Borsite Retrocalcaneare

In breve:

  • La borsite retrocalcaneare è un’infiammazione dolorosa del tallone che può limitare gravemente le normali attività quotidiane e sportive.
  • Questa infiammazione è spesso causata da sovraccarico funzionale o un aumento improvviso dell’allenamento, specialmente in attività intense.
  • Comprendere le cause e la biomeccanica è fondamentale per impostare un percorso terapeutico efficace, evitando la cronicizzazione.
  • Un trattamento tempestivo e mirato è essenziale per ridurre il dolore, ripristinare la funzione e prevenire future recidive.

Il dolore al tallone è una delle problematiche muscolo-scheletriche più frequenti, in grado di limitare severamente sia le normali attività quotidiane che la pratica sportiva. Tra le diverse patologie che possono affliggere questa regione anatomica, la Borsite Retrocalcaneare rappresenta una condizione infiammatoria particolarmente insidiosa e dolorosa. Si tratta di un’infiammazione a carico della borsa sinoviale situata nello spazio compreso tra la superficie anteriore del tendine di Achille e la tuberosità posteriore dell’osso calcaneare. Comprendere a fondo l’anatomia, la biomeccanica e le cause scatenanti di questo disturbo è fondamentale per impostare un percorso terapeutico e riabilitativo efficace, evitando che la condizione diventi cronica e invalidante.

Per un quadro generale sulle problematiche del piede, fare riferimento alla guida completa dedicata.

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Cos’è la Borsite Retrocalcaneare: Anatomia e Fisiopatologia

Borsite Retrocalcaneare

Per comprendere la natura della patologia, è necessario fare un passo indietro e analizzare l’anatomia del retropiede. Le borse sinoviali sono piccole sacche ripiene di liquido viscoso (liquido sinoviale) che fungono da cuscinetti ammortizzatori all’interno del corpo umano. Il loro scopo principale è quello di ridurre l’attrito e lo sfregamento tra strutture diverse, come ossa, tendini e muscoli, durante il movimento.

Nella regione del tallone, esistono due borse principali:

  • La borsa retrocalcaneare (o profonda): Situata tra il tendine di Achille e l’osso del calcagno. È questa la struttura coinvolta nella patologia in esame.
  • La borsa sottocutanea calcaneare (o superficiale): Situata tra la pelle e la porzione posteriore del tendine di Achille.

Durante il ciclo del passo, la corsa o il salto, il tendine di Achille è sottoposto a forze di trazione immense. La borsa retrocalcaneare protegge il tendine dallo sfregamento contro l’osso calcaneare. Tuttavia, quando questa zona viene sottoposta a stress meccanici ripetitivi, microtraumi o compressioni anomale, la borsa reagisce infiammandosi. Le pareti della borsa si ispessiscono, la produzione di liquido sinoviale aumenta a dismisura e la sacca si gonfia, creando una pressione dolorosa all’interno di uno spazio anatomico già molto ristretto. Questo processo fisiopatologico porta a una limitazione funzionale significativa della caviglia e del piede.

Cause e Fattori di Rischio

L’insorgenza di questa condizione infiammatoria è raramente legata a un singolo evento traumatico acuto. Più frequentemente, è il risultato di una combinazione di fattori biomeccanici, ambientali e legati allo stile di vita. Le cause principali e i fattori di rischio includono:

