Rizoartrosi (Artrosi del Pollice): Sintomi e Cura

In breve:

  • La rizoartrosi è un’artrosi comune alla base del pollice, che limita significativamente le funzioni di presa della mano.
  • Il dolore alla base del pollice durante attività quotidiane come aprire barattoli è il sintomo più caratteristico.
  • Questa condizione colpisce prevalentemente le donne dopo i 50 anni, aumentando con l’età e la predisposizione genetica.
  • Attività che richiedono prese di forza ripetute con il pollice possono accelerare l’usura cartilaginea dell’articolazione.

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Per approfondire, consultare la guida su artrosi alle mani e alle dita. Per approfondire, consultare la guida su morbo di Dupuytren. Per approfondire, consultare la guida su tenosinovite di De Quervain.

La rizoartrosi è l’artrosi dell’articolazione trapezio-metacarpale, situata alla base del pollice. Si tratta di una delle forme di artrosi della mano più frequenti e invalidanti, poiché il pollice partecipa a circa il 50% delle funzioni di presa della mano. La rizoartrosi colpisce prevalentemente le donne dopo i 50 anni, con una prevalenza radiografica che supera il 30% nelle donne sopra i 60 anni. Il dolore alla base del pollice durante le attività quotidiane (aprire barattoli, girare chiavi, scrivere) è il sintomo più caratteristico.


Anatomia dell’Articolazione Trapezio-Metacarpale

L’articolazione trapezio-metacarpale (TMC) è un’articolazione a sella che connette il primo metacarpo all’osso trapezio del carpo. Questa conformazione unica consente al pollice movimenti su più piani:

  • Flessione-estensione
  • Abduzione-adduzione
  • Opposizione: il movimento più importante, che permette al pollice di toccare le punte delle altre dita
  • Circumduzione: combinazione dei movimenti precedenti

La stabilità dell’articolazione è garantita da un complesso sistema legamentoso:

  • Legamento obliquo anteriore (beak ligament): il più importante per la stabilità, la sua degenerazione è considerata il fattore iniziale della rizoartrosi
  • Legamento dorsale radiale
  • Legamento intermetacarpale (tra primo e secondo metacarpo)
  • Legamento obliquo posteriore

L’articolazione TMC è sottoposta a forze compressive enormi durante le attività di presa: le forze che agiscono sulla base del pollice durante una presa a pinza possono raggiungere valori pari a 12 volte la forza applicata dalle dita.


Cause e Fattori di Rischio

Degenerazione cartilaginea

Come in tutte le forme di artrosi, il processo inizia con la degenerazione della cartilagine articolare, che perde la sua capacità di ammortizzare e distribuire i carichi. Nel caso della rizoartrosi, la lassità del legamento obliquo anteriore provoca una sublussazione dorsale del primo metacarpo, aumentando il carico su superfici articolari ridotte e accelerando l’usura cartilaginea.

Fattori di rischio principali

Sesso femminile: le donne sono colpite con frequenza 10-15 volte superiore rispetto agli uomini, probabilmente per:

  • Articolazione TMC più piccola e con meno congruenza
  • Lassità legamentosa maggiore
  • Influenze ormonali (calo estrogenico in menopausa)

Età: l’incidenza aumenta progressivamente dopo i 40 anni

Predisposizione genetica: familiarità per artrosi della mano

Sollecitazioni meccaniche ripetitive: attività lavorative o hobbistiche che richiedono prese di forza ripetute con il pollice (sartoria, giardinaggio, lavoro manuale)

Ipermobilità articolare: lassità legamentosa generalizzata

Traumi pregressi: fratture o lussazioni della base del pollice

Fattore Rischio relativo
Sesso femminile 10-15x
Età > 60 anni 5x
Familiarità per artrosi 3x
Lavoro manuale pesante 2-3x
Ipermobilità 2x
Frattura pregressa TMC 5x

Stadi della Rizoartrosi (Classificazione di Eaton-Littler)

