- La spalla, essendo l’articolazione più mobile del corpo, è purtroppo vulnerabile a infortuni e patologie degenerative comuni.
- Il dolore alla spalla spesso deriva da infiammazioni tendinee o microtraumi ripetuti, manifestandosi con un arco doloroso specifico.
- Una diagnosi accurata, supportata da test clinici e immagini, è fondamentale per un percorso riabilitativo efficace.
- La fisioterapia, attraverso esercizi mirati e rinforzo, offre un approccio conservativo spesso risolutivo per il dolore alla spalla.
Introduzione: Anatomia e Funzione della Spalla
Dolore alla spalla: La spalla è l’articolazione più mobile del corpo umano, e proprio questa straordinaria libertà di movimento la rende particolarmente vulnerabile a infortuni e patologie degenerative. Una corretta comprensione dell’anatomia è il primo passo verso la guarigione.
Il complesso articolare della spalla è composto da quattro articolazioni — gleno-omerale, acromion-clavicolare, sterno-clavicolare e scapolo-toracica — che lavorano in sinergia per consentire movimenti di flessione, estensione, abduzione, adduzione, rotazione interna ed esterna. La stabilità dinamica è garantita dalla cuffia dei rotatori, un gruppo di quattro muscoli (sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare) i cui tendini avvolgono la testa dell’omero come un manicotto.
Il dolore alla spalla colpisce circa il 18-26% della popolazione adulta in un dato momento della vita, con un’incidenza che aumenta dopo i 50 anni. Le cause spaziano dalla semplice infiammazione tendinea alle lesioni strutturali complesse, dalla rigidità capsulare all’instabilità articolare. In questa guida analizzeremo le patologie più frequenti, offrendo per ciascuna una panoramica su sintomi, diagnosi e percorso riabilitativo, con rimandi agli approfondimenti specifici disponibili sul nostro sito. Per approfondire, consultare la guida su anatomia della spalla.
Tendinite del Sovraspinato
La tendinite del sovraspinato rappresenta la causa più comune di dolore alla spalla nella popolazione adulta. Il muscolo sovraspinato, situato nella parte superiore della scapola, ha il compito fondamentale di iniziare il movimento di abduzione del braccio e di stabilizzare la testa omerale nella cavità glenoidea durante tutti i movimenti sopra la testa.
L’infiammazione di questo tendine si sviluppa tipicamente per microtraumi ripetuti, movimenti overhead ripetitivi (frequenti in sport come il nuoto, la pallavolo e il tennis) oppure per processi degenerativi legati all’età. Il paziente lamenta dolore nella regione antero-laterale della spalla, spesso esacerbato dal sollevamento del braccio tra i 60° e i 120° di abduzione — il cosiddetto “arco doloroso”.
La diagnosi si avvale di test clinici specifici (test di Jobe, test di Neer, test di Hawkins) e viene confermata dall’ecografia muscolo-scheletrica o dalla risonanza magnetica. Il trattamento fisioterapico prevede una fase iniziale di controllo del dolore e dell’infiammazione, seguita da un programma progressivo di esercizi eccentrici, rinforzo della cuffia dei rotatori e rieducazione del ritmo scapolo-omerale. L’esperienza clinica dimostra che un approccio conservativo ben strutturato risolve la maggioranza dei casi in 8-12 settimane.
Lesioni della Cuffia dei Rotatori
La cuffia dei rotatori è il vero cuore funzionale della spalla. Quando uno o più dei suoi quattro tendini subiscono una lesione — parziale o a tutto spessore — il paziente sperimenta dolore significativo, debolezza e limitazione nei movimenti quotidiani come pettinarsi, allacciarsi il reggiseno o raggiungere oggetti in alto.
Le lesioni possono essere di natura degenerativa, tipiche dell’età avanzata e spesso associate a impingement subacromiale cronico, oppure traumatiche, conseguenti a cadute sul braccio teso o movimenti bruschi sotto carico. La distinzione è fondamentale perché influenza la strategia terapeutica. Nelle lesioni degenerative parziali, il trattamento conservativo fisioterapico ottiene risultati eccellenti nella maggior parte dei casi. Nelle lesioni traumatiche a tutto spessore, soprattutto nel paziente giovane e attivo, la riparazione chirurgica artroscopica seguita da riabilitazione mirata è spesso la strada preferibile.
