- La spalla, molto mobile, dipende da muscoli e legamenti robusti per mantenere la sua stabilità intrinseca.
- L’instabilità della spalla può derivare da un trauma specifico o da una lassità generale, causando lussazioni o apprensione.
- Un programma di riabilitazione mirato è essenziale per rafforzare i muscoli stabilizzatori e recuperare il controllo articolare.
- Identificare la causa e il tipo specifico di instabilità è cruciale per impostare il percorso terapeutico più efficace.
Instabilità spalla
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Anatomia della Stabilità della Spalla
La spalla (articolazione gleno-omerale) è progettata per la massima mobilità a scapito della stabilità. La testa dell’omero è 3-4 volte più grande della glenoide scapolare — un paragone frequente è quello di una palla da golf su un tee.
Stabilizzatori Statici (Passivi)
- Labbro glenoideo: un anello di fibrocartilagine che approfondisce la glenoide del 50%, aumentando la superficie di contatto e creando un effetto ventosa
- Legamenti gleno-omerali (superiore, medio, inferiore): rinforzi capsulari che limitano la traslazione nelle diverse posizioni. Il legamento gleno-omerale inferiore (IGHL) è il più importante, soprattutto in abduzione e rotazione esterna
- Capsula articolare: involucro fibroso che avvolge l’articolazione
- Pressione negativa intrarticolare: crea un effetto di “vuoto” che stabilizza la testa omerale
Stabilizzatori Dinamici (Attivi)
- Cuffia dei rotatori: 4 muscoli (sovraspinato, sottospinato, sottoscapolare, piccolo rotondo) che “centrano” la testa omerale nella glenoide durante il movimento. Il sovraspinato è il più frequentemente lesionato
- Capo lungo del bicipite: depressore e stabilizzatore anteriore della testa omerale
- Deltoide: motore principale ma anche stabilizzatore quando la cuffia è funzionante
- Muscoli scapolotoracici (trapezio, gran dentato, romboidi): controllano la posizione della scapola durante il movimento del braccio (ritmo scapolomerale)
Tipi di Instabilità
Classificazione per Direzione
- Anteriore (95% dei casi): la testa omerale si sposta in avanti e in basso. È la forma più comune, tipica della lussazione traumatica
- Posteriore (2-5%): meno comune, spesso misconosciuta. Tipica delle crisi epilettiche e delle scosse elettriche
- Inferiore: rara come forma isolata
- Multidirezionale (MDI): instabilità in più di una direzione, tipica dei pazienti iperlassi (ipermobilità articolare generalizzata)
Classificazione per Causa
- Traumatica (TUBS: Traumatic, Unilateral, Bankart lesion, Surgery): un singolo evento traumatico (caduta, contrasto sportivo) causa la prima lussazione, danneggiando il labbro glenoideo (lesione di Bankart) e/o la capsula. Alta recidiva nei giovani (fino al 90% sotto i 20 anni)
- Atraumatica (AMBRI: Atraumatic, Multidirectional, Bilateral, Rehabilitation, Inferior capsular shift): instabilità senza trauma significativo, spesso bilaterale, in pazienti con iperlassità costituzionale. Risponde meglio alla riabilitazione
- Micro-instabilità (acquisita): sviluppata gradualmente per microtraumi ripetuti (sport overhead: pallavolo, nuoto, tennis, baseball). Non ci sono episodi di lussazione franca ma dolore, deficit di performance e sensazione di instabilità
Classificazione per Gravità
| Grado | Descrizione |
|---|---|
| Lussazione | La testa omerale esce completamente dalla glenoide — richiede riduzione manuale |
| Sublussazione | La testa omerale si sposta parzialmente e torna spontaneamente in sede |
| Instabilità funzionale | La testa omerale non “esce” ma il paziente avverte apprensione e insicurezza |
