelle gambe ad arco). Queste deviazioni possono essere congenite o svilupparsi nel tempo a causa di vari fattori.

Studio sotto carico

Nel referto: “studio radiografico sotto carico”

Si tratta di una radiografia eseguita mentre il paziente sta in piedi, sostenendo il peso del corpo sull’arto esaminato. Questo tipo di esame permette di valutare come si comportano le articolazioni quando sono sottoposte al carico naturale del peso corporeo, fornendo informazioni più precise rispetto agli esami eseguiti da sdraiati.

Confronto con precedente

Nel referto: “stabile rispetto al precedente del 2023”

Il radiologo ha confrontato le immagini attuali con esami precedenti dello stesso paziente per valutare l’evoluzione della condizione nel tempo. Questo confronto permette di identificare cambiamenti, miglioramenti o peggioramenti della situazione clinica e di monitorare l’efficacia dei trattamenti.

Nei limiti per età

Nel referto: “nei limiti per l’età del paziente”

I reperti osservati nell’esame sono normali e coerenti con l’età del paziente. Con l’avanzare degli anni è normale che si verifichino alcuni cambiamenti nelle strutture ossee e articolari, e questa dicitura indica che tali modificazioni rientrano nell’aspettativa normale per quella fascia d’età.

Nulla di rilevante

Nel referto: “nulla di radiologicamente rilevante”

L’esame non ha evidenziato alterazioni significative o patologiche degne di nota. Le strutture esaminate appaiono sostanzialmente normali o presentano solo minime variazioni che non hanno rilevanza clinica. È un’indicazione rassicurante che esclude problematiche importanti.

Esame limitato

Nel referto: “esame limitato dalla qualità tecnica”

La valutazione diagnostica presenta delle limitazioni che potrebbero ridurre la completezza dell’analisi. Questo può dipendere da fattori tecnici, dalla collaborazione del paziente, da artefatti nelle immagini o dalla necessità di proiezioni aggiuntive. Non significa necessariamente che ci siano problemi, ma che l’interpretazione potrebbe non essere completa.

Si consiglia RMN

Nel referto: “si consiglia approfondimento con RMN”

Il radiologo suggerisce di approfondire l’indagine con una Risonanza Magnetica Nucleare per ottenere informazioni più dettagliate. La RMN fornisce immagini molto precise dei tessuti molli come muscoli, tendini, legamenti e cartilagini, che potrebbero non essere completamente valutabili con la radiografia standard.

Mezzi di sintesi in sede

Nel referto: “mezzi di sintesi metallici in sede”

Sono presenti dispositivi chirurgici utilizzati per stabilizzare o riparare strutture ossee, come viti, placche, chiodi o protesi. Questi dispositivi sono stati impiantati in precedenza e la dicitura ‘in sede’ indica che si trovano nella posizione corretta e non mostrano segni di spostamento o mobilizzazione.

Le informazioni di questo glossario hanno scopo educativo e non sostituiscono il parere del medico o del fisioterapista. Per qualsiasi dubbio relativo al proprio referto, consultare sempre il professionista sanitario che ha prescritto l’esame.