Il percorso riabilitativo dopo lesione della cuffia dei rotatori richiede pazienza e competenza. Si articola generalmente in quattro fasi: protezione e controllo del dolore, recupero della mobilità passiva, rinforzo progressivo e ritorno alle attività funzionali e sportive. Ogni fase ha tempistiche precise che vanno rispettate per non compromettere la guarigione tissutale.
Capsulite Adesiva (Spalla Congelata)
La capsulite adesiva, comunemente nota come “spalla congelata”, è una delle patologie più frustranti sia per il paziente che per il terapista. Si caratterizza per una progressiva e severa limitazione del movimento della spalla, accompagnata da dolore intenso, soprattutto nelle fasi iniziali. La chiave per gestirla efficacemente è la corretta informazione del paziente sulla natura autolimitante, ma potenzialmente lunga, della condizione.
La malattia evolve classicamente in tre fasi: la fase “di congelamento” (freezing), con dolore crescente e progressiva perdita di mobilità; la fase “congelata” (frozen), con dolore che si attenua ma rigidità marcata; e la fase “di scongelamento” (thawing), con graduale recupero del movimento. L’intero ciclo può durare da 12 a 24 mesi, ma un intervento fisioterapico tempestivo e appropriato può accorciare significativamente i tempi.
Il trattamento si basa su mobilizzazione articolare dolce e progressiva, tecniche di terapia manuale, esercizi di stretching capsulare e, quando indicato, infiltrazioni ecoguidate con corticosteroidi per il controllo della componente infiammatoria. Il diabete mellito e le patologie tiroidee sono fattori di rischio riconosciuti che il fisioterapista deve sempre indagare nell’anamnesi.
Capsulite Traumatica
A differenza della capsulite adesiva idiopatica, la capsulite traumatica si sviluppa come conseguenza di un evento traumatico specifico — una caduta, un incidente stradale, un intervento chirurgico alla spalla — o di un periodo di immobilizzazione prolungata. La capsula articolare, irritata dal trauma, risponde con un processo infiammatorio che evolve in fibrosi e retrazione capsulare, limitando progressivamente il range di movimento.
La presentazione clinica è simile a quella della capsulite adesiva classica, ma con alcune differenze importanti: l’esordio è più rapido, la correlazione con l’evento scatenante è chiara, e la risposta al trattamento riabilitativo è generalmente più prevedibile. Il paziente riferisce rigidità marcata in tutte le direzioni del movimento, con particolare limitazione della rotazione esterna e dell’abduzione.
Il trattamento fisioterapico della capsulite traumatica richiede un approccio graduale ma costante. Nella pratica clinica si utilizza una combinazione di mobilizzazioni articolari secondo Maitland e Mulligan, stretching capsulare prolungato e un programma domiciliare strutturato che il paziente deve eseguire quotidianamente. La terapia fisica strumentale (laser ad alta potenza, tecarterapia) può coadiuvare il trattamento manuale nella gestione del dolore e nella promozione del rimodellamento tissutale.
Lussazione di Spalla
La lussazione di spalla è una delle emergenze ortopediche più comuni e consiste nella fuoriuscita completa della testa omerale dalla cavità glenoidea. Nella stragrande maggioranza dei casi (oltre il 95%) la lussazione è anteriore, cioè la testa dell’omero si sposta in avanti e verso il basso. È particolarmente frequente nei giovani sportivi, soprattutto in sport di contatto, e negli anziani dopo cadute accidentali.
Il primo episodio di lussazione rappresenta un momento cruciale: la gestione iniziale e la successiva riabilitazione influenzano profondamente il rischio di recidiva. Nei pazienti sotto i 25 anni, il tasso di recidiva dopo il primo episodio può superare il 70% se la riabilitazione non è adeguata. Per questo motivo, il percorso riabilitativo deve essere rigoroso e completo, anche quando il paziente si sente già “guarito” dopo poche settimane.
La riabilitazione dopo lussazione di spalla segue un protocollo ben definito: immobilizzazione iniziale (la cui durata e posizione sono oggetto di dibattito scientifico), recupero progressivo della mobilità, rinforzo intensivo dei muscoli stabilizzatori (in particolare i rotatori esterni e gli stabilizzatori scapolari) e rieducazione propriocettiva. Il ritorno allo sport richiede in genere 4-6 mesi e deve essere guidato da criteri funzionali oggettivi.
