- Per prevenire la tendinite ai peronei, è fondamentale gestire il carico di allenamento e scegliere calzature adeguate.
- Distorsioni ripetute della caviglia possono causare instabilità, sovraccaricando i tendini peronei e favorendo la tendinite.
- Dolore persistente e gonfiore dietro il malleolo esterno, specialmente durante l’attività, indicano una possibile tendinite.
- È importante consultare uno specialista per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato.
Indice
- Anatomia
- Cause
- Sovraccarico meccanico
- Instabilità cronica di caviglia
- Anomalie anatomiche
- Fattori di rischio
- Classificazione
- Tendinopatia (tendinosi)
- Tenosinovite
- Lesione longitudinale
- Sublussazione/lussazione dei tendini peronei
- Sintomi
- Segnali di allarme
- Diagnosi
- Esame clinico
- Esami strumentali
- Trattamento Conservativo
- Fase 1 — Riduzione del dolore (settimane 1-3)
- Fase 2 — Riabilitazione (settimane 3-8)
- Fase 3 — Ritorno allo sport (settimane 8-12)
- Trattamento Chirurgico
- Tempi di Recupero
- Prevenzione
- Domande Frequenti (FAQ)
- La tendinite dei peronei guarisce?
- Come distinguere la tendinite dei peronei da una distorsione?
- Posso correre con la tendinite dei peronei?
- Il tutore di caviglia serve?
- Approfondisci
- Prodotti Consigliati per il Supporto Riabilitativo
- Fonti e Riferimenti Scientifici
Anatomia

I muscoli peronei (o fibulari) sono due:
- Peroneo lungo: origina dal terzo prossimale della fibula, il suo tendine decorre dietro il malleolo laterale, passa sotto il piede e si inserisce sulla base del primo metatarso e sul cuneiforme mediale. Funzione: eversione del piede e stabilizzazione del primo raggio
- Peroneo breve: origina dal terzo distale della fibula, il suo tendine decorre dietro il malleolo laterale e si inserisce sulla base del quinto metatarso. Funzione: eversione del piede e plantarflessione
Entrambi i tendini passano in una doccia retro-malleolare (solco dei peronei), trattenuti dal retinacolo superiore dei peronei. Questo punto è il sito più frequente di patologia tendinea.
Cause
Sovraccarico meccanico
- Aumento improvviso del carico di allenamento (corsa, salti)
- Terreni irregolari: trail running, escursionismo su sentieri sconnessi
- Movimenti ripetitivi di eversione: corsa su superfici inclinate, cambi di direzione
- Calzature inadeguate: scarpe con scarso supporto laterale
Instabilità cronica di caviglia
L’instabilità cronica dopo distorsioni ripetute è la causa più frequente di tendinopatia peroneale. La lassità legamentosa laterale costringe i peronei a un lavoro eccessivo come stabilizzatori dinamici.
Anomalie anatomiche
- Piede cavo o varo: aumenta lo stress sui peronei per l’inversione del retropiede
- Solco retro-malleolare poco profondo: predispone alla sublussazione dei tendini
- Peroneus quartus: muscolo soprannumerario che riduce lo spazio nel canale dei peronei
- Os peroneum: osso accessorio nel tendine del peroneo lungo che può causare attrito
Fattori di rischio
| Fattore | Meccanismo |
|---|---|
| Distorsioni di caviglia ripetute | Instabilità → sovraccarico |
| Piede cavo/varo | Stress biomeccanico |
| Running su trail | Terreno irregolare |
| Calciatori, ballerini | Movimenti rapidi di eversione |
| Calzature rigide (sci, pattinaggio) | Pressione diretta sul tendine |
Classificazione
Tendinopatia (tendinosi)
Degenerazione cronica del tendine senza vera componente infiammatoria acuta. Il tendine appare ispessito, disorganizzato, con possibili fessurazioni longitudinali.
Tenosinovite
Infiammazione della guaina sinoviale che riveste i tendini nel loro passaggio retro-malleolare. Si manifesta con gonfiore, crepitio e dolore.
Lesione longitudinale
Fessurazione del tendine nel suo decorso, più frequente nel peroneo breve (che viene “schiacciato” tra il peroneo lungo e il malleolo).
Sublussazione/lussazione dei tendini peronei
I tendini scivolano sopra il malleolo laterale per insufficienza del retinacolo. Può avvenire acutamente (dopo trauma) o essere ricorrente.