  • Sovraccarico Funzionale (Overuse): È la causa più comune, specialmente negli atleti. Attività che richiedono contrazioni ripetute del polpaccio, come la corsa (in particolare in salita), i salti, la danza o il tennis, sottopongono la borsa a uno stress continuo. Un aumento improvviso del volume, dell’intensità o della frequenza degli allenamenti è un classico fattore scatenante.
  • Anomalie Anatomiche e Biomeccaniche:
  • Sindrome di Haglund (o Deformità di Haglund): Consiste in una prominenza ossea anomala sulla parte postero-superiore del calcagno. Questa sporgenza ossea agisce come uno sperone che, durante la flessione dorsale della caviglia, comprime e irrita meccanicamente la borsa retrocalcaneare e il tendine di Achille.
  • Iperpronazione del piede: Un piede che cede eccessivamente verso l’interno durante la deambulazione altera l’asse di trazione del tendine di Achille, creando forze di taglio anomale che irritano la borsa.
  • Piede cavo: Un arco plantare eccessivamente rigido e alto riduce la capacità di ammortizzazione del piede, trasferendo maggiori forze d’impatto al tallone.
  • Calzature Inadeguate: L’uso di scarpe con un contrafforte posteriore (la parte della scarpa che avvolge il tallone) troppo rigido, stretto o usurato può esercitare una pressione diretta sulla zona, innescando l’infiammazione. Anche il passaggio improvviso da scarpe con tacco alto a scarpe piatte (o viceversa) altera la tensione sul tendine e sulla borsa.
  • Retrazione e Rigidità Muscolare: Una muscolatura del polpaccio (muscoli gastrocnemio e soleo) eccessivamente tesa e poco flessibile mantiene il tendine di Achille in uno stato di trazione costante, schiacciando la borsa contro l’osso calcaneare anche a riposo.
  • Fattori Sistemici: Sebbene meno frequenti, alcune patologie sistemiche di natura reumatologica o metabolica, come l’artrite reumatoide, la gotta o la spondiloartrite anchilosante, possono predisporre all’infiammazione delle borse sinoviali in tutto il corpo, inclusa quella retrocalcaneare.

Sintomi e Segni Clinici

Il quadro sintomatologico è generalmente molto chiaro, sebbene possa variare in intensità a seconda della fase (acuta o cronica) dell’infiammazione. I sintomi principali includono:

  • Dolore localizzato: Il sintomo cardine è un dolore acuto e trafittivo, oppure sordo e pulsante, localizzato esattamente nella parte posteriore del tallone, in profondità, appena davanti all’inserzione del tendine di Achille.
  • Dolore alla palpazione: Esercitando una pressione a “pinza” con due dita (pollice e indice) ai lati del tendine di Achille, appena sopra la sua inserzione sul calcagno, si evoca un dolore acuto. Questo è un segno clinico distintivo.
  • Gonfiore e Tumefazione: La zona appare visibilmente gonfia. Al tatto, si può percepire una consistenza spugnosa o fluttuante ai lati del tendine, dovuta all’accumulo di liquido all’interno della borsa.
  • Arrossamento e Calore: Nelle fasi più acute, la pelle sovrastante può presentarsi eritematosa (arrossata) e calda al tatto, chiari segni del processo infiammatorio in atto.
  • Rigidità mattutina: Il paziente riferisce spesso una forte rigidità e dolore ai primi passi appena scesi dal letto al mattino, o dopo un periodo prolungato di inattività (ad esempio, alzandosi da una sedia dopo aver lavorato al computer). Il dolore tende a diminuire leggermente dopo i primi minuti di cammino, per poi riacutizzarsi se l’attività si prolunga.
  • Dolore sotto sforzo: Il dolore si esacerba tipicamente camminando in salita, salendo le scale, correndo o mettendosi in punta di piedi. Tutte queste azioni richiedono una forte contrazione del polpaccio che schiaccia la borsa infiammata.
  • Zoppia: Nei casi severi, il dolore costringe il paziente ad alterare il proprio schema del passo (zoppia di fuga) per evitare di caricare il peso sul tallone colpito.

Diagnosi: Come Riconoscere la Borsite Retrocalcaneare

Una diagnosi accurata e tempestiva è il prerequisito essenziale per un trattamento di successo. Il processo diagnostico si basa principalmente sull’esame clinico, supportato da indagini strumentali per confermare il sospetto e, soprattutto, per escludere altre patologie con sintomi simili (diagnosi differenziale).