Frattura del Trochite Omerale: Un Caso Clinico
La frattura del trochite omerale (o grande tuberosità) è una lesione che merita attenzione particolare perché spesso sottovalutata. Il trochite è la prominenza ossea sulla parte laterale della testa omerale dove si inseriscono i tendini del sovraspinato, del sottospinato e del piccolo rotondo — tre dei quattro muscoli della cuffia dei rotatori. Una sua frattura compromette quindi direttamente la funzionalità della cuffia.
Questa frattura può presentarsi isolata o, più frequentemente, associata a una lussazione anteriore di spalla. Il meccanismo traumatico tipico è la caduta sul braccio teso o un impatto diretto sulla spalla. La diagnosi richiede un esame radiografico accurato e talvolta una TC per valutare l’entità della scomposizione.
Sul nostro sito abbiamo documentato un caso clinico dettagliato che illustra il percorso completo dalla diagnosi alla completa riabilitazione di una frattura del trochite omerale. Il case study mostra come un approccio riabilitativo personalizzato, rispettoso dei tempi biologici di guarigione ossea e attento al recupero funzionale della cuffia dei rotatori, possa portare a risultati eccellenti anche in situazioni clinicamente complesse.
Esercizi per la Spalla: Programma di Rinforzo e Mobilita
I seguenti esercizi rappresentano un programma base per il miglioramento della mobilita e della forza della spalla. Prima di iniziare, e consigliabile consultare il medico o fisioterapista di fiducia per verificare che gli esercizi siano appropriati alla propria condizione. In caso di dolore acuto durante l’esecuzione, interrompere immediatamente e rivolgersi al medico o fisioterapista di fiducia.
Fase 1 — Mobilita e Controllo del Dolore
Esercizio 1: Pendolo di Codman
Difficolta: Facile | Attrezzatura: Tavolo o sedia stabile | Durata: 3 minuti
Posizione di partenza:
In piedi, accanto a un tavolo o a una sedia stabile. Inclinarsi in avanti appoggiando la mano del lato sano sul tavolo. Il braccio dolorante penzola liberamente verso il pavimento, completamente rilassato. I piedi sono divaricati alla larghezza delle spalle per garantire stabilita.
Esecuzione passo per passo:
- Passo 1: Spostare delicatamente il peso del corpo avanti e indietro, lasciando che il braccio oscilli passivamente come un pendolo, senza contrarre i muscoli della spalla.
- Passo 2: Dopo 30 secondi, cambiare direzione e oscillare il braccio da destra a sinistra, sempre in modo passivo e rilassato.
- Passo 3: Infine, descrivere piccoli cerchi in senso orario per 30 secondi e poi in senso antiorario per 30 secondi, mantenendo il braccio completamente decontratto.
Serie e ripetizioni: 3 serie da 2 minuti ciascuna — Pausa 30 secondi tra le serie
Errori comuni da evitare:
- Contrarre i muscoli della spalla durante il movimento: il braccio deve oscillare per inerzia
- Eseguire cerchi troppo ampi, che possono provocare dolore
- Non inclinarsi abbastanza in avanti, riducendo l’effetto decompressivo sulla spalla
Come capire che lo si sta eseguendo bene:
Si avverte una sensazione di leggero sollievo nella spalla, come se l’articolazione si “aprisse”. Il braccio oscilla liberamente senza alcuna resistenza muscolare volontaria e non si percepisce dolore durante il movimento.
Consiglio pratico
Il supporto fornisce stabilizzazione articolare e limitazione dei movimenti dolorosi durante la fase acuta dell’infiammazione tendinea.
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Esercizio 2: Stretching Capsulare con Bastone (Flessione Assistita)
Difficolta: Facile | Attrezzatura: Bastone o manico di scopa | Durata: 5 minuti

Posizione di partenza:
Distesi sulla schiena (posizione supina) su un tappetino o un letto. Impugnare un bastone con entrambe le mani, a una distanza leggermente superiore alla larghezza delle spalle. Le braccia sono distese davanti al petto con i gomiti leggermente flessi.