Sintomi
- Dolore laterale alla caviglia, dietro e sotto il malleolo esterno
- Gonfiore lungo il decorso dei tendini (retro-malleolare)
- Dolore che peggiora con l’attività, la corsa, il cammino su terreni irregolari
- Crepitio palpabile lungo i tendini durante il movimento
- Sensazione di instabilità della caviglia
- Dolore alla dorsiflessione e eversione resistita del piede
- Nella sublussazione: sensazione di scatto dietro il malleolo durante i movimenti
Segnali di allarme
- Dolore acuto dopo una distorsione che non migliora dopo 4-6 settimane
- Scatto ricorrente dietro il malleolo laterale
- Debolezza nell’eversione del piede
- Gonfiore persistente laterale alla caviglia
Diagnosi
Esame clinico
- Palpazione: dolore lungo il decorso dei tendini peronei, dalla retro-malleolare alla base del quinto metatarso
- Eversione resistita: dolore e/o debolezza
- Test di sublussazione: dorsi-flessione ed eversione attiva contro resistenza, si cerca lo scatto retro-malleolare
- Test del single leg heel raise in eversione: valuta la funzione del peroneo
- Valutazione della stabilità legamentosa: cassetto anteriore e tilt astragalico
Esami strumentali
- Ecografia: primo esame strumentale, visualizza il tendine (ispessimento, fessurazioni, liquido nella guaina), valutazione dinamica della sublussazione
- Risonanza magnetica: gold standard per fessurazioni longitudinali, tendinosi, lesioni associate
- Radiografia: esclude fratture, os peroneum, calcificazioni
Trattamento Conservativo
L’anatomia è la scienza che studia la struttura e l’organizzazione degli organi e dei tessuti del corpo umano, fondamentale per comprendere il funzionamento dell’apparato locomotore. Efficace nel 70-80% dei casi di tendinopatia senza lesione strutturale.
Fase 1 — Riduzione del dolore (settimane 1-3)
- Riduzione temporanea delle attività provocatrici
- Crioterapia: 15-20 minuti, 3-4 volte al giorno
- FANS topici sulla regione retro-malleolare
- Tutore di caviglia o taping per stabilizzare e ridurre lo stress sui peronei
- Calzature con buon supporto laterale
Fase 2 — Riabilitazione (settimane 3-8)
Esercizi eccentrici dei peronei:
- Seduto, piede sul bordo di un gradino. Partire in eversione e scendere lentamente in inversione (fase eccentrica). 3 serie da 15, una volta al giorno
Rinforzo isometrico e concentrico:
- Eversione contro resistenza elastica: 15 ripetizioni, 3 serie
- Inversione contro resistenza: 15 ripetizioni (rinforzo del tibiale posteriore per bilanciamento)
- Dorsiflessione e plantarflessione con elastico
propriocezione (capacità di percepire posizione e movimento del corpo) e stabilità:
- Stazione monopodalica: 30 secondi, 3 ripetizioni per lato. Progressione: occhi chiusi, superficie instabile
- Propriocezione su tavola oscillante
- Single leg squat con focus sulla stabilità della caviglia
Stretching:
- Stretching del polpaccio (gastrocnemio e soleo)
- Stretching dei peronei: inversione dolce del piede mantenuta 30 secondi
Terapia strumentale:
Consiglio pratico
La crioterapia nelle fasi acute riduce l’infiammazione mentre la termoterapia favorisce la vascolarizzazione nelle fasi croniche.
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- Ultrasuoni terapeutici pulsati
- Laserterapia ad alta potenza
- Onde d’urto focali (nella tendinopatia cronica resistente)
Fase 3 — Ritorno allo sport (settimane 8-12)
- Corsa progressiva su superfici piane
- Introduzione graduale di terreni irregolari
- Esercizi pliometrici: salti controllati, atterraggi monopodalici
- Agility drills: cambi di direzione, navetta
- Taping o tutore durante il ritorno allo sport
Trattamento Chirurgico
Indicato nel 20-30% dei casi che non rispondono a 3-6 mesi di trattamento conservativo.