L’esame clinico prevede un’accurata anamnesi (storia clinica del paziente, abitudini sportive, calzature utilizzate) e un esame obiettivo. Il professionista valuterà la postura del piede, l’arco plantare, la mobilità della caviglia e la flessibilità del polpaccio. Verranno eseguiti test palpatori specifici per localizzare l’esatta origine del dolore.

La diagnosi differenziale è cruciale. È necessario distinguere questa patologia da:

  • Tendinopatia inserzionale dell’Achilleo: Spesso coesiste con la borsite, ma richiede accorgimenti riabilitativi parzialmente diversi.
  • Borsite sottocutanea: Più superficiale e visibile, spesso causata solo dallo sfregamento della scarpa.
  • Fascite plantare: Il dolore è tipicamente localizzato sotto il tallone, non dietro.
  • Frattura da stress del calcagno: Sospettabile in caso di aumenti drastici dei carichi di allenamento, richiede indagini radiologiche specifiche.

Per quanto riguarda la diagnostica per immagini:

Consiglio pratico

La crioterapia locale favorisce la riduzione dell’infiammazione e del dolore nella fase acuta della borsite.


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  • Ecografia muscolo-scheletrica: È l’esame di prima linea, considerato il “gold standard” per questa patologia. È dinamico, non invasivo e permette di visualizzare chiaramente l’ispessimento delle pareti della borsa, l’eventuale versamento liquido (iperemia al color doppler) e lo stato del tendine di Achille.
  • Radiografia (RX): Non mostra i tessuti molli come la borsa, ma è fondamentale per valutare la componente ossea. Permette di identificare la presenza di una Deformità di Haglund (sperone osseo) o di calcificazioni intratendinee.
  • Risonanza Magnetica (RMN): Viene riservata ai casi più complessi, ribelli al trattamento conservativo, o quando si sospettano lesioni associate più gravi a carico del tendine o dell’osso.

Trattamento Conservativo e Fisioterapico

Il trattamento di elezione è di tipo conservativo e fisioterapico. L’approccio deve essere multimodale e progressivo, adattandosi alla fase clinica in cui si trova il paziente. L’obiettivo non è solo spegnere l’infiammazione, ma correggere le cause biomeccaniche per evitare recidive.

Fase Acuta: Gestione del Dolore e dell’Infiammazione

In questa fase, che dura generalmente dai 3 ai 7 giorni, l’obiettivo primario è ridurre la sintomatologia dolorosa e il versamento intraborsale.

  • Riposo Relativo: Sospensione immediata delle attività sportive o lavorative che evocano il dolore (corsa, salti). Non è indicato il riposo assoluto a letto, ma una modulazione del carico.
  • Crioterapia (Ghiaccio): Applicazioni di ghiaccio per 15-20 minuti, 3-4 volte al giorno, per sfruttare l’effetto vasocostrittore e analgesico.
  • Rialzo calcaneare (Talloniera): L’inserimento temporaneo di un piccolo rialzo (1-1.5 cm) in entrambe le scarpe riduce la tensione del tendine di Achille e, di conseguenza, la pressione meccanica sulla borsa retrocalcaneare.
  • Terapie Fisiche Strumentali: In questa fase sono estremamente utili terapie ad alta tecnologia per accelerare il processo antinfiammatorio. La Laserterapia ad alta potenza (Nd:YAG) ha un eccellente effetto antiedemigeno e biostimolante. La Tecarterapia, utilizzata in modalità atermica (senza calore), favorisce il drenaggio linfatico del versamento.
  • Terapia Farmacologica: Sotto stretto consiglio medico, l’uso di FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei) per via topica o sistemica può aiutare a controllare la fase acuta.

Fase Sub-acuta: Recupero della Mobilità e Flessibilità

Una volta ridotto il dolore acuto, l’attenzione si sposta sul ripristino della corretta biomeccanica del retropiede.