Esecuzione passo per passo:
- Passo 1: Utilizzando il braccio sano come guida, sollevare lentamente il bastone verso l’alto e oltre la testa, mantenendo entrambe le braccia distese.
- Passo 2: Raggiungere il punto di massimo allungamento tollerabile (senza dolore acuto) e mantenere la posizione per 5 secondi.
- Passo 3: Riportare lentamente il bastone alla posizione di partenza con un movimento controllato, senza lasciar cadere le braccia.
Serie e ripetizioni: 3 serie x 10 ripetizioni — Pausa 30 secondi tra le serie
Errori comuni da evitare:
- Forzare il movimento oltre la soglia del dolore: lo stretching deve essere percepito come tensione, mai come dolore acuto
- Inarcare la schiena durante il sollevamento del bastone: la zona lombare deve restare aderente al tappetino
- Eseguire il movimento troppo velocemente, perdendo il controllo
Come capire che lo si sta eseguendo bene:
Si percepisce una sensazione di tensione nella parte anteriore o superiore della spalla, senza dolore pungente. Col passare delle ripetizioni, il range di movimento aumenta leggermente. La zona lombare resta a contatto con la superficie di appoggio.
Fase 2 — Rinforzo della Cuffia dei Rotatori
Esercizio 3: Rotazione Esterna con Elastico
Difficolta: Intermedio | Attrezzatura: Elastico di resistenza leggera-media | Durata: 5 minuti
Posizione di partenza:
In piedi, con il lato da allenare rivolto verso l’esterno rispetto al punto di ancoraggio dell’elastico (maniglia di una porta, colonna). Il gomito e flesso a 90 gradi e aderente al fianco. La mano impugna l’elastico, che presenta una leggera tensione gia in posizione di partenza. Si puo posizionare un piccolo asciugamano arrotolato tra il gomito e il fianco per mantenere la posizione corretta.
Esecuzione passo per passo:
- Passo 1: Ruotare lentamente l’avambraccio verso l’esterno, mantenendo il gomito saldamente aderente al fianco. Immaginare di aprire una porta.
- Passo 2: Raggiungere la massima rotazione esterna controllata (circa 45-60 gradi) e mantenere la posizione per 2 secondi.
- Passo 3: Ritornare alla posizione di partenza con un movimento lento e controllato (3 secondi per la fase di ritorno), resistendo alla trazione dell’elastico.
Serie e ripetizioni: 3 serie x 15 ripetizioni per lato — Pausa 45 secondi tra le serie
Errori comuni da evitare:
- Allontanare il gomito dal fianco durante la rotazione, compensando con il deltoide
- Utilizzare un elastico troppo resistente, che costringe a compensare con il tronco
- Eseguire il movimento a scatti invece che in modo fluido e controllato
Come capire che lo si sta eseguendo bene:
Si avverte il lavoro muscolare nella parte posteriore della spalla, nella regione della cuffia dei rotatori. Il gomito resta immobile e aderente al fianco per tutta la durata dell’esercizio. Non si percepisce dolore, ma una sensazione di fatica muscolare progressiva.
Esercizio 4: Rotazione Interna con Elastico
Difficolta: Intermedio | Attrezzatura: Elastico di resistenza leggera-media | Durata: 5 minuti
Posizione di partenza:
In piedi, con il lato da allenare rivolto verso il punto di ancoraggio dell’elastico. Il gomito e flesso a 90 gradi e aderente al fianco. La mano impugna l’elastico in leggera tensione. L’avambraccio e rivolto verso l’esterno.
Esecuzione passo per passo:
- Passo 1: Ruotare lentamente l’avambraccio verso l’interno, in direzione dell’addome, mantenendo il gomito fermo al fianco.
- Passo 2: Raggiungere la posizione in cui la mano si trova davanti all’addome e mantenere per 2 secondi.
- Passo 3: Tornare lentamente alla posizione di partenza in 3 secondi, controllando il ritorno dell’elastico senza lasciar scattare il braccio.