Cause e Fattori di Rischio
Cause
- Lussazione traumatica: caduta sul braccio abdotto e ruotato esternamente, contrasto sportivo. Causa lesione di Bankart (distacco del labbro glenoideo antero-inferiore) e/o lesione di Hill-Sachs (impronta sulla testa omerale)
- Iperlassità legamentosa congenita: capsule e legamenti costituzionalmente lassi
- Microtraumi ripetuti: sport overhead con carico ripetitivo sull’ATM (baseball, nuoto, pallavolo)
- Deficit neuromuscolare: debolezza della cuffia dei rotatori e degli stabilizzatori scapolari
Fattori di Rischio per Recidiva
- Età < 25 anni al primo episodio: tasso di recidiva dell’80-90%
- Sesso maschile: maggiore recidiva
- Sport di contatto: rugby, calcio, hockey, arti marziali
- Lesione di Bankart: la lesione del labbro glenoideo riduce la stabilità del 20%
- Difetto osseo (glenoideo > 20% o Hill-Sachs engaging): alto rischio di recidiva anche dopo chirurgia
- Iperlassità articolare generalizzata: punteggio di Beighton ≥ 4/9
Sintomi
Lussazione Acuta
- Dolore intenso e improvviso alla spalla
- Deformità visibile: la spalla appare “quadrata” (segno della spallina) per la testa omerale dislocata
- Impossibilità di muovere il braccio
- Il paziente sostiene il braccio con la mano opposta
- Possibili lesioni associate: nervo ascellare (ipoestesia del deltoide), lesioni vascolari (rare)
- Richiede riduzione manuale in pronto soccorso
Instabilità Cronica (tra un episodio e l’altro)
- Apprensione: sensazione di “spalla che sta per uscire” in determinate posizioni (tipicamente abduzione + rotazione esterna — posizione dell’armeggio)
- Dolore: sordo, profondo, spesso anteriore o posterolaterale
- “Dead arm”: episodi improvvisi di debolezza e dolore lancinante durante il gesto atletico (lancio, servizio)
- Instabilità funzionale: sensazione di insicurezza, evitamento di certi movimenti
- Riduzione della performance sportiva
- Click o sensazione di “shifting” durante il movimento
Diagnosi
Esame Clinico
- Test di apprensione anteriore: il braccio viene portato in abduzione a 90° e rotazione esterna — positivo se il paziente avverte paura/dolore (sensibilità 72%, specificità 96%)
- Test di rilascio (Jobe’s relocation): dalla posizione di apprensione, una pressione posteriore sulla testa omerale riduce l’apprensione — la rimozione improvvisa della pressione rievoca il sintomo
- Test del cassetto anteriore e posteriore: traslazione della testa omerale in avanti e indietro
- Test del sulcus: trazione inferiore del braccio — positivo se compare un incavo sotto l’acromion (instabilità inferiore). Un sulcus > 2 cm che non si riduce in rotazione esterna suggerisce lassità capsulare inferiore (instabilità multidirezionale)
- Test di Beighton: valutazione dell’iperlassità generalizzata
- Valutazione della cuffia dei rotatori: test per il sovraspinato e gli altri muscoli della cuffia
Imaging
- Radiografia (AP, profilo, ascellare): valutazione di fratture, lesioni di Hill-Sachs, Bankart ossea, segni di artrosi
- RM (risonanza magnetica): valutazione del labbro glenoideo, della cuffia dei rotatori, della capsula. La artro-RM (con mezzo di contrasto intrarticolare) è il gold standard per le lesioni labrali (sensibilità 89-95%)
- TC: per quantificare la perdita ossea glenoideale (criterio importante per la scelta chirurgica) e le lesioni di Hill-Sachs
Trattamento Conservativo
Quando È Indicato
- Primo episodio di lussazione in pazienti > 30-35 anni (basso rischio di recidiva)
- Instabilità atraumatica/multidirezionale (AMBRI): la riabilitazione è il trattamento di prima scelta
- Micro-instabilità degli sportivi overhead
