Spondilolistesi L5-S1: Cause, Sintomi e Quando Operare

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Spondilolistesi L5-S1: Cause, Sintomi e Quando Operare

La spondilolistesi rappresenta una condizione spinale caratterizzata dallo scivolamento in avanti di una vertebra rispetto a quella sottostante. Sebbene possa verificarsi a qualsiasi livello della colonna vertebrale, la localizzazione più comune è tra la quinta vertebra lombare (L5) e la prima vertebra sacrale (S1), una condizione nota come **spondilolistesi L5-S1**. Questo specifico tipo di scivolamento vertebra L5 è di particolare interesse clinico e fisioterapico a causa della biomeccanica unica di questa regione, che sopporta carichi significativi e funge da transizione tra la colonna lombare mobile e il sacro più rigido. La comprensione delle sue cause, della varietà dei sintomi e delle diverse opzioni terapeutiche, che vanno dalla gestione conservativa all’intervento chirurgico, è fondamentale per una diagnosi accurata e un piano di trattamento efficace. L’approccio alla **spondilolistesi L5-S1** richiede una valutazione multidisciplinare e personalizzata, volta a migliorare la qualità di vita del paziente e a prevenire la progressione della condizione. È imperativo sottolineare che la presente trattazione ha scopo informativo e non sostituisce in alcun modo il parere di un medico o di un fisioterapista qualificato.

Differenze tra Spondilolistesi e spondilolisi (micro-frattura dell’arco vertebrale posteriore)

La spondilolisi è una frattura della parte posteriore della vertebra, mentre la spondilolistesi è lo scivolamento vero e proprio della vertebra in avanti. La spondilolisi può esistere senza causare sintomi e non sempre progredisce verso la spondilolistesi. La spondilolistesi provoca invece sintomi più evidenti e richiede un monitoraggio costante per evitare peggioramenti. I tempi di guarigione e i trattamenti variano significativamente tra le due condizioni.

Spondilolistesi Spondilolisi
Causa principale Scivolamento vertebrale (degenerazione, trauma, instabilità) Frattura dell’istmo vertebrale (sovraccarico, sport)
Diagnosi RX, RM con evidenza di slittamento RX, TC per confermare la frattura
Trattamento Conservativo o chirurgico (grave) Conservativo con riposo e fisioterapia
Tempi guarigione 6-12 mesi o più se operato 3-6 mesi con terapia adeguata

Domande Frequenti

Cos’è la spondilolistesi L5-S1?

La spondilolistesi L5-S1 è lo scivolamento in avanti della quinta vertebra lombare (L5) sulla prima vertebra sacrale (S1), la forma più comune di questa condizione spinale.

In Breve

  • La spondilolistesi L5-S1 è lo scivolamento in avanti della vertebra L5 sulla vertebra S1.
  • Le cause principali includono difetti congeniti, degenerazione o fratture da stress.
  • I sintomi variano da assenza di dolore a lombalgia, radicolopatia e disfunzioni neurologiche.
  • Il trattamento può essere conservativo (fisioterapia) o chirurgico, a seconda della gravità e dei sintomi.

Quali sono le cause principali della spondilolistesi L5-S1?

Le cause principali includono difetti congeniti, degenerazione legata all’età dei dischi e delle facette articolari, o fratture da stress nella *pars interarticularis* (spondilolistesi istmica).

Quali sintomi posso avvertire con la spondilolistesi L5-S1?

I sintomi variano da assenza di dolore a lombalgia, dolore irradiato (radicolopatia) e, in casi più gravi, disfunzioni neurologiche, a seconda della gravità dello scivolamento.

Come viene trattata la spondilolistesi L5-S1?

Il trattamento può essere conservativo, come la fisioterapia per migliorare la stabilità, o chirurgico per casi gravi o refrattari, e la scelta è sempre personalizzata.

Fonti e Riferimenti Scientifici

  1. Padua S et al. (1983). [Therapeutic indications and surgical choices in spondylolisthesis]. Chir Patol Sper. 31:37-42. PubMed
  2. Rinonapoli E et al. (1971). [Spondylolisthesis. Statistical study and results of non-surgical treatment]. Arch Putti Chir Organi Mov. 26:203-17. PubMed
In breve:

  • La spondilolistesi L5-S1 è lo scivolamento in avanti della vertebra L5 sulla vertebra S1.
  • Le cause principali includono difetti congeniti, degenerazione o fratture da stress.
  • I sintomi variano da assenza di dolore a lombalgia, radicolopatia e disfunzioni neurologiche.
  • Il trattamento può essere conservativo (fisioterapia) o chirurgico, a seconda della gravità e dei sintomi.

