- La crescente popolarità del padel comporta un aumento degli infortuni, rendendo la prevenzione essenziale per giocare in sicurezza.
- I movimenti rapidi e i colpi ripetitivi del padel sottopongono le articolazioni a notevoli stress biomeccanici.
- Debolezza muscolare o tecnica scorretta possono sovraccaricare spalla, gomito e ginocchio, causando infortuni da overuse.
- Molti infortuni nel padel, specialmente alla spalla, derivano da sovraccarico funzionale piuttosto che da traumi acuti.
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Il padel ha registrato una crescita esponenziale negli ultimi anni, trasformandosi da sport di nicchia a fenomeno di massa globale. La sua accessibilità, le dimensioni ridotte del campo e la curva di apprendimento inizialmente rapida attraggono giocatori di tutte le età e livelli di forma fisica. Tuttavia, questa immensa popolarità ha portato con sé un parallelo e significativo aumento delle patologie muscolo-scheletriche associate a questa pratica. Comprendere a fondo il trinomio infortuni padel prevenzione è fondamentale per garantire una pratica sportiva sicura, continuativa e priva di conseguenze a lungo termine sul sistema articolare. La natura stessa del gioco, caratterizzata da scatti brevi, cambi di direzione improvvisi, salti e colpi ripetitivi sopra la testa (overhead), sottopone il corpo a stress biomeccanici notevoli, che richiedono un’attenta analisi clinica e un approccio preventivo strutturato.
Il Padel: Biomeccanica e Fattori di Rischio
Prima di analizzare le singole articolazioni, è essenziale comprendere la biomeccanica specifica del padel. A differenza del tennis, il campo da padel è racchiuso da pareti di vetro e griglie metalliche, il che mantiene la palla in gioco molto più a lungo, riducendo i tempi di recupero tra uno scambio e l’altro. La superficie di gioco, tipicamente in erba sintetica con un sottile strato di sabbia silicea, offre un coefficiente di attrito particolare che può bloccare il piede durante le torsioni o, al contrario, causare scivolamenti incontrollati.
I colpi specifici del padel, come la bandeja, la vibora e lo smash, richiedono un’estrema mobilità della spalla e della colonna toracica, unita a una solida stabilità del core (la muscolatura addominale e lombo-pelvica). Quando la catena cinetica – ovvero la sequenza di attivazione muscolare che parte dai piedi, passa per il tronco e arriva al braccio – risulta inefficace o interrotta a causa di debolezza muscolare o scarsa tecnica, il carico si concentra in modo sproporzionato sulle articolazioni periferiche: spalla, gomito e ginocchio.
Infortuni alla Spalla nel Padel
La spalla è l’articolazione più mobile del corpo umano, ma questa mobilità ha un prezzo in termini di stabilità. Nel padel, la spalla è sottoposta a stress enormi, specialmente durante i colpi sopra la testa.
Cause e Meccanismi di Lesione
Le patologie più comuni a carico della spalla nei giocatori di padel includono la tendinopatia della cuffia dei rotatori (in particolare del tendine sovraspinato) e la sindrome da impingement (conflitto subacromiale).
Il meccanismo di lesione è raramente traumatico acuto; si tratta quasi sempre di un sovraccarico funzionale (overuse). Durante la preparazione di uno smash o di una vibora, la spalla viene portata in massima abduzione ed extra-rotazione. Se i muscoli stabilizzatori della scapola sono deboli, lo spazio subacromiale si riduce, comprimendo i tendini della cuffia dei rotatori e la borsa subacromiale contro il tetto osseo. Inoltre, l’impatto ripetuto con una palla spesso pesante (a causa dell’umidità o dell’usura) genera microtraumi che, nel tempo, superano la capacità di autoriparazione del tessuto tendineo, portando a degenerazione (tendinosi). Un altro fattore di rischio è il GIRD (Glenohumeral Internal Rotation Deficit), una condizione comune negli sportivi di racchetta in cui la spalla dominante perde gradi di rotazione interna, alterando la biomeccanica articolare.