- Debridement e sinoviectomia: pulizia del tendine e della guaina
- Riparazione della lesione longitudinale: sutura tubulare del tendine
- Approfondimento della doccia retro-malleolare: in caso di solco piatto predisponente alla sublussazione
- Ricostruzione del retinacolo: per la sublussazione ricorrente
- Tenodesi: nelle lesioni estese del peroneo breve, con trasferimento al peroneo lungo
Tempi di Recupero
| Trattamento | Attività quotidiane | Sport |
|---|---|---|
| Conservativo | 3-4 settimane | 8-12 settimane |
| Post-debridement | 4-6 settimane | 3-4 mesi |
| Post-ricostruzione retinacolo | 6-8 settimane | 4-6 mesi |
Prevenzione
- Propriocezione: esercizi di equilibrio su una gamba dopo ogni distorsione
- Rinforzo dei peronei e del tibiale posteriore: bilancio muscolare laterale della caviglia
- Calzature adeguate: con buon supporto laterale per il terreno praticato
- Riscaldamento: prima dell’attività su terreni irregolari
- Trattamento delle distorsioni: riabilitazione completa, non solo riposo
- Taping preventivo: durante l’attività sportiva ad alto rischio
Domande Frequenti (FAQ)
Sì, nella maggioranza dei casi la tendinopatia peroneale guarisce con il trattamento conservativo. Il recupero richiede costanza nella riabilitazione e una ripresa graduale dell’attività. Le forme croniche con lesioni strutturali possono richiedere un trattamento chirurgico con buoni risultati.
La distorsione provoca dolore acuto, gonfiore immediato e instabilità dopo un trauma in inversione. La tendinopatia peroneale ha un esordio graduale, con dolore retro-malleolare che peggiora con l’attività. Spesso le due condizioni coesistono: l’instabilità da distorsione causa il sovraccarico dei peronei.
Nelle fasi acute dolorose è consigliabile ridurre o sospendere la corsa. Dopo il miglioramento iniziale, si può riprendere gradualmente su superfici piane con calzature adeguate e taping. Il trail running andrebbe reintrodotto per ultimo. Il dolore è la guida: se il dolore è inferiore a 3/10 durante e dopo la corsa, il carico è accettabile.
Il tutore o il taping possono essere utili nella fase acuta per ridurre lo stress sui tendini e nella fase di ritorno allo sport come protezione. Non devono però sostituire la riabilitazione: i muscoli peronei devono essere rinforzati per garantire una stabilità duratura della caviglia.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico o del fisioterapista di fiducia. In caso di dolore laterale alla caviglia persistente, è importante rivolgersi al proprio medico per una valutazione accurata.
Domande Frequenti
La tendinite dei peronei guarisce?
La tendinite dei peronei è una condizione che può migliorare significativamente con un trattamento adeguato e tempestivo. Il percorso di recupero dipende dalla gravità e dalla risposta alle terapie, che possono includere approcci conservativi o, in alcuni casi, chirurgici.
Come distinguere la tendinite dei peronei da una distorsione?
La tendinite dei peronei si manifesta tipicamente con dolore persistente e gonfiore dietro il malleolo esterno, che peggiora con l’attività fisica. Una distorsione acuta, invece, è solitamente associata a un evento traumatico specifico, con dolore immediato, gonfiore e talvolta ecchimosi.
Posso correre con la tendinite dei peronei?
La corsa è generalmente sconsigliata nelle fasi iniziali della tendinite dei peronei per evitare di aggravare l’infiammazione e il dolore. Il ritorno all’attività sportiva, inclusa la corsa, deve essere graduale e supervisionato da un professionista, seguendo un piano di riabilitazione specifico.
Il tutore di caviglia serve?
L’utilizzo di un tutore di caviglia può essere utile in determinate fasi del trattamento della tendinite dei peronei, specialmente in presenza di instabilità della caviglia. Fornisce supporto e limita i movimenti eccessivi, contribuendo a ridurre il carico sui tendini e a favorire la guarigione.
Per un quadro completo, consulta la guida completa al dolore al piede e caviglia.
Fonti e Riferimenti Scientifici
- Davda K, Malhotra K, O’Donnell P, et al. Peroneal tendon disorders. EFORT Open Rev. 2017;2(6):281-292. DOI: 10.1302/2058-5241.2.160047
- Roster B, Michelier P, Giza E. Peroneal tendon disorders. Clin Sports Med. 2015;34(4):625-641. DOI: 10.1016/j.csm.2015.06.003
- van Dijk PA, Kerkhoffs GM, Chiodo C, DiGiovanni CW. Peroneal tendon disorders: a review. Foot Ankle Surg. 2019;25(1):1-8. DOI: 10.1016/j.fas.2018.01.003
- Daumas L et al. – “[Congenital convex talus. Methods and results of a single-stage surgical correction].” – Rev Chir Orthop Reparatrice Appar Mot, 1995
Riferimenti scientifici
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