Neuropatia del Nervo Ulnare al Gomito: Sintomi e Cura

In breve:

  • Per prevenire la compressione del nervo ulnare, evita di mantenere il gomito flesso a lungo o appoggiarlo su superfici dure.
  • Formicolio, intorpidimento o una scossa elettrica al mignolo e anulare indicano spesso un problema al nervo ulnare.
  • Attività che richiedono la flessione prolungata del gomito, come telefonare o guidare, possono peggiorare i tuoi sintomi.
  • Se noti debolezza nella presa o difficoltà a maneggiare oggetti, consulta un professionista per una diagnosi accurata.

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Neuropatia nervo ulnare

Anatomia del Nervo Ulnare al Gomito

Il nervo ulnare è una struttura nervosa che decorre medialmente al gomito, dove può subire compressioni causando dolore, intorpidimento e debolezza nella mano. Il nervo ulnare origina dal fascicolo mediale del plesso brachiale (radici C8-T1) e decorre lungo il braccio medialmente all’arteria brachiale. A livello del gomito, il nervo attraversa il tunnel cubitale, uno spazio anatomico delimitato da:

Per un quadro completo, consulta la guida completa al dolore al gomito.

  • Pavimento: capsula dell’articolazione omero-ulnare e legamento collaterale mediale
  • Tetto: legamento arcuato di Osborne (retinacolo del tunnel cubitale) e fascia del muscolo flessore ulnare del carpo
  • Pareti: epicondilo mediale (epitroclea) medialmente, olecrano lateralmente

Il tunnel cubitale è un punto critico perché:

  • Lo spazio disponibile per il nervo diminuisce del 55% con la flessione del gomito oltre 90°
  • Il nervo è situato in posizione superficiale, con scarsa protezione da tessuti molli
  • La pressione intraneurale aumenta fino a 6 volte durante la flessione completa

Dopo il gomito, il nervo ulnare passa tra i due capi del muscolo flessore ulnare del carpo e prosegue lungo l’avambraccio fino alla mano, dove innerva la muscolatura intrinseca e la sensibilità del quarto e quinto dito.


Cause e Fattori di Rischio

Compressione diretta

  • Appoggio prolungato del gomito su superfici dure (scrivania, bracciolo)
  • Posizioni mantenute con gomito flesso durante il sonno
  • Cisti gangliari, osteofiti o tessuto cicatriziale nel tunnel cubitale
  • Anomalie anatomiche: muscolo anconeo epitrocleare (presente nel 10-25% della popolazione)

Trazione e sublussazione

  • Deformità in valgo del gomito (angolo di trasporto aumentato)
  • Sublussazione del nervo ulnare: il nervo scivola sopra l’epitroclea durante la flessione, provocando attrito ripetuto (presente nel 16% della popolazione)
  • Lassità legamentosa congenita

Fattori occupazionali e sportivi

  • Lavori che richiedono flessione prolungata del gomito (telefonate, uso del computer)
  • Sport con movimenti ripetitivi di lancio (baseball, giavellotto)
  • Attività con vibrazioni trasmesse all’arto superiore
  • Uso prolungato di stampelle

Cause post-traumatiche

  • Fratture del gomito (epitroclea, olecrano) con formazione di callo osseo
  • Lussazioni del gomito
  • Esiti chirurgici al gomito con fibrosi cicatriziale

Condizioni mediche predisponenti

Condizione Meccanismo
Diabete mellito Neuropatia metabolica sovrapposta
Ipotiroidismo Edema dei tessuti molli
Artrite reumatoide Sinovite, deformità articolare
Artrosi del gomito Osteofiti compressivi
Obesità Aumento della pressione sui nervi periferici

Sintomi

Sintomi sensitivi (più precoci)

  • Formicolio e intorpidimento al quarto e quinto dito (mignolo e anulare, lato ulnare)
  • Sensazione di “scossa elettrica” che dall’interno del gomito si irradia alla mano
  • Parestesie che peggiorano con il gomito flesso (telefonare, dormire, guidare)
  • Diminuzione della sensibilità tattile nella zona ulnare della mano

Sintomi motori (più tardivi)