Sintomi e Diagnosi
Il sintomo principale è il dolore localizzato nella parte anteriore o laterale della spalla, che si esacerba durante i movimenti di elevazione del braccio (l’arco doloroso, tipicamente tra i 60° e i 120° di abduzione). Il dolore può irradiarsi lungo il muscolo deltoide e, nelle fasi più avanzate, comparire anche a riposo o durante la notte, disturbando il sonno se ci si corica sul lato affetto. Si può notare anche una sensazione di debolezza durante il colpo e una perdita di potenza.
La diagnosi deve essere effettuata da un medico o fisioterapista di fiducia attraverso test clinici specifici (come il test di Neer, il test di Hawkins-Kennedy e il test di Jobe). L’ecografia muscolo-scheletrica o la Risonanza Magnetica (RM) sono esami strumentali dirimenti per valutare l’integrità strutturale dei tendini e la presenza di versamenti intrarticolari o borsiti.
Trattamento Fisioterapico e Riabilitazione


Il trattamento conservativo è la prima linea di intervento. Nella fase acuta, l’obiettivo è la riduzione del dolore e dell’infiammazione. Si utilizzano terapie fisiche strumentali (come laserterapia ad alta potenza, tecarterapia o onde d’urto per le tendinopatie calcifiche) associate a terapia manuale per detendere la muscolatura cervico-dorsale e ripristinare la corretta cinematica scapolo-omerale.
Superata la fase acuta, la riabilitazione si concentra sul rinforzo progressivo. Le evidenze scientifiche attuali sconsigliano il riposo assoluto prolungato per i tendini; al contrario, il carico meccanico controllato (meccanotrasduzione) è essenziale per stimolare la sintesi di nuovo collagene.
Esercizi Consigliati
- Rinforzo degli extra-rotatori: Utilizzando un elastico di resistenza leggera, con il gomito flesso a 90° e aderente al fianco (magari con un piccolo asciugamano arrotolato sotto l’ascella per mantenere la corretta vascolarizzazione del tendine), eseguire rotazioni esterne lente e controllate. 3 serie da 15 ripetizioni.
- Stabilizzazione scapolare (Esercizi Y-T-W): Proni su un lettino o su una fitball, sollevare le braccia formando le lettere Y, T e W, concentrandosi sull’avvicinamento e l’abbassamento delle scapole. 3 serie da 12 ripetizioni per ogni posizione.
- Stretching della capsula posteriore (Sleeper Stretch): Sdraiati sul fianco della spalla dominante, braccio flesso a 90°. Con la mano opposta, spingere delicatamente l’avambraccio verso il basso (rotazione interna) fino a sentire una leggera tensione, mantenendo per 30 secondi. Ripetere 3 volte.
Infortuni al Gomito: L’Epicondilite (Gomito del Tennista)
Nonostante il nome, l’epicondilite laterale è estremamente diffusa nel padel, spesso con un’incidenza superiore rispetto al tennis a causa delle caratteristiche intrinseche della racchetta da padel (pala), che è rigida, priva di corde e trasmette un’elevata quantità di vibrazioni direttamente all’arto superiore.
Cause e Meccanismi di Lesione
L’epicondilite è una tendinopatia inserzionale che colpisce i muscoli estensori del polso e delle dita, nel punto in cui si ancorano all’epicondilo laterale dell’omero. Dal punto di vista istologico, non si tratta di una vera e propria infiammazione (tendinite), ma di un processo degenerativo del collagene (tendinosi) causato da microtraumi ripetuti e da una risposta riparativa fallita del corpo (iperplasia angiofibroblastica).
Nel padel, le cause scatenanti includono:
- Impatto ritardato: Colpire la palla troppo indietro rispetto al corpo costringe il polso a un’estensione forzata per compensare, sovraccaricando i tendini.
- Grip scorretto: Un’impugnatura troppo stretta o troppo larga obbliga i muscoli dell’avambraccio a una contrazione isometrica costante e sproporzionata.
- Caratteristiche della racchetta: Una racchetta troppo pesante, con un bilanciamento troppo in testa (head-heavy) o realizzata con materiali eccessivamente rigidi, aumenta esponenzialmente lo stress vibratorio.