Stadio Radiografia Clinica
I Normale o lieve allargamento spazio articolare Dolore lieve, instabilità
II Restringimento dello spazio articolare, osteofiti < 2 mm Dolore moderato, sublussazione
III Osteofiti > 2 mm, sublussazione evidente, sclerosi subcondrale (ispessimento dell’osso sotto la cartilagine) Dolore significativo, deformità iniziale
IV Distruzione articolare completa, coinvolgimento scafo-trapezoidale Dolore severo, deformità marcata, rigidità

Sintomi

Dolore

  • Localizzazione: alla base del pollice, nella “tabacchiera anatomica” o leggermente più palmare
  • Caratteristiche: dolore sordo che peggiora con l’uso e migliora con il riposo
  • Attività provocatrici: aprire barattoli, girare chiavi, svitare tappi, cucire, scrivere, usare le forbici
  • Evoluzione: inizialmente intermittente, diventa progressivamente più costante

Rigidità

  • Riduzione del movimento di opposizione e abduzione del pollice
  • Rigidità mattutina che dura generalmente meno di 30 minuti (a differenza dell’artrite reumatoide)
  • Difficoltà progressiva ad aprire completamente la mano

Deformità

  • Sublussazione dorsale: la base del primo metacarpo sporge dorsalmente, creando una prominenza visibile
  • Deformità a “Z” del pollice: iperestensione della metacarpo-falangea e flessione dell’interfalangea come compenso alla sublussazione TMC
  • Atrofia dell’eminenza tenar: riduzione della muscolatura alla base del pollice nelle fasi avanzate

Perdita di funzione

  • Riduzione della forza di presa (fino al 50-80% nelle fasi avanzate)
  • Difficoltà nelle attività quotidiane: vestirsi, cucinare, scrivere
  • Impossibilità di eseguire prese a pinza fine
  • Crepitio articolare durante il movimento

Diagnosi

Esame clinico

  • Test di compressione assiale (grind test): compressione e rotazione del primo metacarpo sul trapezio — positivo se provoca dolore e crepitio
  • Test di stress laterale: instabilità in abduzione-adduzione
  • Palpazione: dolore alla pressione sulla TMC
  • Valutazione della mobilità: limitazione dell’opposizione e dell’abduzione
  • Forza di presa: misurata con dinamometro, confrontata con il lato opposto

Esami strumentali

  • Radiografia: esame di primo livello, evidenzia restringimento dello spazio articolare, osteofiti, sublussazione e sclerosi. Proiezione di Robert (vera antero-posteriore della TMC) per una valutazione accurata
  • Ecografia: valuta sinovite, versamento, integrità dei legamenti
  • Risonanza magnetica: utile negli stadi iniziali quando la radiografia è normale, evidenzia edema osseo, sofferenza cartilaginea e legamentosa
  • TAC: raramente necessaria, utile per la pianificazione chirurgica

Trattamento Conservativo

Il trattamento conservativo è la prima scelta negli stadi I-III e può fornire un sollievo significativo dei sintomi nella maggior parte dei pazienti.

Tutore (splint)

Il tutore per la TMC è il cardine del trattamento conservativo:

Consiglio pratico

Un tutore notturno mantiene il polso in posizione neutra, riducendo la compressione del nervo mediano.


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  • Tutore di riposo: immobilizza la TMC lasciando libere le dita, da portare durante la notte e nei periodi di riacutizzazione
  • Tutore funzionale: mantiene la TMC in posizione corretta consentendo parzialmente i movimenti, ideale per le attività quotidiane
  • Durata: almeno 3-6 mesi di utilizzo regolare per valutare l’efficacia
  • Efficacia: riduzione del dolore del 50-70% in molti pazienti

Farmaci

  • FANS topici: gel di diclofenac o ketoprofene sulla base del pollice (efficaci e con minori effetti collaterali dei FANS orali)
  • FANS orali: per periodi brevi nelle riacutizzazioni
  • Paracetamolo: come analgesico di base
  • Infiltrazioni di cortisone: iniezione intra-articolare nella TMC, efficacia temporanea (settimane-mesi)
  • Infiltrazioni di acido ialuronico: viscosupplementazione, risultati promettenti ma evidenze ancora limitate

Terapia fisica strumentale

  • Laserterapia: riduzione del dolore e dell’infiammazione
  • Ultrasuoni terapeutici: stimolazione del metabolismo locale
  • Paraffina terapia: bagni di paraffina calda per rigidità e dolore
  • Tecarterapia: biostimolazione tessutale

Fisioterapia e Riabilitazione

La riabilitazione è fondamentale sia nel trattamento conservativo che dopo l’intervento chirurgico.