Serie e ripetizioni: 3 serie x 15 ripetizioni per lato — Pausa 45 secondi tra le serie
Errori comuni da evitare:
- Ruotare il busto per aiutare il movimento invece di isolare la rotazione della spalla
- Sollevare la spalla verso l’orecchio durante l’esecuzione
- Trattenere il respiro: mantenere una respirazione regolare durante tutto l’esercizio
Come capire che lo si sta eseguendo bene:
Si percepisce il lavoro muscolare nella parte anteriore della spalla e nella regione sottoscapolare. Il movimento e fluido e controllato, e il busto resta fermo senza oscillazioni laterali.
Fase 3 — Stabilizzazione Scapolare
Esercizio 5: Retrazione Scapolare (Squeeze)
Difficolta: Facile | Attrezzatura: Nessuna | Durata: 3 minuti
Posizione di partenza:
Seduti su una sedia con la schiena dritta, i piedi appoggiati a terra e le braccia rilassate lungo i fianchi. Le spalle sono in posizione neutra, lontane dalle orecchie.
Esecuzione passo per passo:
- Passo 1: Portare le spalle leggermente indietro e verso il basso, avvicinando le scapole tra loro come per stringere una matita tra di esse.
- Passo 2: Mantenere la contrazione per 5 secondi, respirando normalmente e senza inarcare la zona lombare.
- Passo 3: Rilasciare lentamente la contrazione in 3 secondi, tornando alla posizione di partenza senza lasciar cadere le spalle in avanti.
Serie e ripetizioni: 3 serie x 12 ripetizioni — Pausa 30 secondi tra le serie
Errori comuni da evitare:
- Sollevare le spalle verso le orecchie anziche portarle indietro e in basso
- Inarcare eccessivamente la zona lombare per compensare il movimento
- Contrarre solo i muscoli del collo (trapezio superiore) senza attivare i muscoli tra le scapole
Come capire che lo si sta eseguendo bene:
Si avverte il lavoro muscolare nella zona tra le scapole (romboidi e trapezio medio-inferiore). Le spalle si abbassano leggermente durante la retrazione. Il collo resta rilassato e non si avverte tensione nella zona cervicale.
Esercizio 6: Sollevamento Laterale del Braccio contro il Muro (Wall Slide)
Difficolta: Intermedio | Attrezzatura: Parete liscia | Durata: 5 minuti

Posizione di partenza:
In piedi con la schiena, il bacino e la testa appoggiati alla parete. Le braccia sono appoggiate al muro con i gomiti flessi a 90 gradi e all’altezza delle spalle, nella posizione a “candelabro”. Tutta la superficie posteriore delle braccia e delle mani e a contatto con la parete.
Esecuzione passo per passo:
- Passo 1: Scivolare lentamente con le braccia verso l’alto lungo la parete, mantenendo il contatto di dorso delle mani, avambracci e gomiti con il muro.
- Passo 2: Salire fino al punto massimo raggiungibile senza perdere il contatto con la parete e senza inarcare la schiena. Mantenere 3 secondi.
- Passo 3: Scendere lentamente alla posizione di partenza in 3 secondi, mantenendo sempre il contatto con il muro e controllando il movimento delle scapole.
Serie e ripetizioni: 3 serie x 10 ripetizioni — Pausa 45 secondi tra le serie
Errori comuni da evitare:
Consiglio pratico
La terapia del freddo nelle prime 48-72 ore riduce l’infiammazione mentre il calore successivamente favorisce la vascolarizzazione e il rilassamento muscolare.
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- Staccare le braccia o le mani dal muro durante la salita: se accade, ridurre il range di movimento
- Inarcare la zona lombare per compensare la mancanza di mobilita della spalla
- Sollevare le spalle verso le orecchie durante il movimento ascendente
Come capire che lo si sta eseguendo bene:
Si avverte un lavoro muscolare tra le scapole e nella parte laterale della spalla. Le braccia mantengono il contatto con la parete per tutta l’escursione del movimento. Il movimento e fluido e non provoca dolore pungente.
Nota importante: Questo programma ha finalita informativa e non sostituisce la valutazione individuale. Per un programma personalizzato, rivolgersi al medico o fisioterapista di fiducia, che potra adattare gli esercizi alla specifica condizione clinica.
Epicondilite Laterale (Gomito del Tennista)
L’epicondilite colpisce frequentemente chi soffre anche di problematiche alla spalla, poiché le catene muscolari dell’arto superiore sono strettamente interconnesse.