Comprendere la Spondilolistesi L5-S1: Definizione e Classificazione

La spondilolistesi, dal greco *spondylos* (vertebra) e *olisthesis* (scivolamento), è una condizione in cui una vertebra scivola in avanti su quella immediatamente inferiore. La **spondilolistesi L5-S1** è la forma più frequente, in cui la vertebra L5 scivola ventralmente sul sacro (S1). Questo scivolamento può variare in entità e può essere correlato a diverse eziologie. È importante distinguere la spondilolistesi dalla *spondilolisi*, che è una frattura da stress o un difetto nella *pars interarticularis*, una piccola porzione di osso che collega le faccette articolari superiore e inferiore di una vertebra. La spondilolisi può essere una causa di spondilolistesi, ma non tutte le spondilolisi evolvono in uno scivolamento.

La gravità della spondilolistesi viene generalmente classificata utilizzando il sistema di Meyerding, che valuta la percentuale di scivolamento del corpo vertebrale superiore rispetto a quello inferiore. Questa classificazione è essenziale per guidare le decisioni terapeutiche:

  • Grado I: Scivolamento inferiore al 25%.
  • Grado II: Scivolamento tra il 25% e il 50%.
  • Grado III: Scivolamento tra il 50% e il 75%.
  • Grado IV: Scivolamento tra il 75% e il 100%.
  • Grado V (Spondiloptosi): Scivolamento completo del corpo vertebrale.

I tipi più comuni di spondilolistesi che interessano la regione L5-S1 sono:

  • Spondilolistesi Istmica (o Spondilolitica): Causata da un difetto o una frattura da stress della *pars interarticularis* di L5, spesso bilaterale. È la forma più comune nei giovani atleti e può essere congenita o acquisita a seguito di microtraumi ripetuti in sport che comportano iperestensione lombare.
  • Spondilolistesi Degenerativa: Più comune negli adulti anziani, è il risultato dell’usura e della degenerazione dei dischi intervertebrali e delle faccette articolari, che portano a instabilità e scivolamento senza un difetto della *pars*.
  • Spondilolistesi Displastica: Rara, è una forma congenita dovuta a malformazioni ossee delle faccette articolari di L5 e S1, che permettono lo scivolamento.

Altri tipi, meno comuni, includono la spondilolistesi traumatica (dovuta a fratture acute diverse dalla *pars*), patologica (a causa di malattie ossee) e iatrogena (post-chirurgica). La distinzione del tipo è cruciale poiché influenza la prognosi e le strategie di trattamento.

Eziologia e Fattori di Rischio della Spondilolistesi L5-S1

Le cause dello scivolamento della vertebra L5 su S1 sono multifattoriali e dipendono dal tipo specifico di spondilolistesi.

Per la **spondilolistesi isthmica**, che è prevalentemente riscontrata in soggetti giovani, l’eziologia primaria è un difetto della *pars interarticularis*. Questo difetto può avere una componente genetica, rendendo alcuni individui più predisposti. Tuttavia, il fattore scatenante più riconosciuto è lo stress meccanico ripetitivo sulla colonna lombare, in particolare movimenti di iperestensione e rotazione. Sport come la ginnastica, il sollevamento pesi, il football americano, il wrestling e il diving sono associati a un rischio maggiore di sviluppare una spondilolisi e, di conseguenza, una spondilolistesi. Questi movimenti ripetuti possono portare a fratture da stress nella *pars*, che, non guarendo adeguatamente, possono permettere a L5 di scivolare in avanti su S1.

La **spondilolistesi degenerativa**, d’altra parte, è tipica della popolazione anziana e non è legata a un difetto della *pars*. La sua insorgenza è attribuibile al processo di invecchiamento e alla conseguente degenerazione delle strutture spinali. Con l’avanzare dell’età, i dischi intervertebrali perdono altezza e idratazione, le faccette articolari possono sviluppare artrosi e i legamenti spinali possono allentarsi, portando a una progressiva instabilità del segmento vertebrale. Questo squilibrio strutturale, combinato con i carichi assiali e i movimenti quotidiani, può indurre lo scivolamento di una vertebra sull’altra. Sebbene più comune a livello L4-L5, può interessare anche L5-S1. Fattori di rischio per la forma degenerativa includono l’età avanzata, il sesso femminile, l’obesità e la presenza di artrosi spinale preesistente.