Sintomi e Diagnosi
Il sintomo patognomonico è il dolore puntorio localizzato sulla prominenza ossea esterna del gomito. Il dolore si irradia spesso lungo la fascia dorsale dell’avambraccio. I pazienti riferiscono fitte dolorose durante gesti quotidiani banali, come versare l’acqua da una bottiglia, girare la maniglia di una porta, stringere la mano o sollevare la borsa del padel.
La valutazione clinica da parte di un medico o fisioterapista di fiducia comprende la palpazione dell’epicondilo e test provocativi come il test di Cozen (estensione del polso contro resistenza) e il test di Mill (stiramento passivo degli estensori). L’ecografia è utile per confermare il grado di degenerazione tendinea e l’eventuale presenza di calcificazioni o fissurazioni.
Trattamento Fisioterapico e Riabilitazione
Il trattamento dell’epicondilite richiede pazienza, poiché i tempi di recupero biologico del tessuto tendineo sono lenti (spesso dai 3 ai 6 mesi). Le terapie fisiche come le onde d’urto focali hanno dimostrato un’ottima efficacia scientifica nel promuovere la neoangiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni) e stimolare la rigenerazione tissutale. La terapia manuale si concentra sul trattamento dei trigger point nei muscoli dell’avambraccio e sulla mobilizzazione articolare del gomito e del polso. L’uso di un tutore (cinturino pressorio per epicondilite) posizionato circa due dita sotto l’epicondilo può aiutare a scaricare la tensione meccanica durante le attività quotidiane e il ritorno in campo.
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Esercizi Consigliati
Il gold standard per la riabilitazione delle tendinopatie è l’esercizio eccentrico.
- Estensioni eccentriche del polso: Seduti, avambraccio appoggiato su un tavolo con il polso che sporge dal bordo, palmo rivolto verso il basso. Impugnare un piccolo peso (1-2 kg). Usare la mano sana per sollevare il peso (fase concentrica), poi rilasciare la mano sana e abbassare il peso lentamente (in 4-5 secondi) usando solo il polso infortunato (fase eccentrica). 3 serie da 15 ripetizioni, una o due volte al giorno.
- Esercizio con Flexbar (Tyler Twist): Utilizzando una barra flessibile in gomma (Flexbar), si esegue un movimento specifico di torsione che isola la contrazione eccentrica degli estensori del polso. Questo esercizio ha un forte supporto nella letteratura scientifica per la risoluzione dell’epicondilite.
- Stretching degli estensori: Braccio teso in avanti, gomito esteso, flettere il polso verso il basso aiutandosi con l’altra mano fino a sentire tensione sull’avambraccio. Mantenere 30 secondi per 3 volte.
Infortuni al Ginocchio: Tendinopatie e Lesioni Legamentose
Il ginocchio è l’articolazione che sopporta il maggior carico durante gli spostamenti sul campo da padel. I continui cambi di direzione (pivoting), le brusche frenate e i salti per eseguire gli smash mettono a dura prova tendini, menischi e legamenti.
Cause e Meccanismi di Lesione
Gli infortuni al ginocchio nel padel si dividono principalmente in due categorie: da sovraccarico (tendinopatie) e traumatici (lesioni meniscali e legamentose).
- Tendinopatia Rotulea (Ginocchio del saltatore): È causata dai continui salti e atterraggi su una superficie relativamente dura. Il tendine rotuleo, che collega la rotula alla tibia, subisce microtraumi in trazione che portano a degenerazione.
- Lesioni Meniscali: I menischi fungono da ammortizzatori. Nel padel, il meccanismo lesivo tipico avviene quando il piede rimane bloccato sulla superficie in erba sintetica mentre il ginocchio e il femore ruotano bruscamente (torsione sotto carico).
- Lesioni Legamentose (LCA e LCI): Il Legamento Crociato Anteriore (LCA) e il Legamento Collaterale Interno (LCI) possono subire stiramenti o rotture complete a causa di decelerazioni improvvise associate a cambi di direzione (valgismo dinamico), spesso aggravati da una scarsa forza nei muscoli glutei che non riescono a stabilizzare il bacino e il femore.