  • Debolezza della presa: difficoltà ad aprire barattoli, stringere oggetti
  • Riduzione della presa di precisione: difficoltà a maneggiare piccoli oggetti, bottoni, monete
  • Segno di Wartenberg: il mignolo tende a restare abdotto (allontanato dalle altre dita)
  • Segno di Froment: per trattenere un foglio tra pollice e indice, il paziente compensa flettendo la falange distale del pollice
  • Atrofia dei muscoli interossei della mano (nei casi avanzati)
  • Mano ad artiglio (deformità a griffe): iperestensione delle metacarpo-falangee e flessione delle interfalangee del quarto e quinto dito

Classificazione per gravità (McGowan modificata)

Grado Sintomi Segni
Lieve Formicolio intermittente Nessun deficit motorio, sensibilità normale
Moderato Parestesie frequenti Debolezza della presa, riduzione sensibilità
Grave Sintomi costanti Atrofia muscolare, deformità a griffe

Diagnosi

Esame clinico

Il medico o il fisioterapista esegue una serie di test specifici:

  • Test di Tinel al gomito: percussione del nervo nel solco cubitale — positivo se provoca formicolio al quarto e quinto dito
  • Test di flessione del gomito: mantenere il gomito flesso a 120° per 60 secondi — positivo se riproduce i sintomi
  • Test di compressione del nervo ulnare: pressione diretta nel solco cubitale per 30-60 secondi
  • Valutazione della sensibilità: test con monofilamento e discriminazione tra due punti
  • Forza muscolare: test dei muscoli interossei, adduttore del pollice, flessore ulnare del carpo
  • Segno di Froment e Wartenberg

Elettromiografia e elettroneurografia (EMG/ENG)

L’esame elettrofisiologico è il gold standard diagnostico:

  • Velocità di conduzione nervosa motoria: riduzione attraverso il gomito (< 50 m/s)
  • Latenza motoria distale: aumentata
  • Potenziali di denervazione: presenti nei muscoli ulnari nei casi moderati-gravi
  • Permette di localizzare il sito esatto di compressione e quantificare la gravità

Esami strumentali

  • Ecografia del nervo: valuta l’area della sezione trasversa del nervo (aumentata nella compressione), identifica sublussazione
  • Risonanza magnetica del gomito: evidenzia cause strutturali di compressione (cisti, osteofiti, massa)
  • Radiografia: mostra alterazioni ossee, artrosi, esiti di frattura

Trattamento Conservativo

Il trattamento conservativo è indicato nelle forme lievi e moderate, con un tasso di successo del 50-70% nei casi lievi.

Modifiche comportamentali

  • Evitare la flessione prolungata del gomito: non dormire con il gomito piegato, non appoggiarlo sulla scrivania
  • Evitare la pressione diretta sul solco cubitale
  • Modificare l’ergonomia: posizionare la tastiera e il mouse in modo che il gomito sia flesso meno di 90°
  • Telefonate: usare auricolare o vivavoce anziché portare il telefono all’orecchio

Tutore notturno

Un tutore o splint che mantiene il gomito in estensione (o flessione massima di 30-45°) durante la notte è spesso il primo provvedimento terapeutico. Riduce la pressione sul nervo durante il sonno, quando inconsciamente si tende a dormire con i gomiti molto flessi.

Un’alternativa semplice è avvolgere un asciugamano attorno al gomito per limitare la flessione.

Consiglio pratico

Un tutore notturno mantiene il polso in posizione neutra, riducendo la compressione del nervo mediano.


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Farmaci

  • FANS per via orale o topica per ridurre l’infiammazione locale
  • Vitamina B6 e B12: supporto al metabolismo nervoso (su indicazione medica)
  • Gabapentin o pregabalin: per il dolore neuropatico nei casi più sintomatici

Fisioterapia e Riabilitazione

Fase 1 — Neuroprotezione e riduzione dei sintomi (settimane 1-4)

Educazione del paziente:

  • Spiegazione dei meccanismi di compressione
  • Istruzioni sulle posizioni da evitare
  • Corretta ergonomia al lavoro e durante il sonno

Tecniche di neurodinamica (nerve gliding):
Gli esercizi di scivolamento del nervo ulnare migliorano la mobilità del nervo all’interno del tunnel cubitale, riducendo l’aderenza e l’attrito:

  • Esercizio 1: seduti, braccio lungo il fianco. Flettere il polso verso l’alto, poi estendere progressivamente il gomito mantenendo il polso flesso. 10 ripetizioni, 3 serie
  • Esercizio: Esercizio 1 - neuropatia nervo ulnare
  • Esercizio 2: seduti, gomito flesso a 90°. Ruotare lentamente l’avambraccio in supinazione e pronazione. 10 ripetizioni, 3 serie
  • Esercizio 3: in piedi, abdurre il braccio a 90° con gomito esteso, polso flesso. Inclinare lateralmente la testa dal lato opposto. Mantenere 5 secondi, 5 ripetizioni

Terapia manuale:

  • Mobilizzazione del nervo ulnare nel solco cubitale
  • Tecniche miofasciali sui muscoli flessore ulnare del carpo e pronatore
  • Mobilizzazione dell’articolazione omero-ulnare

Fase 2 — Recupero della funzione (settimane 4-8)

Rinforzo della muscolatura intrinseca della mano:

  • Esercizi con elastici per abduzione e adduzione delle dita
  • Presa a pinza con putty terapeutico di diverse resistenze
  • Esercizio del “tavolo”: mantenere le dita estese alle metacarpo-falangee e flesse alle interfalangee
  • Opposizione del pollice alle dita con resistenza elastica

Rinforzo dei muscoli dell’avambraccio:

Esercizio: putty terapeutico
  • Flessione ed estensione del polso con manubrio leggero (0,5-1 kg)
  • Pronazione e supinazione con martello o manubrio
  • Esercizi di presa con hand grip regolabile

Terapia fisica strumentale:

  • Laserterapia ad alta potenza sulla regione del tunnel cubitale
  • Ultrasuoni terapeutici pulsati
  • TENS per il controllo del dolore neuropatico

Fase 3 — Ritorno alle attività (settimane 8-12)

  • Esercizi funzionali specifici per l’attività lavorativa o sportiva
  • Incremento progressivo dei carichi
  • Mantenimento degli esercizi di neurodinamica come prevenzione
  • Rivalutazione clinica ed eventualmente elettrofisiologica

Trattamento Chirurgico

L’intervento è indicato quando:

  • Il trattamento conservativo di 3-6 mesi non produce miglioramenti
  • È presente deficit motorio progressivo o atrofia muscolare
  • L’EMG mostra segni di denervazione significativa
  • La compressione è dovuta a cause strutturali (cisti, osteofiti)

Tecniche chirurgiche

Decompressione in situ:

  • Rilascio del legamento di Osborne e dei tessuti compressivi senza spostare il nervo
  • Intervento meno invasivo, indicato quando non c’è sublussazione

Trasposizione anteriore del nervo:

  • Il nervo viene spostato davanti all’epitroclea (sottocutaneo, intra- o sub-muscolare)
  • Indicata in caso di sublussazione o compressione ricorrente

Epicondilectomia mediale:

Consiglio pratico

Gli esercizi di presa con palline a resistenza progressiva aiutano a recuperare forza e mobilita’ della mano.


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  • Rimozione parziale dell’epitroclea per ampliare lo spazio del nervo
  • Meno utilizzata rispetto alle altre tecniche

Riabilitazione post-chirurgica

  • Settimane 1-2: tutore in flessione 60-90°, movimenti delle dita e del polso
  • Settimane 2-4: mobilizzazione progressiva del gomito, esercizi di neurodinamica
  • Settimane 4-8: rinforzo progressivo, recupero della mobilità completa
  • Settimane 8-12: ritorno graduale alle attività
  • Il recupero sensitivo può richiedere 3-6 mesi, quello motorio fino a 12-18 mesi nei casi gravi

Tempi di Recupero

Trattamento Tempo per miglioramento
Conservativo (forme lievi) 4-8 settimane
Conservativo (forme moderate) 2-4 mesi
Post-decompressione chirurgica 3-6 mesi
Post-trasposizione anteriore 4-8 mesi
Recupero completo (forme gravi) 12-18 mesi

Prevenzione

  • Evitare di appoggiare il gomito sulla scrivania o su superfici dure per tempi prolungati
  • Dormire con il gomito in estensione (eventualmente con tutore notturno)
  • Fare pause frequenti durante attività ripetitive con il gomito flesso
  • Posizionare ergonomicamente la postazione di lavoro
  • Rinforzare la muscolatura dell’arto superiore per proteggere il nervo
  • In caso di primi sintomi, consultare tempestivamente il medico per un trattamento precoce