Altri fattori di rischio generali per lo sviluppo o la progressione della **spondilolistesi L5-S1** possono includere:

  • Storia familiare: Una predisposizione genetica può aumentare il rischio.
  • Postura e biomeccanica: Una lordosi lombare eccessiva o una debolezza dei muscoli del core possono contribuire all’instabilità.
  • Traumi: Sebbene meno comuni come causa primaria, traumi acuti possono aggravare una condizione preesistente o causare una spondilolistesi traumatica.
  • Patologie ossee: Condizioni come l’osteogenesi imperfetta o tumori possono compromettere l’integrità ossea e favorire lo scivolamento.

Comprendere l’eziologia è fondamentale per personalizzare il piano di trattamento e per consigliare misure preventive, specialmente nei soggetti a rischio.

Manifestazioni Cliniche: Sintomi della Spondilolistesi L5-S1

I sintomi della **spondilolistesi L5-S1** sono estremamente variabili e non sempre correlati direttamente al grado di scivolamento. Molti individui con spondilolistesi di grado I o II possono rimanere completamente asintomatici per anni, o addirittura per tutta la vita, con la condizione scoperta incidentalmente durante indagini radiologiche per altre ragioni. Tuttavia, quando i sintomi si manifestano, possono avere un impatto significativo sulla qualità di vita.

Il sintomo più comune è la **lombalgia**, ovvero dolore nella parte bassa della schiena. Questo dolore è tipicamente:

  • Localizzato nella regione lombosacrale.
  • Aggravato dall’attività fisica, specialmente quelle che comportano estensione lombare, sollevamento di pesi o torsioni.
  • Alleviato dal riposo o da posizioni in flessione.
  • Può essere sordo e costante o acuto e intermittente.

Oltre alla lombalgia, lo scivolamento della vertebra L5 può comprimere le radici nervose adiacenti, in particolare la radice L5 o S1, portando a sintomi di **radicolopatia**. Questi includono:

  • Sciatica: Dolore che si irradia dal gluteo lungo la parte posteriore della coscia e della gamba, potenzialmente fino al piede.
  • Parestesie: Sensazioni di intorpidimento, formicolio o “spilli e aghi” lungo il percorso del nervo.
  • Debolezza motoria: Difficoltà a sollevare il piede (deficit del dorsiflessore per L5) o a camminare in punta di piedi (deficit del flessore plantare per S1).
  • Deficit sensitivi: Aree di ridotta sensibilità nella gamba o nel piede.

Nei casi più gravi o con scivolamento significativo, si può manifestare una **claudicatio neurogena**, in cui il dolore, l’intorpidimento o la debolezza alle gambe peggiorano con la deambulazione o la stazione eretta e migliorano sedendosi o flettendo la schiena. Questo è dovuto alla compressione delle strutture nervose all’interno del canale spinale, che si restringe ulteriormente in estensione.

Altri segni e sintomi possono includere:

  • Rigidità dei muscoli posteriori della coscia (hamstring tightness): Un meccanismo di difesa del corpo per stabilizzare il bacino e ridurre l’iperestensione lombare.
  • Alterazioni posturali: Una postura “a papera” (iperlordosi lombare marcata) o, al contrario, un appiattimento della lordosi lombare nel tentativo di ridurre il dolore.
  • Palpazione: In alcuni casi, può essere percepibile un “gradino” a livello delle apofisi spinose.

È fondamentale prestare attenzione a sintomi di allarme come:

  • Sindrome della cauda equina: Debolezza bilaterale e progressiva alle gambe, anestesia a sella (intorpidimento nella zona dei genitali e del perineo), disfunzione intestinale o vescicale (incontinenza o ritenzione urinaria). Questa è un’emergenza medica che richiede un intervento chirurgico immediato.

La variabilità dei sintomi sottolinea l’importanza di una valutazione medica e fisioterapica approfondita per ogni individuo.

Diagnosi della Spondilolistesi L5-S1

La diagnosi di **spondilolistesi L5-S1** si basa su un’accurata anamnesi, un esame obiettivo dettagliato e indagini di imaging.