- Sublussazioni senza lesioni strutturali significative
- Pazienti che non praticano sport di contatto
Consiglio pratico
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Fase 1: Immobilizzazione Post-lussazione (0-3 settimane)
- Tutore in rotazione esterna (15-20°): evidenze recenti suggeriscono che l’immobilizzazione in rotazione esterna riduce il tasso di recidiva rispetto alla classica posizione con braccio al corpo (in rotazione interna), perché avvicina il labbro distaccato alla glenoide
- Durata: 2-3 settimane (controversa — ridurre se possibile per evitare rigidità)
- Crioterapia: 15 minuti, 4-5 volte al giorno per i primi giorni
- Contrazioni isometriche della cuffia e del deltoide anche durante l’immobilizzazione
Fase 2: Recupero della Mobilità (3-6 settimane)
- Mobilizzazione passiva e attiva assistita: recupero graduale dell’elevazione e della rotazione esterna
- Esercizi pendolari di Codman: oscillazioni del braccio per la decoaptazione articolare
- Rinforzo isometrico della cuffia dei rotatori e degli stabilizzatori scapolari
- Evitare la posizione di apprensione (abduzione + rotazione esterna) in questa fase
Fase 3: Rinforzo Muscolare (6-12 settimane)
Questa è la fase chiave della riabilitazione:
Rinforzo della Cuffia dei Rotatori
- Rotazione esterna con elastico: gomito al fianco a 90°, ruotare esternamente contro l’elastico. 3 serie da 15
- Rotazione interna con elastico: stesso setup, ruotare internamente. 3 serie da 15
- Rotazione esterna a 90° di abduzione: con elastico o manubrio leggero. 3 serie da 12
- Full can (elevazione nel piano scapolare con pollice in alto): 3 serie da 12
Stabilizzazione Scapolare
- Retrazione scapolare: portare le scapole insieme e in basso. 3 serie da 15
- Push-up plus: push-up con protruzione delle scapole in alto (rinforzo del gran dentato). 3 serie da 12
- Rematore con elastico: tirare l’elastico verso il corpo portando le scapole insieme. 3 serie da 12
- Y-T-W-L da prono: 2 serie da 8 per ogni posizione
propriocezione (capacità di percepire posizione e movimento del corpo) e Stabilizzazione Dinamica
- Stabilizzazione ritmica: il fisioterapista applica perturbazioni manuali mentre il paziente mantiene il braccio in diverse posizioni
- Esercizi a catena chiusa: push-up al muro, al pavimento — la compressione articolare stabilizza la spalla
- Ball on wall: far rotolare una palla contro il muro con la mano in diverse altezze
- Esercizi su superfici instabili: push-up su fitball o bosu
Fase 4: Ritorno allo Sport (12-24 settimane)
- Riatletizzazione sport-specifica: gesti atletici progressivi
- Programma di lancio graduato (per sport di lancio)
- Pliometria: esercizi esplosivi per il ripristino della potenza
- Kinesio taping: può essere utilizzato come supporto propriocettivo durante il ritorno allo sport
- Criteri di ritorno: forza della rotazione esterna ≥ 85% del lato sano, assenza di apprensione, completamento del programma sport-specifico
Trattamento Chirurgico
Indicazioni
- Giovani sportivi (< 25 anni) con primo episodio di lussazione in sport di contatto: il tasso di recidiva è talmente alto (80-90%) che la chirurgia precoce è sempre più raccomandata
- Lussazioni recidivanti (2 o più episodi)
- Lesioni strutturali significative: Bankart, SLAP, HAGL, difetto osseo
- Fallimento della riabilitazione dopo 6 mesi
Tecniche
- Riparazione artroscopica di Bankart: reinserzione del labbro glenoideo con ancore di sutura. È lo standard per l’instabilità anteriore. Tasso di successo: 85-92%
- Latarjet (trasferimento della coracoide): si trasferisce la coracoide con il tendine congiunto sulla glenoide anteriore. Indicata quando c’è perdita ossea glenoideale > 20% o Hill-Sachs engaging. Tasso di successo: 95-98%