Sintomi e Diagnosi
Nella tendinopatia rotulea, il dolore è localizzato al polo inferiore della rotula, si presenta tipicamente all’inizio dell’attività, scompare a caldo e ritorna intensamente dopo il match.
Nelle lesioni meniscali, si avverte dolore sulla rima articolare (interna o esterna), gonfiore ritardato (il giorno dopo) e, talvolta, veri e propri blocchi articolari o cedimenti.
Nelle lesioni del LCA, l’evento è solitamente acuto: si avverte un “crack” udibile, seguito da gonfiore immediato (emartro) e forte sensazione di instabilità.
La diagnosi richiede un’attenta valutazione da parte di un medico o fisioterapista di fiducia. Test clinici come il Lachman test (per il LCA) o il test di McMurray (per i menischi) sono fondamentali, seguiti invariabilmente da una Risonanza Magnetica per confermare l’entità del danno strutturale.
Trattamento Fisioterapico e Riabilitazione
Per la tendinopatia rotulea, il riposo passivo è inefficace. Si applicano protocolli di Heavy Slow Resistance (HSR) o esercizi isometrici per ridurre il dolore corticale e rimodellare il tendine. Terapie come la tecarterapia o il laser aiutano a gestire la sintomatologia.
Per le lesioni meniscali degenerative o di lieve entità, il trattamento conservativo mira al rinforzo del quadricipite e dei muscoli ischiocrurali per stabilizzare l’articolazione.
Per le lesioni legamentose gravi (come la rottura del LCA), l’approccio può essere chirurgico, seguito da un lungo iter riabilitativo (6-9 mesi) che comprende recupero dell’articolarità, rinforzo muscolare, rieducazione propriocettiva e riatletizzazione specifica per il padel.
Esercizi Consigliati
- Squat Isometrico (Spanish Squat): Utilizzando una cinghia inestensibile fissata a un palo e passata dietro le ginocchia, eseguire uno squat mantenendo la posizione per 30-45 secondi. Questo esercizio carica il tendine rotuleo riducendo il dolore. 4-5 serie.
- Rinforzo Eccentrico su Piano Inclinato (Decline Squat): Eseguire uno squat su una tavola inclinata di 25 gradi, scendendo lentamente su una sola gamba e risalendo con due. Eccellente per la tendinopatia rotulea. 3 serie da 15 ripetizioni.
- Esercizi Propriocettivi: Utilizzare tavolette instabili (BOSU o tavolette di Freeman) eseguendo piegamenti su una gamba sola o simulando il gesto tecnico del colpo di volo, per migliorare la reattività neuromuscolare e prevenire distorsioni.
Strategie Globali di Prevenzione
La prevenzione è l’arma più efficace contro gli infortuni. Un approccio olistico deve includere la preparazione fisica, la gestione del carico di allenamento e la scelta corretta dei materiali.
Riscaldamento e Defaticamento
Entrare in campo e iniziare a colpire la palla con forza senza un adeguato riscaldamento è la via più rapida per l’infortunio. Il riscaldamento dovrebbe durare almeno 10-15 minuti e seguire il protocollo RAMP (Raise, Activate, Mobilize, Potentiate).
- Innalzamento termico: Corsa leggera, skip, spostamenti laterali per aumentare la temperatura corporea e la frequenza cardiaca.
- Attivazione e Mobilizzazione: Circonduzioni delle braccia, torsioni del busto, affondi dinamici. Evitare lo stretching statico prolungato prima del match, in quanto riduce la capacità contrattile del muscolo. Preferire lo stretching dinamico.
- Defaticamento (Cool-down): A fine partita, dedicare 5-10 minuti allo stretching statico di quadricipiti, polpacci, glutei, pettorali e muscoli dell’avambraccio per ripristinare la lunghezza muscolare di riposo.
Scelta dell’Attrezzatura
L’attrezzatura gioca un ruolo cruciale nella prevenzione.