L’**anamnesi** raccoglie informazioni sui sintomi del paziente, inclusa la localizzazione, la natura e l’intensità del dolore, i fattori che lo aggravano o lo alleviano, la presenza di sintomi neurologici (intorpidimento, formicolio, debolezza) e l’impatto sulla vita quotidiana. Si indaga anche sulla storia clinica, precedenti traumi, attività sportive o lavorative e familiarità per patologie spinali.

L’**esame obiettivo** include:

  • Valutazione posturale: Ricerca di alterazioni della lordosi lombare o della deambulazione.
  • Palpazione: Per identificare aree di dolorabilità o la presenza di un “gradino” tra le vertebre.
  • Valutazione della mobilità: Misurazione del range di movimento della colonna lombare, notando se specifici movimenti (es. estensione) aggravano il dolore.
  • Esame neurologico: Valutazione della forza muscolare (per individuare deficit L5 o S1), della sensibilità cutanea e dei riflessi osteotendinei (rotuleo e achilleo).
  • Test specifici: Il test di Lasègue (straight leg raise) per valutare la tensione radicolare.
  • Test di tensione degli ischiocrurali: Spesso questi muscoli sono accorciati.

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Le **indagini di imaging** sono essenziali per confermare la diagnosi e determinarne il grado e il tipo:

  • Radiografie (Raggi X) della colonna lombosacrale: Sono l’esame di prima linea. Vengono eseguite proiezioni antero-posteriore e laterale, quest’ultima in carico (ortostatismo) per valutare lo scivolamento e classificarlo secondo Meyerding. Proiezioni oblique possono essere utili per visualizzare un difetto della *pars interarticularis*. Le radiografie in flessione ed estensione (dinamiche) possono rivelare l’instabilità del segmento vertebrale.
  • Tomografia Computerizzata (TC): Offre una visualizzazione più dettagliata delle strutture ossee rispetto alle radiografie. È particolarmente utile per identificare e caratterizzare i difetti della *pars interarticularis* (spondilolisi) e per valutare il grado di stenosi (restringimento del canale vertebrale o vascolare) del canale spinale o dei forami di coniugazione.
  • Risonanza Magnetica (RM): È l’esame più indicato per valutare i tessuti molli, come i dischi intervertebrali, i legamenti, il midollo spinale e le radici nervose. La RM può identificare la compressione delle radici nervose causata dallo scivolamento o da altre patologie concomitanti (es. ernia del disco, stenosi spinale). È cruciale per la pianificazione chirurgica.
  • Scintigrafia ossea: Raramente utilizzata, può essere impiegata per identificare una frattura della *pars* attiva e non consolidata, indicando un processo infiammatorio in corso.

La combinazione di queste informazioni permette al medico di formulare una diagnosi precisa e di delineare il percorso terapeutico più appropriato.

Gestione Conservativa: Il Ruolo della Fisioterapia

La gestione conservativa è il trattamento di prima scelta per la maggior parte dei pazienti con **spondilolistesi L5-S1**, specialmente quelli con scivolamento di basso grado (I o II) e sintomi lievi o moderati. L’obiettivo principale è alleviare il dolore, migliorare la funzionalità e stabilizzare la colonna vertebrale attraverso il potenziamento muscolare e l’educazione posturale. La fisioterapia gioca un ruolo centrale in questo approccio. Per approfondire l’argomento, è possibile consultare testo pertinente.

Il programma fisioterapico viene personalizzato in base alle condizioni del paziente, alla gravità dei sintomi e al tipo di spondilolistesi. Le fasi tipiche includono:

1. **Fase Acuta (Gestione del Dolore):**

  • Riposo relativo: Evitare attività che aggravano il dolore. Un riposo prolungato a letto è sconsigliato.
  • Farmacoterapia: Antinfiammatori non steroidei (FANS) e miorilassanti possono essere prescritti dal medico per ridurre dolore e infiammazione.
  • Terapie fisiche: Applicazioni di caldo o freddo, TENS (stimolazione elettrica nervosa transcutanea), ultrasuoni o laserterapia possono aiutare a gestire il dolore e ridurre la contrattura muscolare.

2. **Fase Subacuta e Cronica (Recupero Funzionale e Stabilizzazione):**
Questa fase si concentra sul ripristino della forza, della flessibilità e del controllo motorio.