Fase 1 — Protezione e gestione del dolore (settimane 1-4)

Educazione terapeutica:

  • Protezione articolare: insegnare tecniche di presa che riducano lo stress sulla TMC
  • Utilizzare impugnature ergonomiche ingrossate per utensili e penne
  • Distribuire il carico su più dita anziché concentrarlo sul pollice
  • Evitare prese a pinza laterale prolungate

Termoterapia:

  • Bagni caldi per le mani (10-15 minuti) prima degli esercizi
  • Applicazione di ghiaccio dopo attività che provocano dolore

Mobilizzazione dolce:

  • Movimenti di flessione-estensione della TMC nell’arco indolore
  • Circumduzione del pollice lenta e controllata
  • Automobilizzazione della prima commissura (spazio tra pollice e indice)

Fase 2 — Stabilizzazione e rinforzo (settimane 4-12)

Esercizi di stabilizzazione della TMC:

  • Presa a pinza con putty terapeutico morbido (10 ripetizioni, 3 serie)
  • Esercizio: Presa a pinza con putty - rizoartrosi
  • Opposizione del pollice a ciascun dito con leggera resistenza elastica
  • Esercizio: Opposizione del pollice
  • Abduzione del pollice contro resistenza di un elastico sottile
  • Esercizio: Abduzione del pollice
  • Esercizio isometrico: premere il pollice contro il lato dell’indice mantenendo 5 secondi

Rinforzo della muscolatura tenar:

  • Esercizi con palline di diversa resistenza (squeeze ball)
  • Estensione del pollice contro elastico (rinforzo estensori)
  • Abduzione radiale contro resistenza (rinforzo abduttore lungo)

Rinforzo globale della mano:

  • Presa con hand grip di resistenza leggera-media
  • Esercizi di manipolazione fine (raccogliere piccoli oggetti, girare monete)
  • Uso di putty terapeutico per tutti i movimenti della mano

Fase 3 — Funzionalità e prevenzione (da 3 mesi in poi)

  • Ripristino delle attività quotidiane con tecniche di protezione articolare
  • Mantenimento degli esercizi 3-4 volte a settimana
  • Utilizzo continuativo del tutore durante attività stressanti
  • Adattamento degli strumenti di lavoro e degli utensili domestici

Trattamento Chirurgico

L’intervento è indicato quando il trattamento conservativo di almeno 6 mesi non produce un sollievo adeguato del dolore, negli stadi III-IV con deformità significativa e perdita funzionale.

Tecniche chirurgiche principali

Trapeziectomia (con o senza artroplastica in sospensione):

  • Rimozione dell’osso trapezio, con eventuale ricostruzione legamentosa utilizzando un tendine (es. flessore radiale del carpo)
  • Tecnica più utilizzata, risultati a lungo termine eccellenti per il dolore
  • Può comportare lieve riduzione della forza di presa

Artrodesi (fusione articolare):

  • Fusione della TMC in posizione funzionale
  • Indicata nei pazienti giovani e attivi con richieste funzionali elevate
  • Elimina il dolore ma sacrifica la mobilità della TMC

Protesi trapezio-metacarpale:

  • Impianto di una protesi articolare
  • Risultati variabili, rischio di mobilizzazione nel tempo

Consiglio pratico

Gli esercizi di presa con palline a resistenza progressiva aiutano a recuperare forza e mobilita’ della mano.