  • Terapia Manuale e Massaggio Trasverso Profondo: Tecniche di rilascio miofasciale mirate ai muscoli del polpaccio (gastrocnemio e soleo) per ridurre le tensioni che si ripercuotono sul tendine.
  • Mobilizzazione Articolare: Ripristino del corretto scivolamento (joint play) dell’articolazione tibio-tarsica e sottoastragalica, spesso bloccate a causa del dolore e della postura antalgica.
  • Onde d’Urto Focali (ESWT): Se la condizione tende a cronicizzare o in presenza di una sindrome di Haglund, le onde d’urto rappresentano una terapia di eccellenza. Stimolano la neoangiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni), disgregano eventuali micro-calcificazioni e innescano un potente processo rigenerativo tissutale.

Fase di Rinforzo e Ritorno all’Attività

L’ultima fase prevede il ricondizionamento della struttura per sopportare nuovamente i carichi sportivi o lavorativi.

  • Gestione del Carico (Load Management): Reintroduzione graduale delle attività. Il tendine e la borsa devono essere riabituati allo stress meccanico in modo progressivo, monitorando costantemente la risposta al dolore (che non deve mai superare un punteggio di 3 su una scala da 0 a 10 durante o dopo l’esercizio).
  • Esercizio Terapeutico: È il pilastro di questa fase (dettagliato nella sezione successiva).

Esercizi Terapeutici Consigliati

L’esercizio terapeutico deve essere personalizzato e supervisionato. Un errore comune è eseguire esercizi adatti alla tendinopatia achillea mediale (a metà tendine) su una problematica inserzionale come la borsite, peggiorando la situazione.

Esercizi di Stretching

Lo scopo è allungare la catena muscolare posteriore per ridurre la trazione sul calcagno.

  • Stretching del Gastrocnemio: In piedi di fronte a un muro, appoggiare le mani. Portare la gamba da allungare indietro, mantenendo il ginocchio completamente dritto e il tallone ben aderente al suolo. Piegare il ginocchio della gamba anteriore fino a sentire una tensione moderata nel polpaccio posteriore. Mantenere per 30-45 secondi, ripetere 3 volte.
  • Stretching del Soleo: Stessa posizione del precedente, ma questa volta piegare leggermente anche il ginocchio della gamba posteriore, mantenendo sempre il tallone a terra. La tensione si sposterà più in basso, verso il tendine di Achille. Mantenere 30-45 secondi, 3 serie.

Esercizi di Rinforzo Eccentrico e Isometrico

Il rinforzo è fondamentale per migliorare la capacità di carico del complesso muscolo-tendineo.

  • Attenzione Clinica Cruciale: A differenza del classico protocollo di Alfredson per le tendinopatie, in caso di borsite retrocalcaneare gli esercizi di discesa del tallone (eccentrici) NON devono essere eseguiti su un gradino scendendo sotto il livello parallelo. Scendere sotto il livello del gradino causa una massima flessione dorsale che schiaccia violentemente la borsa contro l’osso.
  • Heel Drops a terra (Eccentrica modificata): In piedi sul pavimento (non su un gradino). Salire in punta di piedi utilizzando entrambe le gambe. Sollevare la gamba sana e scendere lentamente (in 3-4 secondi) fino a riportare il tallone della gamba affetta a contatto con il pavimento. Ripetere 3 serie da 10-15 ripetizioni.
  • Isometria: In fase iniziale, se il movimento causa dolore, si eseguono tenute isometriche. Salire in punta di piedi (su entrambe le gambe) e mantenere la posizione massima per 30-45 secondi. Ripetere 4-5 volte. Questo ha un forte effetto analgesico sul tendine.

Esercizi di Propriocezione

Migliorare il controllo neuromotorio della caviglia aiuta a prevenire microtraumi distorsivi e stabilizza il piede durante il passo.