  • Esercizi di stabilizzazione del core: Fondamentali per rafforzare i muscoli addominali profondi (trasverso dell’addome) e i muscoli multifidi, che forniscono stabilità segmentaria alla colonna. Questi esercizi sono eseguiti in modo controllato e senza carico eccessivo.
  • Potenziamento dei muscoli glutei: I muscoli glutei sono importanti stabilizzatori del bacino e possono aiutare a ridurre lo stress sulla colonna lombare.
  • Allungamento dei muscoli ischiocrurali: La rigidità degli ischiocrurali è comune e può contribuire al dolore lombare e alle alterazioni posturali. Gli allungamenti devono essere eseguiti con cautela per non aggravare lo scivolamento.
  • Educazione posturale: Insegnamento di posture corrette durante le attività quotidiane, come sedersi, stare in piedi, sollevare oggetti e dormire. Evitare l’iperestensione lombare è cruciale.
  • Modifiche delle attività: Consigli su come adattare le attività lavorative, sportive e ricreative per evitare movimenti che stressano la colonna lombare.
  • Terapia manuale: Mobilizzazioni delicate possono essere utilizzate per migliorare la mobilità dei segmenti adiacenti non interessati dallo scivolamento, ma la manipolazione diretta del segmento scivolato è generalmente controindicata o da eseguire con estrema cautela.

È essenziale che qualsiasi programma di esercizi sia supervisionato da un fisioterapista qualificato, che possa monitorare la tecnica e progredire gli esercizi in sicurezza. L’obiettivo è costruire una “cintura muscolare” interna che supporti la colonna vertebrale e riduca il carico sulla vertebra scivolata.

Esercizi per la Spondilolistesi L5-S1 (con cautela e supervisione)

Gli esercizi proposti di seguito devono essere eseguiti sotto la guida di un fisioterapista. Interrompere immediatamente se si avverte dolore.

1. Tilt Pelvico (Pelvic Tilt)

  • Descrizione: Sdraiati sulla schiena con le ginocchia piegate e i piedi appoggiati a terra. Appiattisci la parte bassa della schiena contro il pavimento, contraendo i muscoli addominali e sollevando leggermente il bacino. Mantieni per alcuni secondi e poi rilascia lentamente.
  • Serie/Ripetizioni: 2-3 serie da 10-15 ripetizioni.
  • Errori Comuni: Spingere con i piedi invece di usare i muscoli addominali; trattenere il respiro; inarcare la schiena.

2. Dead Bug (Insetto Morto)

  • Descrizione: Sdraiati sulla schiena, ginocchia piegate a 90 gradi sopra le anche, braccia tese verso il soffitto. Mantenendo la schiena piatta contro il pavimento, abbassa lentamente un braccio e la gamba opposta verso il pavimento, senza toccare. Ritorna alla posizione di partenza e alterna.
  • Serie/Ripetizioni: 2-3 serie da 8-12 ripetizioni per lato.
  • Errori Comuni: Inarcare la schiena; non controllare il movimento; muovere più di un arto alla volta prima di aver padroneggiato il movimento.

3. Bird-Dog (Cane da Caccia)

  • Descrizione: Posizionati a quattro zampe, mani sotto le spalle e ginocchia sotto le anche. Mantieni la schiena dritta e il core contratto. Estendi lentamente un braccio in avanti e la gamba opposta all’indietro, mantenendo il busto stabile e senza inarcare la schiena. Ritorna lentamente e alterna.
  • Serie/Ripetizioni: 2-3 serie da 10-15 ripetizioni per lato.
  • Errori Comuni: Inarcare la schiena; sollevare troppo gli arti; ruotare il bacino.

4. Allungamento degli Ischiocrurali (Hamstring Stretch)

  • Descrizione: Sdraiati sulla schiena. Porta una gamba verso il petto e afferra la parte posteriore della coscia con le mani. Estendi lentamente il ginocchio cercando di raddrizzare la gamba verso il soffitto, finché non senti una tensione moderata nella parte posteriore della coscia. Mantieni la schiena a terra.
  • Serie/Ripetizioni: 2-3 ripetizioni per gamba, mantenendo l’allungamento per 20-30 secondi.
  • Errori Comuni: Trazionare troppo forte; inarcare la schiena; bloccare la respirazione.

La costanza e la corretta esecuzione sono fondamentali per il successo della terapia conservativa.