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Riabilitazione post-chirurgica

  • Settimane 0-4: tutore fisso, movimenti delle dita lunghe consentiti
  • Settimane 4-6: rimozione progressiva del tutore, mobilizzazione attiva assistita
  • Settimane 6-10: rinforzo progressivo, aumento dell’utilizzo della mano
  • Mesi 3-6: ritorno graduale alle attività con piena funzionalità
  • Il recupero della forza completa richiede generalmente 4-6 mesi

Tempi di Recupero

Approccio Tempo di miglioramento
Tutore + esercizi (stadio I-II) 1-3 mesi
Infiltrazione cortisonica 2-6 settimane (temporaneo)
Post-trapeziectomia 3-6 mesi
Post-artrodesi 3-4 mesi

Prevenzione e Consigli Pratici

Ergonomia quotidiana

  • Utilizzare impugnature ingrossate su penne, posate, utensili da cucina
  • Preferire barattoli con tappo a vite largo o utilizzare un apribarattoli
  • Usare forbici a molla che si aprono automaticamente
  • Aprire le porte con il palmo della mano anziché con la presa a pinza sulla maniglia
  • Distribuire il peso degli oggetti su entrambe le mani

Protezione articolare

  • Evitare prese a pinza laterale prolungate (es. tenere a lungo una chiave o un foglio tra pollice e indice)
  • Usare entrambe le mani per sollevare pentole e piatti
  • Acquistare utensili con manici ergonomici e antiscivolo
  • Portare il tutore durante attività che sollecitano il pollice

Esercizi di mantenimento

  • Mobilizzazione del pollice ogni mattina (5 minuti)
  • Esercizi di rinforzo leggero con putty 3 volte a settimana
  • Bagni caldi per le mani prima degli esercizi

Differenze tra Artrosi e Artrite Reumatoide

L’artrosi e l’artrite reumatoide sono due patologie articolari diverse per origine e progressione. L’artrosi è un’usura meccanica della cartilagine dovuta all’invecchiamento o al sovraccarico, mentre l’artrite reumatoide è una malattia autoimmune che attacca i tessuti articolari. I sintomi dell’artrosi tendono a peggiorare gradualmente nel tempo, mentre l’artrite reumatoide ha un andamento più variabile e colpisce solitamente più articolazioni contemporaneamente. La diagnosi richiede esami differenti: radiografie per l’artrosi e specifici test sierologici per l’artrite reumatoide.

Artrosi Artrite Reumatoide
Causa principale Usura della cartilagine Malattia autoimmune
Diagnosi Radiografie e risonanza Test sierologici e PCR
Trattamento Fisioterapia e antinfiammatori Farmaci immunosoppressori
Tempi guarigione Progressivo e cronico Variabile con terapia

Domande Frequenti

Quali sono i principali fattori di rischio per lo sviluppo della rizoartrosi?

I fattori di rischio includono l’età avanzata, il sesso femminile e una predisposizione genetica. Attività che richiedono prese di forza ripetute con il pollice possono inoltre accelerare l’usura cartilaginea dell’articolazione.

Come viene diagnosticata la rizoartrosi?

La diagnosi si basa principalmente sull’esame clinico, che include la valutazione dei sintomi e test specifici per l’articolazione trapezio-metacarpale. Gli esami strumentali, come le radiografie, sono utili per confermare la diagnosi e valutare lo stadio della degenerazione articolare.

Si può curare il dolore alla base del pollice senza operarsi?

Il trattamento conservativo comprende l’utilizzo di tutori specifici per immobilizzare l’articolazione e ridurre il dolore. Possono essere impiegati anche farmaci antinfiammatori e sedute di fisioterapia per migliorare la mobilità e la forza.

In quali circostanze viene considerato l’intervento chirurgico per la rizoartrosi?

L’intervento chirurgico viene generalmente preso in considerazione quando il trattamento conservativo non ha prodotto un sollievo adeguato dai sintomi. È indicato in presenza di dolore persistente, significativa limitazione funzionale o deformità progressiva dell’articolazione.

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente educativa e informativa. Non sostituiscono il parere del medico o del fisioterapista. Per diagnosi e trattamento rivolgersi al proprio medico o fisioterapista di fiducia.

Fonti e Riferimenti Scientifici

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