Quando Rivolgersi al Fisioterapista
È fondamentale sapere riconoscere i segnali che richiedono una valutazione professionale tempestiva. L’esperienza clinica dimostra che molti pazienti tendono a sottovalutare i sintomi iniziali, ritardando l’inizio del trattamento e complicando il percorso di guarigione.
Rivolgiti al tuo medico o fisioterapista di fiducia se:
- Il dolore alla spalla persiste da più di 2 settimane nonostante il riposo
- Non riesci a sollevare il braccio sopra la testa o a portarlo dietro la schiena
- Avverti debolezza improvvisa nel braccio dopo un trauma
- Il dolore notturno ti impedisce di dormire sul fianco interessato
- Noti un progressivo irrigidimento della spalla che limita le attività quotidiane
- Hai subito una lussazione e vuoi prevenire recidive
- Devi prepararti a un intervento chirurgico alla spalla o sei nel post-operatorio
Rivolgiti al Pronto Soccorso se:
- La spalla appare visibilmente deformata dopo un trauma
- Non riesci a muovere il braccio in nessuna direzione dopo una caduta
- Avverti formicolio, intorpidimento o perdita di forza nella mano dopo un trauma alla spalla
Una valutazione fisioterapica precoce permette di impostare il trattamento più appropriato e di evitare che una problematica acuta si cronicizzi, allungando i tempi di recupero.
Schema dei Link Interni — Articoli Satellite Spalla
| Articolo Satellite | Link |
|---|---|
| Tendinite del Sovraspinato | /dolore-spalla-tendinite-sovraspinato/ |
| Cuffia dei Rotatori | /cuffia-dei-rotatori/ |
| Capsulite Adesiva | /capsulite-adesiva/ |
| Capsulite Traumatica | /capsulite-traumatica/ |
| Lussazione di Spalla | /lussazione-di-spalla/ |
| Case Study Frattura Trochite | /case-study-frattura-trochite/ |
Approfondisci
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Domande Frequenti
Quali sono le cause più comuni del dolore alla spalla?
Il dolore alla spalla può derivare da diverse condizioni, tra cui infiammazioni tendinee come la tendinite del sovraspinato, lesioni della cuffia dei rotatori o capsulite adesiva. Anche traumi acuti o microtraumi ripetuti possono essere responsabili del sintomo. Una diagnosi accurata è fondamentale per identificare la causa specifica.
Qual è il ruolo della fisioterapia nel trattamento del dolore alla spalla?
La fisioterapia rappresenta un approccio conservativo fondamentale per il dolore alla spalla, spesso risolutivo. Attraverso esercizi mirati di mobilizzazione, rinforzo muscolare e stabilizzazione scapolare, mira a ripristinare la funzionalità e ridurre il dolore. Questo percorso è personalizzato in base alla diagnosi e alla fase della patologia.
Quando è opportuno rivolgersi a un professionista sanitario per il dolore alla spalla?
È consigliabile consultare un professionista sanitario quando il dolore alla spalla persiste per diversi giorni, peggiora, limita significativamente i movimenti o è associato a debolezza. Una valutazione specialistica permette di ottenere una diagnosi precisa e di impostare il percorso terapeutico più adeguato.
È possibile prevenire il dolore alla spalla?
La prevenzione del dolore alla spalla include il mantenimento di una buona postura, l’esecuzione di esercizi regolari per il rinforzo e la mobilità dell’articolazione e l’evitare movimenti ripetitivi o carichi eccessivi. L’adozione di tecniche corrette durante l’attività fisica e lavorativa è altrettanto importante per preservare la salute articolare.
Fonti e Riferimenti Scientifici
- Littlewood C, Malliaras P, Mawson S, May S, Walters S. Physiotherapy for rotator cuff tendinopathy: a systematic review and meta-analysis. Physiotherapy. 2013;99(2):101-
- DOI: 10.1016/j.physio.2012.08.004
- Page MJ, Green S, Kramer S, Johnston RV, McBain B, Buchbinder R. Manual therapy and exercise for adhesive capsulitis (frozen shoulder). Cochrane Database Syst Rev. 2014;8:CD
- DOI: 10.1002/14651858.CD011275.pub2
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Riferimenti scientifici
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