- La Racchetta (Pala): I giocatori inclini a problemi al gomito o alla spalla dovrebbero optare per racchette rotonde (con bilanciamento basso, verso il manico), di peso contenuto (sotto i 365 grammi per gli uomini, sotto i 350 per le donne) e con un nucleo interno in gomma morbida (FOAM o EVA soft), che assorbe meglio le vibrazioni.
- Il Grip: La dimensione del manico deve essere adeguata alla propria mano. Un manico troppo sottile costringe a stringere troppo; si consiglia l’uso di overgrip per raggiungere lo spessore ideale. Esistono in commercio anche grip anti-vibrazione specifici (es. Hesacore) che riducono lo stress sui tendini.
- Le Scarpe: Devono essere specifiche per il padel. La suola deve garantire il giusto compromesso tra grip e scivolamento. Su campi con molta sabbia è indicata la suola a spina di pesce (clay); su campi di nuova generazione (Mondo) è preferibile una suola mista o omni. Una scarpa usurata perde il potere ammortizzante, aumentando il carico su ginocchia e colonna vertebrale.
Preparazione Atletica Specifica
Il padel non si gioca solo per tenersi in forma; bisogna essere in forma per giocare a padel. Un programma di preparazione atletica parallelo, svolto 1-2 volte a settimana, dovrebbe focalizzarsi su:
- Core Stability: Un core forte trasferisce l’energia dalle gambe alle braccia, riducendo il carico sulla spalla e sulla zona lombare. Esercizi come plank, side plank e rotazioni con cavi (woodchopper) sono fondamentali.
- Forza degli arti inferiori: Squat, affondi e stacchi da terra rinforzano la muscolatura che protegge le ginocchia.
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Domande Frequenti
Qual è l’importanza della tecnica corretta nella prevenzione degli infortuni nel padel?
Una tecnica di gioco appropriata è fondamentale per ridurre il rischio di infortuni nel padel. Movimenti eseguiti correttamente distribuiscono il carico biomeccanico in modo equilibrato, prevenendo sovraccarichi su articolazioni come spalla, gomito e ginocchio. Questo minimizza lo stress ripetitivo e l’usura delle strutture muscolo-tendinee.
Quali sono gli infortuni alla spalla più frequenti tra i giocatori di padel?
Tra i giocatori di padel, gli infortuni alla spalla più comuni includono le tendinopatie della cuffia dei rotatori e le sindromi da impingement. Queste condizioni sono spesso il risultato di movimenti ripetitivi e colpi overhead, che causano un sovraccarico funzionale delle strutture articolari.
Oltre al riscaldamento, quali altre strategie preventive sono cruciali per i giocatori di padel?
Oltre a un adeguato riscaldamento e defaticamento, la prevenzione degli infortuni nel padel richiede una preparazione atletica specifica. Questa include il potenziamento muscolare mirato, il miglioramento della flessibilità e l’adozione di un’attrezzatura idonea, come racchette e scarpe adatte al proprio stile di gioco.
Quali tipi di infortuni al ginocchio sono più comuni nel padel e come si manifestano?
Nel padel, gli infortuni al ginocchio più frequenti sono le tendinopatie (ad esempio, del tendine rotuleo) e le lesioni legamentose o meniscali. Queste problematiche si manifestano tipicamente con dolore durante o dopo l’attività, gonfiore e talvolta instabilità articolare, a causa dei rapidi cambi di direzione e degli stress torsionali.
Fonti e Riferimenti Scientifici
- Castillo-Lozano R, Casuso-Holgado MJ. Incidence of musculoskeletal sport injuries in a sample of male and female recreational padel-tennis players. J Sports Med Phys Fitness. 2017;57(6):816-821. DOI: 10.23736/S0022-4707.16.06240-X
- Priego-Quesada JI, Olaso-Melis J, Llana-Belloch S, et al. Padel practice injuries. J Sports Med Phys Fitness. 2013;53(3):284-291.
- Courel-Ibanez J, Sanchez-Alcaraz BJ, Canas J. Effectiveness of padel training on body composition, physical fitness and cardiovascular risk factors. Scand J Med Sci Sports. 2019;29(1):10-18. DOI: 10.1111/sms.13305
Riferimenti scientifici
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