- Remplissage: riempimento del difetto di Hill-Sachs con capsula e infraspinato. Può essere combinata alla Bankart
- Plicatura capsulare: riduzione del volume capsulare — indicata nell’instabilità multidirezionale
- Protesi di spalla: nei rari casi di artropatia da instabilità cronica con artrosi severa
Riabilitazione Post-chirurgica
La riabilitazione dopo chirurgia per instabilità richiede 4-6 mesi:
- 0-4 settimane: immobilizzazione in tutore, contrazioni isometriche
- 4-8 settimane: recupero graduale della mobilità passiva
- 8-12 settimane: mobilità attiva e rinforzo isometrico/isotonico leggero
- 12-16 settimane: rinforzo progressivo della cuffia e degli stabilizzatori scapolari
- 4-6 mesi: ritorno allo sport (6-9 mesi per sport di contatto)
Domande Frequenti (FAQ)
Con un’adeguata riabilitazione, la maggior parte dei pazienti recupera la piena funzionalità. Tuttavia, la prima lussazione danneggia inevitabilmente le strutture stabilizzatrici (labbro, legamenti, capsula), il che aumenta il rischio di recidiva. Il rinforzo muscolare della cuffia dei rotatori può compensare efficacemente il deficit strutturale in molti casi. Il fisioterapista di fiducia imposterà il programma riabilitativo più adatto.
Dipende dall’età e dal livello sportivo. Nei giovani sotto i 25 anni che praticano sport di contatto, la chirurgia precoce (riparazione di Bankart) è sempre più raccomandata perché il tasso di recidiva con il solo trattamento conservativo è molto alto (80-90%). Nei pazienti sopra i 30-35 anni o con basse richieste funzionali, la riabilitazione è generalmente sufficiente. La decisione va presa con il chirurgo ortopedico in base al profilo individuale.
Il programma riabilitativo conservativo dura in media 3-6 mesi. Dopo la chirurgia, il recupero completo richiede 4-6 mesi (fino a 9 mesi per il ritorno allo sport di contatto). È fondamentale rispettare i tempi e non bruciare le tappe: una riabilitazione troppo aggressiva può compromettere la riparazione chirurgica, mentre una troppo cauta può portare a rigidità.
Sì, soprattutto nei pazienti sopra i 40 anni. L’immobilizzazione prolungata dopo una lussazione può favorire lo sviluppo di capsulite adesiva (spalla congelata). Per questo motivo, la durata dell’immobilizzazione va bilanciata attentamente e la mobilizzazione precoce è sempre raccomandata, nel rispetto dei vincoli della guarigione tissutale.
Nella maggior parte dei casi sì, ma con alcune precauzioni. Dopo un adeguato programma di rinforzo, molti sportivi tornano al loro sport a pieno livello. Per gli sport di contatto con alto rischio di recidiva, la chirurgia stabilizzante può essere necessaria. Sport che non coinvolgono la spalla in posizioni a rischio (corsa, ciclismo) possono essere ripresi prima. Il fisioterapista di fiducia guiderà il ritorno allo sport.
Fonti e Riferimenti Scientifici
- Merolla G et al. Infraspinatus strength assessment and ultrasound evaluation of posterior capsulotenodesis after arthroscopic hill-sachs remplissage in traumatic anterior glenohumeral instability: a retrospective controlled study protocol. Transl Med UniSa. 2014. PubMed
- Cusmano F et al. [Shoulder instability: diagnostic imaging]. Acta Biomed Ateneo Parmense. 2000. PubMed
- Lalla E et al. [Instrumental diagnosis in shoulder instability]. Chir Organi Mov. 1989. PubMed
- Masciocchi C et al. [Acute instability of the shoulder in athletes. The role of magnetic resonance in therapy planning]. Radiol Med. 1991. PubMed
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