  • Equilibrio monopodalico: Stare in equilibrio su una sola gamba (quella affetta) per 30-60 secondi. Per aumentare la difficoltà, chiudere gli occhi o eseguire l’esercizio su una superficie instabile (cuscino propriocettivo o tavoletta Freeman).

Prevenzione e Modifiche dello Stile di Vita

Prevenire l’insorgenza o le recidive di questa patologia richiede attenzione a diversi aspetti della vita quotidiana e dell’allenamento:

  • Scelta delle Calzature: Evitare scarpe con contrafforti posteriori rigidi che sfregano sul tallone. Prediligere calzature con una conchiglia tallonare morbida o leggermente scavata. Per i runner, valutare il drop della scarpa (il dislivello tra tallone e avampiede): un drop troppo basso (scarpe minimaliste) aumenta il lavoro del tendine di Achille e lo stress sulla borsa.
  • Plantari Ortopedici: In caso di iperpronazione severa o piede cavo, una valutazione baropodometrica e l’uso di plantari su misura possono correggere l’asse biomeccanico, riducendo lo stress torsionale sul retropiede.
  • Progressione dell’Allenamento: Rispettare la “regola del 10%”: non aumentare mai il volume o l’intensità dell’allenamento settimanale di oltre il 10% rispetto alla settimana precedente.
  • Riscaldamento e Defaticamento: Dedicare sempre tempo adeguato al riscaldamento dinamico prima dell’attività sportiva e allo stretching statico al termine.
  • Controllo del Peso Corporeo: Il sovrappeso aumenta esponenzialmente il carico meccanico sulle strutture del piede a ogni passo.

Consiglio pratico

Migliorano l’allineamento biomeccanico del piede riducendo lo stress meccanico sulla regione retrocalcaneare.


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Domande Frequenti

Quanto tempo ci vuole per guarire da una borsite retrocalcaneare?

Il tempo di recupero da una borsite retrocalcaneare è variabile e dipende dalla gravità dell’infiammazione e dalla tempestività del trattamento. Un percorso terapeutico mirato e la stretta aderenza alle indicazioni mediche sono fondamentali per favorire una risoluzione efficace. Generalmente, il recupero completo può richiedere da alcune settimane a diversi mesi.

Qual è la differenza tra borsite retrocalcaneare e tendinite achillea?

La borsite retrocalcaneare è un’infiammazione della borsa sinoviale situata tra il tendine d’Achille e l’osso del calcagno. La tendinite achillea, invece, riguarda l’infiammazione del tendine d’Achille stesso. Sebbene entrambe le condizioni possano causare dolore al tallone, la loro localizzazione anatomica specifica e l’approccio terapeutico possono differire.

Posso continuare a correre o fare sport durante il trattamento?

Durante la fase acuta e sub-acuta della borsite retrocalcaneare, è generalmente consigliato ridurre o sospendere le attività che provocano dolore e sovraccarico. Il ritorno graduale all’attività sportiva dovrebbe avvenire sotto la supervisione di un professionista sanitario, seguendo un programma riabilitativo specifico. Un rientro prematuro o un sovraccarico eccessivo possono compromettere il processo di guarigione e favorire le recidive.

Le infiltrazioni di cortisone sono consigliate per questo problema?

Le infiltrazioni di cortisone possono essere considerate in alcuni casi per la gestione del dolore e dell’infiammazione, offrendo un sollievo temporaneo. Tuttavia, rappresentano generalmente un’opzione di seconda linea e devono essere valutate attentamente per i potenziali effetti collaterali. Un approccio conservativo e fisioterapico mirato è solitamente la prima scelta terapeutica.

Disclaimer medico: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente educativa e informativa. Non sostituiscono il parere del medico o del fisioterapista. Per diagnosi e trattamento rivolgersi al proprio medico o fisioterapista di fiducia.

Riferimenti scientifici

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Fonti e Riferimenti Scientifici

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