Opzioni Chirurgiche: Quando Operare per la Spondilolistesi L5-S1

L’intervento chirurgico per la **spondilolistesi L5-S1** è generalmente considerato solo dopo che un periodo adeguato di trattamento conservativo (solitamente da 6 a 12 mesi) non ha portato a un significativo miglioramento dei sintomi o in presenza di indicazioni specifiche. La decisione di operare è complessa e deve essere presa in collaborazione tra il paziente, il chirurgo ortopedico o neurochirurgo e il fisioterapista, valutando attentamente i potenziali benefici e rischi. Per maggiori dettagli, è possibile consultare testo pertinente.

Le principali indicazioni per l’intervento chirurgico includono:

  • Dolore persistente e grave: Una lombalgia o una radicolopatia intrattabile, che non risponde alla terapia conservativa e che compromette significativamente la qualità di vita del paziente.
  • Deficit neurologici progressivi: Debolezza muscolare, intorpidimento o formicolio che peggiorano nel tempo, indicando una compressione nervosa in progressione.
  • Sindrome della cauda equina: Questa è un’emergenza chirurgica e richiede un intervento immediato per prevenire danni neurologici permanenti. I sintomi includono debolezza bilaterale alle gambe, anestesia a sella e disfunzione intestinale/vescicale.
  • Scivolamento progressivo: In particolare nei bambini e negli adolescenti con spondilolistesi di alto grado (Grado III o superiore), dove c’è il rischio di un ulteriore significativo scivolamento.
  • Instabilità spinale documentata: Evidenziata da radiografie dinamiche, che suggerisce un rischio di progressione e sintomi.

Gli obiettivi principali dell’intervento chirurgico sono la decompressione delle strutture nervose compresse e la stabilizzazione del segmento vertebrale interessato. Le procedure più comuni includono:

  • Decompressione:
    • Laminectomia: Rimozione parziale o totale della lamina vertebrale per alleviare la pressione sul midollo spinale o sulle radici nervose.
    • Foraminotomia: Allargamento del forame intervertebrale per decomprimere la radice nervosa che lo attraversa.

    La decompressione da sola è raramente eseguita per la spondilolistesi, poiché rimuovendo parte dell’osso si può aumentare l’instabilità e il rischio di ulteriore scivolamento. È quasi sempre associata a una fusione.

  • Fusione Spinale (Artrodesi):
    Questa è la componente più importante della chirurgia per la spondilolistesi. Consiste nel fondere due o più vertebre adiacenti per creare un blocco osseo solido, eliminando il movimento nel segmento interessato e prevenendo ulteriori scivolamenti.

    • Fusione posterolaterale: Si posiziona innesto osseo tra i processi trasversi delle vertebre L5 e S1.
    • Fusione intersomatica: L’innesto osseo viene posizionato nello spazio discale tra i corpi vertebrali. Le tecniche comuni includono:
      • PLIF (Posterior Lumbar Interbody Fusion): L’approccio è posteriore.
      • TLIF (Transforaminal Lumbar Interbody Fusion): Una variante del PLIF con un approccio più laterale attraverso il forame.
      • ALIF (Anterior Lumbar Interbody Fusion): L’approccio è anteriore, attraverso l’addome.

    La fusione è spesso rinforzata con l’uso di strumentazione interna, come viti peduncolari e barre metalliche, per fornire stabilità immediata e favorire la guarigione dell’innesto osseo.

  • Riduzione dello scivolamento: In alcuni casi, specialmente per scivolamenti di alto grado, il chirurgo può tentare di riallineare parzialmente la vertebra scivolata prima della fusione. Questa procedura è più complessa e comporta maggiori rischi neurologici.
  • Buell TJ, Yener U, Wang TR, et al. (2020) Sacral insufficiency fractures after lumbosacral arthrodesis: salvage lumbopelvic fixation and a proposed management algorithm. J Neurosurg Spine. DOI | PubMed

**Rischi e Benefici:**
I benefici attesi dall’intervento chirurgico includono una significativa riduzione del dolore, miglioramento della funzione neurologica e prevenzione di ulteriori danni. Tuttavia, come ogni procedura chirurgica maggiore

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente educativa e informativa. Non sostituiscono il parere del medico o del fisioterapista. Per diagnosi e trattamento rivolgersi al proprio medico o fisioterapista di fiducia.